In sintesi
L'articolo 82 del D.Lgs. 231/2001 è stato abrogato dal D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313. La norma originaria completava, insieme agli artt. 80 e 81, la disciplina delle iscrizioni nel casellario giudiziale relative ai provvedimenti adottati nei confronti degli enti ai sensi del decreto sulla responsabilità amministrativa da reato. L'abrogazione contestuale di questi tre articoli nell'ambito della riforma del casellario giudiziale del 2002 ha semplificato il sistema normativo, concentrando la disciplina in un unico testo. L'art. 82 chiude il Capo IV della Sezione III del D.Lgs. 231/2001 dedicato all'esecuzione delle sanzioni, sezione che nel testo vigente comprende gli artt. 73 (revisione delle sentenze), 74 (giudice dell'esecuzione), 76 (pubblicazione della sentenza), 77 (esecuzione delle sanzioni interdittive), 78 (conversione delle sanzioni interdittive) e 79 (commissario giudiziale e confisca), mentre gli artt. 75, 80, 81 e 82 sono abrogati.
Testo dell'articoloVigente
Art. 82 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti — Articolo abrogato
In vigore dal 04/07/2001
ARTICOLO ABROGATO DAL D.P.R. 14 NOVEMBRE 2002, N. 313
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Commento
L'articolo 82 del D.Lgs. 231/2001 è abrogato dal D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313. La sua abrogazione contestuale a quella degli artt. 80 e 81 ha completato il riassetto della disciplina delle iscrizioni nel casellario giudiziale degli enti, trasferita integralmente al D.P.R. 313/2002 e ai suoi successivi aggiornamenti.
Il Capo IV della Sezione III del D.Lgs. 231/2001, dedicato all'esecuzione delle sanzioni, si presenta oggi con alcuni articoli abrogati (75, 80, 81, 82) intercalati tra le disposizioni vigenti. Questa struttura, comune a molti testi legislativi modificati nel tempo, non pregiudica la chiarezza del sistema esecutivo del decreto, che trova nelle disposizioni degli artt. 73, 74, 76, 77, 78 e 79 una disciplina organica e completa, integrata dal rinvio generale al codice di procedura penale operante attraverso l'art. 34.
L'intero sistema del D.Lgs. 231/2001, nella sua versione vigente aggiornata con le ultime novelle (inclusa l'espansione del catalogo dei reati presupposto per effetto del D.Lgs. 195/2021 sui reati ambientali, della L. 179/2017 sul whistleblowing, sostituita poi dal D.Lgs. 24/2023, e degli aggiornamenti tributari e informatici), costituisce il cardine della compliance penale-aziendale italiana, con forti sinergie con la normativa antiriciclaggio del D.Lgs. 231/2007, il Codice della Privacy D.Lgs. 196/2003 e la normativa sulla sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/2008 nell'ambito dei programmi integrati di risk management aziendale.
Casi pratici
Caso 1: Programma di compliance integrata 231 in un gruppo bancario
Caso 2: Aggiornamento del MOG dopo l'ampliamento del catalogo dei reati presupposto
Domande frequenti
Quali articoli del D.Lgs. 231/2001 sono attualmente abrogati nella Sezione III Capo IV?
Nel Capo IV della Sezione III (Esecuzione) del D.Lgs. 231/2001 risultano abrogati i seguenti articoli: art. 75 (abrogato dal D.P.R. 155/2002), art. 80, art. 81 e art. 82 (questi tre abrogati dal D.P.R. 313/2002). Rimangono vigenti e pienamente operativi gli artt. 73 (revisione sentenze), 74 (giudice dell'esecuzione), 76 (pubblicazione sentenza), 77 (esecuzione sanzioni interdittive), 78 (conversione sanzioni interdittive) e 79 (commissario giudiziale e confisca).
Quali normative si integrano con il D.Lgs. 231/2001 in un programma di compliance aziendale?
Un programma integrato di compliance aziendale costruito sul D.Lgs. 231/2001 deve coordinarsi con: il D.Lgs. 231/2007 (antiriciclaggio) per le imprese che svolgono attività finanziarie o sono soggetti obbligati; il D.Lgs. 81/2008 (sicurezza sul lavoro) per la prevenzione degli infortuni come reato presupposto; il D.Lgs. 24/2023 (whistleblowing) per la gestione delle segnalazioni interne; il D.Lgs. 196/2003 (Codice Privacy) e il GDPR per la protezione dei dati personali nei processi di controllo dell'OdV.
Il catalogo dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001 è stato ampliato negli anni?
Sì, significativamente. Il decreto originario del 2001 comprendeva un numero limitato di reati presupposto (principalmente reati contro la PA e societari). Negli anni il catalogo è stato progressivamente esteso per includere reati informatici, terrorismo, criminalità organizzata, reati ambientali (D.Lgs. 195/2021 e L. 68/2015), reati tributari, reati di corruzione tra privati, violazioni del D.Lgs. 231/2007 antiriciclaggio e molti altri, rendendo la mappa dei rischi 231 sempre più articolata e la costruzione del MOG sempre più complessa.
Vedi anche