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Con la sentenza n. 202 del 2021 la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 40-bis della legge urbanistica della Regione Lombardia, sul recupero degli immobili abbandonati e degradati, nel testo vigente prima delle modifiche del 2021. La disciplina regionale comprimeva il potere di pianificazione urbanistica dei Comuni. La Corte ne ha dichiarato illegittima, in via conseguenziale, anche una norma successiva.
Di cosa si tratta
La Regione Lombardia aveva introdotto, con l’art. 40-bis della legge sul governo del territorio, una disciplina per il recupero degli immobili abbandonati e degradati: incentivi come incremento dei diritti edificatori, esenzione dagli standard urbanistici e deroghe a varie norme. Questa disciplina si sovrapponeva e contrastava con le previsioni dei piani urbanistici comunali, comprimendo le scelte di pianificazione dei Comuni.
La questione di legittimità costituzionale
Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia ha sollevato le questioni in riferimento agli artt. 3, 5, 97, 114, secondo comma, 117, commi secondo, lettera p), terzo e sesto, e 118 della Costituzione, sull’art. 40-bis della legge reg. Lombardia n. 12 del 2005, ritenendo che comprimesse illegittimamente il potere di pianificazione urbanistica dei Comuni.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 40-bis della legge reg. Lombardia n. 12 del 2005, nel testo vigente prima dell’entrata in vigore della legge reg. n. 11 del 2021. In via conseguenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge n. 87 del 1953, ha dichiarato illegittimo anche il comma 11-quinquies del medesimo art. 40-bis, introdotto nel 2021, che ne prevedeva l’ultrattività.
Il principio
Il potere di pianificazione urbanistica non è funzionale solo all’ordinato sviluppo edilizio del territorio, ma alla realizzazione contemperata di una pluralità di interessi pubblici fondati su valori costituzionalmente garantiti. Una disciplina regionale non può sottrarre ai Comuni le scelte fondamentali sull’uso e lo sviluppo del territorio, incidendo in modo significativo sull’aumento dell’edificato e sulla pressione insediativa.
Domande e risposte
Cosa prevedeva l’art. 40-bis lombardo?
Una disciplina per il recupero degli immobili abbandonati e degradati con forti incentivi: incremento dei diritti edificatori, esenzione dagli standard urbanistici e deroghe a varie norme, applicabile anche agli immobili già individuati dai Comuni.
Perché è stato dichiarato illegittimo?
Perché comprimeva il potere di pianificazione urbanistica dei Comuni, sottraendo loro scelte fondamentali sull’uso del territorio e incidendo in modo rilevante sull’aumento dell’edificato.
Cosa significa illegittimità «in via conseguenziale»?
È l’estensione della dichiarazione di illegittimità ad altre norme strettamente connesse, prevista dall’art. 27 della legge n. 87 del 1953: qui ha colpito anche il comma 11-quinquies, che voleva mantenere in vita la disciplina annullata.
Norme collegate
- Art. 3 della Costituzione — evocato come parametro di ragionevolezza della disciplina regionale
- Art. 97 della Costituzione — sul buon andamento dell’amministrazione nelle scelte di pianificazione
- Art. 118 della Costituzione — sui principi di sussidiarietà e sull’allocazione delle funzioni amministrative locali
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.