Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Pronunce Corte Costituzionale
  4. Prassi e linee guida
  5. Casi pratici
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Art. 635-bis c.p. – Danneggiamento di informazioni, dati e programmi informatici

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da due a sei anni .

La pena è della reclusione da tre a otto anni:

1) se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio, con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti alla funzione o al servizio, o da chi esercita, anche abusivamente, la professione di investigatore privato, o con abuso della qualità di operatore del sistema;

2) se il colpevole per commettere il fatto usa minaccia o violenza ovvero se è palesemente armato .

In sintesi

  • Reato informatico: danneggiamento di dati, programmi, sistemi di proprietà altrui
  • Condotte: distruzione, deterioramento, cancellazione, alterazione, soppressione
  • Pena base: 6 mesi-3 anni reclusione a querela della persona offesa
  • Aggravante: violenza alla persona o abuso di qualità operatore → 1-4 anni, procedimento d'ufficio
  • Elemento soggettivo: dolo (intenzione, non negligenza)
Indice dei contenuti

Chi distrugge, deteriora, cancella, altera o sopprime informazioni, dati o programmi informatici altrui è punito 6 mesi-3 anni reclusione. Pena aumentata 1-4 anni se con violenza o abuso qualità operatore sistema.

Ratio

L'articolo 635-bis protegge il diritto di proprietà applicato al patrimonio informatico, introdotto dalla L. 48/2008 in seguito all'aumento di criminalità telematica. Il reato tutela sia il diritto esclusivo del proprietario sul codice sorgente e sui dati, sia l'integrità dei sistemi che gestiscono informazioni critiche. È reato contro il patrimonio, non contro la persona, ma con implicazioni gravi per la società digitale contemporanea (hacking, spionaggio industriale, cybersabotaggio).

Analisi

La norma criminalizza cinque forme di condotta: distruzione (totale perdita), deterioramento (riduzione funzionalità), cancellazione (rimozione parziale), alterazione (modifica contenuti), soppressione (eliminazione tracce). Il primo comma prevede il tipo base (6 mesi-3 anni) procedibile a querela. Il secondo comma introduce aggravanti: se l'atto è accompagnato da violenza alla persona (es. minaccia del sistemista), oppure commesso con abuso della qualità di operatore (insider threat), la pena sale a 1-4 anni e il procedimento diviene d'ufficio. L'aggravante per abuso è cruciale perché l'operatore autorizzato ha accesso facilitato, dunque il tradimento di fiducia è grave.

Quando si applica

Caso 1: un ex dipendente di un'azienda IT accede da remoto al database aziendale (credenziali ancora attive) e cancella file di progettazione di software proprietario. È danneggiamento informatico aggravato per abuso di qualità (ex-operatore). Caso 2: un hacker esterno infetta un server di e-commerce con ransomware che cripta i dati cliente. È alterazione e deterioramento aggravato (1-4 anni). Caso 3: durante una lite, Tizio minaccia Caio: «Se non mi dai 20.000 euro cancello tutti i tuoi file aziendali». Caio non paga, Tizio accede e distrugge i file (accesso non autorizzato). È danneggiamento informatico + estorsione + accesso abusivo (plurioffesa).

Connessioni

Correlato all'articolo 615-ter cp (accesso abusivo a sistemi informatici), che riguarda l'ingresso non autorizzato nel sistema, mentre 635-bis riguarda il danneggiamento una volta dentro. Collegato agli articoli 635-ter e 635-quinquies per specificità relative a sistemi di pubblica utilità. Rimandi al decreto antiriciclaggio (d.lgs. 231/2007) in tema di responsabilità d'impresa per reati informatici. Connessioni con le direttive NIS (Network and Information Security) dell'Unione Europea su protezione delle infrastrutture critiche.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi e linee guida

Ministero della Giustizia

Codici giuridici

Il Ministero della Giustizia mette a disposizione la raccolta ufficiale dei codici giuridici italiani aggiornati, utile per consultare il testo vigente e i collegamenti normativi.

Casi pratici

Caso 1: Tizio e il disgruntled employee

, Tizio lavora da 8 anni come amministratore di sistema in una società di consulenza. Dopo un conflitto con la direzione e licenziamento, gli accessi non sono revocati tempestivamente. Tizio accede nottetempo dal suo computer personale (ancora autorizzato per ore dopo il licenziamento) e cancella integralmente il database dei progetti clienti (50 GB di dati). È danneggiamento informatico aggravato per abuso di qualità di operatore (1-4 anni). Inoltre, il danno patrimoniale alla società è enorme (perdita di competitive advantage).

Caso 2: Caio e il ransomware

, Caio, hacker darknet, distribuisce un malware specializzato in criptazione dati (ransomware). Una azienda manifatturiera è infettata dai server di Caio. I file critici di produzione sono criptati e illeggibili. L'azienda deve pagare riscatto per recuperare i dati. Caio commette danneggiamento informatico (alterazione deterioramento) con aggravante (1-4 anni) per l'elevato danno e l'intento criminale. Se ha anche chiesto riscatto, si configura anche estorsione informatica.

Domande frequenti

Se cancello accidentalmente file miei che erano sincronizzati nel cloud di un amico, è reato?

No, perché il dolo richiede intenzione. Se sono tuoi file e l'amico ti ha dato accesso legittimamente, non è reato. Se però accedi a file altrui senza permesso e li elimini, è reato (accesso abusivo + danneggiamento informatico, plurioffesa).

È danneggiamento informatico se hacchero un sito nemico per fargli uno scherzo?

Sì, anche uno scherzo che altera il contenuto del sito (es. cambio homepage) è danneggiamento informatico. Non conta l'intenzione ludica; conta che hai alterato dati/sistema altrui senza autorizzazione. La pena è 6 mesi-3 anni se da querela, con aggravanti se intento criminale.

Se sono amministratore autorizzato e cancello un file per errore, è reato?

No, se hai l'autorizzazione legittima a gestire quei file. Però il proprietario può pretendere il ripristino dal backup e il risarcimento civile per negligenza. Il reato richiede che tu operi senza diritto o eccedendo i poteri conferiti (abuso di qualità).

Chi è responsabile se un dipendente e un hacker collaborano per rubare dati?

Entrambi sono responsabili di danneggiamento informatico aggravato per abuso e accesso abusivo. Il dipendente risponde per abuso di qualità (operatore autorizzato), l'hacker per accesso abusivo e danneggiamento. La concorrenza di persone (articoli 110-112 cp) combina le loro responsabilità.

Se riparo il sistema che ho danneggiato informaticamente, il reato si estingue?

No, il reato non si estingue dal riparo. Però il riparo è fattore attenuante importante per il giudice. Se il proprietario accetta un accordo risarcitorio completo, si può estinguere il procedimento per oblazione (procedibilità a querela). Se è procedibile d'ufficio, il riparo non elimina il reato ma mitigano la pena.

Ultimo aggiornamento redazionale: 9 maggio 2026
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.