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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 6/2023 la Corte costituzionale ha dichiarato in parte illegittima la riforma della pianificazione portuale, perché non garantiva un’adeguata trasparenza e partecipazione nel documento di programmazione strategica.

Di cosa si tratta

Il decreto-legge n. 121 del 2021, in materia di infrastrutture e trasporti, aveva modificato la legge n. 84 del 1994 sul riordino della legislazione portuale, intervenendo sul documento di programmazione strategica di sistema (DPSS), cioè lo strumento con cui le Autorità di sistema portuale pianificano l’assetto e lo sviluppo dei porti. Più ricorrenti, tra cui Regioni, hanno impugnato la riforma sotto vari profili, lamentando la compressione delle competenze territoriali e la carenza di garanzie procedurali. La pianificazione portuale incide infatti su interessi molto diversi: lo sviluppo economico, il governo del territorio, l’ambiente, le esigenze delle comunità locali. Per questo è essenziale che le scelte siano accompagnate da trasparenza e da forme di partecipazione che consentano di conoscere i criteri seguiti e di orientare la futura pianificazione. La Corte ha verificato se la riforma assicurasse questi standard.

La questione di legittimità costituzionale

Più ricorrenti hanno impugnato l’art. 4, commi 1-septies, 1-octies e 1-novies, del d.l. 10 settembre 2021, n. 121, convertito dalla legge n. 156 del 2021, in materia di pianificazione portuale, in riferimento a vari parametri costituzionali, tra cui gli artt. 5, 117 e 120 della Costituzione e i princìpi di leale collaborazione.

La decisione della Corte

La Corte, riuniti i giudizi, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di parte dell’art. 4, comma 1-septies, nella misura in cui non prevedeva che il documento di programmazione strategica di sistema (DPSS) fosse accompagnato da una relazione illustrativa dei criteri seguiti e degli indirizzi per la futura pianificazione, oltre ad altre parti della disposizione. La riforma è stata quindi corretta nei profili che non garantivano adeguata trasparenza.

Il principio

La pianificazione strategica dei porti deve essere accompagnata da trasparenza e dall’indicazione dei criteri seguiti: la norma che non prevede una relazione illustrativa del documento di programmazione strategica è illegittima.

Domande e risposte

Cos’è il documento di programmazione strategica di sistema (DPSS)?

È lo strumento con cui le Autorità di sistema portuale pianificano l’assetto e lo sviluppo dei porti, definendo l’organizzazione complessiva del sistema.

Perché la Corte ha richiesto una relazione illustrativa?

Per garantire trasparenza e partecipazione: senza l’indicazione dei criteri seguiti e degli indirizzi futuri, le scelte di pianificazione portuale risultano poco verificabili dagli interessati.

Tutta la riforma portuale è stata annullata?

No. La Corte ha dichiarato l’illegittimità solo di alcune parti dell’art. 4, in particolare quelle prive di adeguate garanzie di trasparenza, lasciando in vigore il resto.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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