Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 2500-ter c.c. – Trasformazione di società di persone

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

Salvo diversa disposizione del contratto sociale, la trasformazione di società di persone in società di capitali è decisa con il consenso della maggioranza dei soci determinata secondo la parte attribuita a ciascuno negli utili; in ogni caso al socio che non ha concorso alla decisione spetta il diritto di recesso.

Nei casi previsti dal precedente comma il capitale della società risultante dalla trasformazione deve essere determinato sulla base dei valori attuali degli elementi dell’attivo e del passivo e deve risultare da relazione di stima redatta a norma dell’articolo 2343 ovvero dalla documentazione di cui all’articolo 2343-ter ovvero, infine, nel caso di società a responsabilità limitata, dell’articolo 2465. Si applicano altresì, nel caso di società per azioni o in accomandita per azioni, il secondo, terzo e, in quanto compatibile, quarto comma dell’articolo 2343 ovvero, nelle ipotesi di cui al primo e secondo comma dell’articolo 2343-ter, il terzo comma del medesimo articolo.

In sintesi

  • Maggioranza per quote di utile. La decisione di trasformazione da società di persone a società di capitali è adottata dalla maggioranza dei soci calcolata in base alla partecipazione agli utili, non per teste.
  • Diritto di recesso inderogabile. Il socio che non ha concorso alla decisione ha sempre diritto di recesso, con rimborso del valore attuale della propria partecipazione.
  • Valutazione patrimoniale obbligatoria. Il capitale della società di capitali risultante deve essere determinato sui valori attuali degli elementi dell'attivo e del passivo, non sui valori contabili storici.
  • Relazione di stima. La valutazione patrimoniale è effettuata secondo le norme sui conferimenti in natura applicabili al tipo di società di capitali prescelto (artt. 2343, 2343-ter o 2465 c.c.).
  • Responsabilità illimitata residua per debiti anteriori. I soci che erano illimitatamente responsabili prima della trasformazione continuano a rispondere per i debiti sociali anteriori per cinque anni dalla trasformazione.
Indice dei contenuti

Ratio

L'articolo 2500-ter c.c. disciplina la trasformazione «progressiva» delle società: il passaggio da un tipo organizzativo a responsabilità personale illimitata (S.n.c., S.a.s.) a un tipo a responsabilità limitata (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a.). Questa trasformazione risponde tipicamente a esigenze di crescita dimensionale dell'impresa, di accesso al mercato dei capitali, di separazione più netta tra patrimonio personale e patrimonio aziendale.

La ratio della norma è bilanciare tre interessi in tensione. Il primo è l'interesse dei soci alla libertà di scegliere il tipo societario più adatto alla propria impresa. Il secondo è l'interesse del singolo socio dissenziente a non essere vincolato a una forma societaria che non condivide: da qui il diritto di recesso inderogabile. Il terzo - e più delicato - è l'interesse dei creditori della società di persone, che hanno contratto con la società facendo affidamento sulla responsabilità illimitata e solidale dei soci: la trasformazione non deve tradursi in una sottrazione surrettizia di garanzie già maturate.

Analisi

La deliberazione sulla trasformazione è adottata con il consenso della maggioranza dei soci, determinata in base alla partecipazione agli utili, salvo diversa disposizione del contratto sociale. Questo criterio riflette la logica economica delle società di persone, dove il peso di ciascun socio è proporzionale alla sua partecipazione economica, non al numero di voti pro capite. Il contratto sociale può prevedere maggioranze diverse (anche l'unanimità), ma la norma fissa il criterio legale suppletivo.

Il diritto di recesso del socio dissenziente è inderogabile: il socio che non ha concorso alla decisione favorevole (perché ha votato contro o perché era assente) ha il diritto di recedere dalla società e di ottenere il rimborso della propria partecipazione. Il rimborso deve avvenire al valore attuale della partecipazione, determinato - in assenza di accordo - sulla base dei criteri stabiliti dalla legge per la liquidazione della quota (in S.n.c.: art. 2289 c.c.; in S.a.s.: art. 2322 c.c.). Il recesso è essenziale per proteggere il socio che non vuole operare in una forma societaria caratterizzata dalla limitazione di responsabilità.

La valutazione patrimoniale è il cuore tecnico della norma. Il capitale della società di capitali risultante dalla trasformazione deve essere determinato sulla base dei valori attuali (correnti, di mercato) degli elementi dell'attivo e del passivo, non dei valori contabili storici. Questa regola è identica a quella prevista per i conferimenti di beni in natura: la società di capitali non può iscrivere nel proprio patrimonio beni a valori gonfiati o superati, perché ciò tradirebbe i principi di integrità e veridicità del capitale. La valutazione deve risultare da una relazione di stima redatta da un esperto indipendente iscritto nel registro dei revisori, secondo le modalità previste per le S.p.A. dall'art. 2343 c.c. o dall'art. 2343-ter c.c. (che consente procedure alternative di valutazione per alcune categorie di beni), oppure, nel caso di trasformazione in S.r.l., secondo l'art. 2465 c.c. Questa relazione deve essere comunicata ai soci prima della decisione di trasformazione, in modo che ciascun socio possa valutare consapevolmente il valore della propria partecipazione nella nuova società.

Il profilo più importante per la tutela dei creditori è la persistenza della responsabilità illimitata dei soci per i debiti anteriori alla trasformazione. I soci che nella società di persone erano illimitatamente responsabili (tutti i soci in S.n.c., gli accomandatari in S.a.s.) continuano a rispondere con il proprio patrimonio personale per le obbligazioni sociali sorte prima della trasformazione, per un periodo di cinque anni dalla stessa (in analogia con quanto previsto dall'art. 2290 c.c. per il recesso nelle S.n.c.). Questo meccanismo garantisce che la trasformazione non pregiudichi i creditori anteriori.

Quando si applica

La norma si applica a tutte le ipotesi di trasformazione di S.n.c. o S.a.s. in S.p.A., S.r.l. o S.a.p.a. Si applica anche alla trasformazione di S.n.c. e S.a.s. in forme miste (S.a.p.a.), che è tecnicamente una trasformazione in società di capitali. Non si applica alle trasformazioni nell'ambito delle sole società di persone o di quelle di capitali, che seguono regole proprie. Non si applica alle trasformazioni eterogenee (da società a enti non societari e viceversa), disciplinate dagli artt. 2500-septies e 2500-octies c.c.

Connessioni

L'art. 2500-ter si coordina con l'art. 2500-sexies c.c. (trasformazione inversa da capitali a persone), con gli artt. 2498-2500-novies c.c. (disciplina generale della trasformazione), con gli artt. 2343, 2343-ter e 2465 c.c. (norme sui conferimenti in natura per la determinazione del capitale), con gli artt. 2289 e 2322 c.c. (liquidazione della quota del recedente nelle società di persone). Il parallelo con l'art. 2290 c.c. per la responsabilità residua è fondamentale. L'art. 2500 c.c. (efficacia della trasformazione) disciplina il momento in cui la trasformazione produce effetti nei confronti dei terzi.

Casi pratici

Caso 1: Recesso del socio dissenziente in S.n.c. che si trasforma in S.r.l.

La S.n.c. di Tizio (50% utili), Caio (30% utili) e Sempronio (20% utili) delibera la trasformazione in S.r.l. Il voto favorevole di Tizio e Caio raggiunge l'80% (sufficiente per la maggioranza degli utili). Sempronio non condivide la scelta e vota contro. In virtù dell'art. 2500-ter c.c., Sempronio esercita il diritto di recesso. Il valore della sua quota è determinato sulla base dei valori attuali del patrimonio sociale, risultanti dalla relazione di stima redatta dall'esperto. Sempronio riceve il rimborso e fuoriesce dalla società prima che la trasformazione sia completata.

Caso 2: Responsabilità residua dei soci illimitati dopo la trasformazione

Mevio e Filano sono soci di una S.n.c. con debiti commerciali pregressi per 200.000 euro verso vari creditori. Decidono di trasformarsi in S.r.l. La trasformazione è iscritta nel registro delle imprese. Nei cinque anni successivi, uno dei creditori pregressi (Caio) non riesce a recuperare il proprio credito dalla S.r.l. (che nel frattempo è diventata insolvente). Caio agisce contro Mevio e Filano personalmente, invocando la loro responsabilità illimitata residua per i debiti anteriori alla trasformazione. Mevio e Filano sono condannati a rispondere con il loro patrimonio personale per il debito pregresso.

Domande frequenti

Con quale maggioranza si delibera la trasformazione di una S.n.c. in S.r.l.?

Salvo diversa disposizione del contratto sociale, con il consenso della maggioranza dei soci calcolata in base alla partecipazione agli utili (non per teste). Un socio con il 60% degli utili può deliberare da solo se non vi sono clausole contrarie.

Il socio dissenziente dalla trasformazione deve restare nella società?

No. Il socio che non ha concorso alla decisione favorevole ha sempre diritto di recesso, con rimborso del valore attuale della propria quota, determinato secondo le norme applicabili alla liquidazione della partecipazione nelle società di persone.

Come si determina il capitale della nuova società di capitali?

Deve essere determinato sui valori attuali (correnti) degli elementi dell'attivo e del passivo del patrimonio sociale, tramite relazione di stima di un esperto indipendente, secondo le modalità degli artt. 2343, 2343-ter (per S.p.A.) o 2465 c.c. (per S.r.l.).

Dopo la trasformazione, i creditori della vecchia S.n.c. possono ancora agire sui patrimoni personali dei soci?

Sì, per cinque anni dalla trasformazione i soci che erano illimitatamente responsabili continuano a rispondere con il proprio patrimonio personale per le obbligazioni sociali sorte prima della trasformazione.

È necessaria la perizia di stima anche se la società ha già un bilancio aggiornato?

Sì. La norma richiede la determinazione del capitale sui valori attuali degli elementi patrimoniali, che presuppone una valutazione formale da esperto. Il bilancio della società di persone è redatto secondo criteri diversi (costo storico) e non sostituisce la relazione di stima richiesta.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 1 fonte verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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