Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 37 D.Lgs. 231/2001 Responsabilita Enti – Casi di improcedibilità

In vigore dal 04/07/2001

1. Non si procede all'accertamento dell'illecito amministrativo dell'ente quando l'azione penale non può essere iniziata o proseguita nei confronti dell'autore del reato per la mancanza di una condizione di procedibilità.

In sintesi

L'articolo 37 del D.Lgs. 231/2001 disciplina l'improcedibilità del procedimento a carico dell'ente, stabilendo che non si procede all'accertamento dell'illecito amministrativo quando l'azione penale nei confronti dell'autore del reato non può essere iniziata o proseguita per mancanza di una condizione di procedibilità. La norma riflette la struttura accessoria della responsabilità dell'ente: poiché l'illecito dipende da un reato-presupposto, l'impossibilità di perseguire penalmente l'autore del fatto per ragioni procedurali - come la mancanza di querela, l'avvenuta remissione, l'immunità diplomatica o la mancata richiesta del Ministro della Giustizia nei reati commessi all'estero - si riflette automaticamente sul procedimento a carico dell'ente. Tuttavia, la norma si applica solo ai casi di improcedibilità in senso tecnico, non all'estinzione del reato per prescrizione o amnistia, ipotesi disciplinate rispettivamente dagli artt. 22 e 26 del decreto. L'art. 37 deve quindi essere interpretato in senso stretto: solo la mancanza di una condizione di procedibilità dell'azione penale (querela, istanza, autorizzazione a procedere) impedisce di procedere contro l'ente, non qualsiasi ostacolo processuale che possa interferire con il procedimento penale principale.

L'articolo 37 rappresenta uno dei punti di maggiore interdipendenza tra la responsabilità dell'ente e quella della persona fisica autrice del reato-presupposto. La disposizione recepisce il principio di accessorietà: se non si può nemmeno iniziare o proseguire il procedimento penale nei confronti del soggetto che ha commesso il reato, non ha senso - né sarebbe possibile - accertare l'illecito dell'ente che da quel reato dipende.

Le condizioni di procedibilità rilevanti ai fini dell'art. 37 sono essenzialmente: la querela (per i reati procedibili a querela di parte), l'istanza (per i reati commessi all'estero in danno di cittadino italiano), l'autorizzazione a procedere del Ministro della Giustizia (per alcune categorie di reati), e l'immunità parlamentare o diplomatica dell'autore. Se la querela non è stata proposta, o è stata rimessa prima della sentenza definitiva, il procedimento penale non può proseguire e l'art. 37 fa venir meno anche il procedimento a carico dell'ente. Questa norma assume rilievo pratico in relazione ai reati di truffa e agli altri delitti procedibili a querela che figurano tra i reati-presupposto 231. Va però precisato che la sopravvenuta improcedibilità non equivale all'esclusione della responsabilità sostanziale dell'ente: quest'ultima potrebbe in teoria essere accertata se, successivamente, venissero meno le cause di improcedibilità (ad esempio, ri-proposizione della querela entro i termini). La distinzione tra improcedibilità e cause di estinzione del reato (prescrizione, amnistia) è fondamentale: queste ultime non impediscono l'accertamento della responsabilità dell'ente ai sensi degli artt. 22 e 26. Per valutare correttamente le ricadute di una causa di improcedibilità sul procedimento 231 è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista legale qualificato.

Sul piano difensivo, la norma può essere strategicamente rilevante: nei casi in cui il reato-presupposto è procedibile a querela e la persona offesa è disposta a rimettere la querela, la remissione può determinare l'improcedibilità anche del procedimento a carico dell'ente, sollevandolo dall'intera vicenda giudiziaria.

Domande frequenti

Se la vittima rimette la querela, il procedimento contro l'ente si chiude automaticamente?

Sì, se il reato-presupposto era procedibile a querela e questa viene rimessa prima della sentenza irrevocabile, viene meno la condizione di procedibilità dell'azione penale. Per effetto dell'art. 37, anche il procedimento a carico dell'ente non può proseguire. Questa circostanza può rendere strategicamente rilevante la negoziazione con la persona offesa nell'ambito di accordi risarcitori.

La prescrizione del reato-presupposto equivale a una causa di improcedibilità ai fini dell'art. 37?

No. La prescrizione è una causa di estinzione del reato, non di improcedibilità dell'azione penale. L'art. 37 si applica solo alla mancanza di condizioni di procedibilità (querela, istanza, autorizzazione). La prescrizione del reato-presupposto è disciplinata dall'art. 22 del D.Lgs. 231/2001, che prevede termini autonomi per l'illecito amministrativo dell'ente: la responsabilità dell'ente può dunque persistere anche dopo l'estinzione del reato.

L'immunità diplomatica dell'autore del reato determina l'improcedibilità del procedimento contro l'ente?

Sì. L'immunità diplomatica è una condizione che impedisce l'inizio o la prosecuzione dell'azione penale nei confronti dell'autore del reato. Per effetto del meccanismo di accessorietà dell'art. 37, la stessa condizione ostativa si riflette sul procedimento a carico dell'ente, rendendolo improcedibile finché l'immunità persiste.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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