Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 287 c.p. Usurpazione di potere politico o di comando militare

In vigore dal 1° luglio 1931

Chiunque usurpa un potere politico, ovvero persiste nell’esercitarlo indebitamente è punito con la reclusione da sei a quindici anni. Alla stessa pena soggiace chiunque indebitamente assume un alto comando militare.

Se il fatto è commesso in tempo di guerra, il colpevole è punito con l’ergastolo; ed è punito con la morte (1) se il fatto ha compromesso l’esito delle operazioni militari.

In sintesi

  • Protezione della legittimità dei poteri costituzionali da appropriazione indebita di autorità politica o militare
  • Reclusione 6-15 anni per usurpazione di potere politico o assunzione indebita di alto comando militare
  • Pena aggravata a ergastolo in tempo di guerra se l'usurpazione compromette l'esito delle operazioni militari
  • Elemento caratterizzante: esercizio di potere o comando senza titolo legale, in modo duraturo o reiterato
  • Forma storica di colpo di Stato internazionale: protezione anche verso leader stranieri usurpatori che prendono potere in Paesi alleati
Indice dei contenuti

Usurpazione di potere politico o comando militare: reclusione 6-15 anni; ergastolo in tempo di guerra se compromette operazioni.

Ratio

L'art. 287 tutela la legittimità della catena di comando civile e militare. L'usurpazione di potere è forma subdola di golpe: non assassinio o insurrezione violenta manifesta, bensì appropriazione ingannevole o abusiva della carica. La norma era storica necessaria nell'era di colpi di Stato militari internazionali (anni '60-'80). Protegge tanto il presidente quanto il comandante supremo, garantendo che solo titolari legittimi esercitino poteri sovrani.

Analisi

Due condotte alternative: (1) usurpare un potere politico (cioè esercitare funzioni di presidente, ministro, sindaco senza elezione/nomina legale), (2) persistere nell'esercitarlo indebitamente (continuare illegittimamente dopo perdita di titolo). Elemento soggettivo: dolo generico (consapevolezza di esercitare senza titolo). Equivalente per militari: indebitamente assumere un alto comando (es. generale che si autoproclama, colonnello che occupa il ruolo di Capo SMD). Pena base 6-15 anni. Aggravante bellica: se il fatto avviene in tempo di guerra e compromette l'esito delle operazioni, ergastolo; pena di morte (comma 2) se il compromesso è massimo (ma la pena capitale è abolita dal 1948, quindi inapplicabile).

Quando si applica

Generale che, approfittando di caos politico, si autoproclama presidente e governa per 6 mesi prima dell'intervento della magistratura. Ministro che, dopo dimissioni illegittime, continua a emanare decreti come se fosse ancora in carica. Colonnello che sostituisce il generale comandante e comanda una brigata militare con false credenziali. Sindaco che, decaduto da sentenza, continua a firmare atti amministrativi. Diversamente: ministro che esercita temporaneamente un incarico in attesa di surroga legale; militare che obbedisce a comando superiore (pur usurpatore) per paura; soggetto che falsamente si presenta come funzionario ma non esercita potere effettivo.

Connessioni

Articoli 280 (terrorismo), 283 (attentato Costituzione), 284 (insurrezione), 289 (attentato organi costituzionali), 476-477 c.p. (falso in atto pubblico), 648-650 c.p. (favoreggiamento). Codice Militare: artt. 189-192 (insubordinazione, abuso autorità). Diritto penale internazionale: Statuto ICC, crimine di aggressione (colpi di Stato come parte di aggressione). Giurisprudenza: sentenze su colonnelli golpisti anni '70.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Caio, generale di corpo d'armata, a seguito di un attentato al Capo dello Stato che lo ferisce gravemente, dichiara pubblicamente: «Assumo il comando del Paese come capo di una giunta militare di salute pubblica fino al ripristino dell'ordine costituzionale». Nomina ministri, emette decreti, comanda l'esercito per 2 mesi finché il Parlamento in seduta segreta lo sfiducia. Caio viene accusato di usurpazione di potere politico ex art. 287 primo comma: reclusione 6-15 anni. Non ricorre l'aggravante bellica (non è tempo di guerra). Condannato a 10 anni.

Caso 2: Caso 2

Tizio, colonnello, nel bel mezzo di una operazione bellica su confine (stato di guerra dichiarato), sostituisce il generale comandante della divisione con false credenziali, assumendone il comando effettivo. Ordina alla divisione di ritirarsi da posizioni strategiche, compromettendo l'esito complessivo della campagna. Il generale legittimo lo scopre e lo fa arrestare. Tizio è accusato di usurpazione di comando militare ex art. 287 comma 2: per aver compromesso l'esito delle operazioni, è punito con ergastolo (la pena di morte inapplicabile).

Domande frequenti

Qual è la differenza tra usurpazione di potere (art. 287) e attentato alla Costituzione (art. 283)?

L'art. 283 richiede atti violenti diretti a mutare la Costituzione o forma di governo. L'art. 287 punisce l'appropriazione indebita di potere anche senza violenza. Un generale che si proclama presidente usando inganno (art. 287) vs. lo stesso che usa violenza armata (art. 283). Spesso i fatti ricadono in entrambi.

Un ministro che, dopo le dimissioni legali, continua a firmare decreti illegittimamente per 2 settimane prima dell'arresto, è art. 287?

Sì, è persistenza nell'esercizio indebito di potere (comma 1 secondo ramo). Il fatto che continui per poco tempo non scusa. Il reato è consumato dal primo atto illegittimo e perdura fintanto che continua l'esercizio indebito.

Se un militare riceve ordini da un comando usurpatore e obbedisce, è responsabile di art. 287?

Dipende dalle circostanze. Se la usurpazione è manifesta e il militare consapevolmente obbedisce, potrebbe rispondere di complicità (art. 110 c.p.). Se è ingannato e crede al comando legittimo, non è responsabile. L'elemento soggettivo (consapevolezza) è criticamente rilevante.

Un sostituto che legalmente assume poteri di un superiore assente è art. 287?

No. Se la delega è formale e legale (legge, regolamento, atto amministrativo idoneo), non è usurpazione. L'art. 287 richiede l'assenza di titolo legale. Se esiste un provvedimento che autorizza la sostituzione, manca l'elemento oggettivo del reato.

La pena di morte di cui parla il comma 2 è ancora applicabile?

No. L'art. 27 comma 4 della Costituzione abolì la pena di morte nel 1948. Il comma 2 dell'art. 287 rimane formalmente nel codice come «riserva storica», ma è inapplicabile. In caso di usurpazione in tempo di guerra che comprometta operazioni, si applica solo l'ergastolo.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-08
Fonti consultate: 3 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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