Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 17 L. 212/2000 (Statuto del Contribuente) – Concessionari della riscossione

In vigore dal 01/08/2000

1. Le disposizioni della presente legge si applicano anche nei confronti dei soggetti che rivestono la qualifica di concessionari e di organi indiretti dell'amministrazione finanziaria, ivi compresi i soggetti che esercitano l'attività di accertamento, liquidazione e riscossione di tributi di qualunque natura.

In sintesi

L'art. 17 della L. 212/2000 estende l'ambito di applicazione dello Statuto del Contribuente ben oltre l'amministrazione finanziaria in senso stretto. La norma dispone che le disposizioni della legge si applicano anche nei confronti dei soggetti che rivestono la qualifica di concessionari e di organi indiretti dell'amministrazione finanziaria, compresi i soggetti che esercitano attività di accertamento, liquidazione e riscossione di tributi di qualunque natura. La disposizione recepisce un principio fondamentale: le garanzie statutarie - informazione, motivazione, contraddittorio, affidamento, divieto di bis in idem, proporzionalità, autotutela, accesso ai documenti - non possono essere aggirate attraverso il ricorso a soggetti diversi dallo Stato o dall'Agenzia delle Entrate. Sono quindi vincolati ai principi statutari l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, i concessionari di tributi locali (per esempio per ICI/IMU, TARI, COSAP), gli enti che gestiscono tributi propri di Regioni ed enti locali, e qualsiasi soggetto delegato a funzioni di accertamento o riscossione, indipendentemente dalla natura del tributo o dalla sua disciplina settoriale.

L'art. 17 svolge una funzione antielusiva del sistema di garanzie statutarie: senza questa disposizione, il legislatore avrebbe potuto sottrarsi alle regole della L. 212/2000 affidando l'esercizio di poteri tributari a soggetti formalmente diversi dall'amministrazione finanziaria. La norma chiarisce invece che la sostanza prevale sulla forma: chiunque eserciti attività di accertamento, liquidazione o riscossione di tributi è tenuto al rispetto dei principi statutari, indipendentemente dalla qualifica formale di concessionario, ente strumentale, società mista o organo indiretto. Il criterio funzionale evita zone franche e protegge il contribuente dalla frammentazione soggettiva del prelievo.

La portata applicativa è ampia. Sono vincolati, ad esempio, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione (succeduta a Equitalia), i concessionari della riscossione dei tributi locali, le società affidatarie del servizio ai sensi del D.Lgs. 446/1997 e del D.Lgs. 267/2000 (TUEL), le strutture preposte alla gestione di tributi propri degli enti territoriali. In concreto, gli atti emessi (cartelle, intimazioni, ingiunzioni di pagamento, accertamenti esecutivi) devono rispettare gli obblighi di motivazione, di chiarezza e di pubblicità, le regole sul contraddittorio, sull'affidamento e sull'autotutela; eventuali violazioni espongono gli atti all'annullabilità ex art. 7-bis o, nei casi tassativi, alla nullità ex art. 7-ter. La regola si proietta anche sulle modalità di notifica e sui contenuti minimi degli atti della riscossione coattiva ex DPR 602/1973.

La giurisprudenza tributaria ha valorizzato l'art. 17 per estendere ai concessionari le tutele in materia di motivazione, modalità di notifica, contraddittorio preventivo e diritto di accesso. In coordinamento con l'art. 1, comma 3-bis, e con la L. 241/1990, lo Statuto opera anche nei confronti degli enti locali e dei loro concessionari, che devono adeguare i propri regolamenti e prassi. Per il contribuente, ciò significa che è possibile invocare lo Statuto contro tutti gli attori della filiera tributaria, ad esempio rispetto a cartelle non motivate, a comunicazioni di intimazione prive di contraddittorio, o a comportamenti non trasparenti del concessionario locale, anche tramite segnalazione al Garante nazionale del contribuente (art. 13). Tale estensione soggettiva è coerente con i principi costituzionali di imparzialità (art. 97 Cost.) e di tutela giurisdizionale effettiva (art. 24 Cost.). L'art. 17 si presenta dunque come clausola di chiusura del sistema di garanzie statutarie sul lato soggettivo della pretesa, complementare alle clausole di chiusura sul lato oggettivo dell'invalidità degli atti.

Casi pratici

Caso 1: Tizio impugna una cartella del concessionario locale per difetto di motivazione

Caso 2: Caio segnala al Garante una prassi anomala del concessionario provinciale

Domande frequenti

Lo Statuto del Contribuente si applica anche all'Agenzia delle Entrate-Riscossione?

Sì. L'art. 17 della L. 212/2000 dispone che le disposizioni dello Statuto si applicano anche ai soggetti che rivestono la qualifica di concessionari o di organi indiretti dell'amministrazione finanziaria, inclusi quelli che svolgono attività di accertamento, liquidazione e riscossione. L'Agenzia delle Entrate-Riscossione, in quanto ente pubblico economico subentrato a Equitalia, è pienamente vincolata ai principi statutari di motivazione, informazione, contraddittorio, affidamento, divieto di bis in idem, proporzionalità e autotutela, nei limiti del proprio ruolo nella riscossione coattiva.

I concessionari dei tributi locali devono rispettare lo Statuto?

Sì. I concessionari di tributi locali (IMU, TARI, COSAP, imposta di soggiorno, ecc.) e gli affidatari del servizio di accertamento e riscossione ai sensi del D.Lgs. 446/1997 e del TUEL (D.Lgs. 267/2000) sono espressamente compresi nell'ambito dell'art. 17 della L. 212/2000. Inoltre, l'art. 1, comma 3-bis, dello Statuto vincola le Regioni e gli enti locali ad adeguare i propri ordinamenti alle garanzie statutarie, di cui i concessionari sono attuatori. Eventuali violazioni espongono gli atti a possibile annullabilità ex art. 7-bis o, nei casi tassativi, a nullità ex art. 7-ter.

Posso contestare una cartella di pagamento invocando lo Statuto del Contribuente?

Sì. La cartella di pagamento emessa da Agenzia delle Entrate-Riscossione o da un concessionario locale deve rispettare i principi statutari, in particolare gli obblighi di motivazione (art. 7 L. 212/2000), di chiara informazione (art. 5), di rispetto del contraddittorio nei casi previsti (art. 6-bis) e di proporzionalità. Una cartella priva di motivazione, fondata su atti presupposti non notificati o emessa in violazione dei termini di decadenza del DPR 602/1973 e del DPR 600/1973, può essere impugnata davanti alla Corte di giustizia tributaria invocando l'art. 17 e gli altri articoli dello Statuto.

Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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