La guida

Leggi la decisione integrale
Testo integrale ufficiale della pronuncia (Consulta OnLine) e PDF dal sito della Corte.

📄 Leggi il testo integrale →PDF dal sito della Corte costituzionale

La Corte dichiara non fondata la questione sull’art. 29, comma 1, lettera c), del T.U. immigrazione: le condizioni previste per il ricongiungimento familiare con i genitori (assenza di altri figli nel paese d’origine o età superiore a 65 anni con figli impossibilitati a mantenerli) non violano i diritti costituzionali della famiglia.

Di cosa si tratta

Un cittadino marocchino regolarmente residente in Italia chiedeva il visto per il ricongiungimento con i genitori, ma il Consolato glielo negava perché i genitori avevano altri figli in Marocco. Il Tribunale di Prato sollevava la questione sostenendo che le condizioni limitative violassero il diritto alla vita familiare.

La questione di legittimità costituzionale

Il Tribunale di Prato ha sollevato, in riferimento agli artt. 2, 3, 29 e 10 della Costituzione (quest’ultimo in relazione all’art. 8 della CEDU), questione sull’art. 29, comma 1, lettera c), del d.lgs. 286/1998 (T.U. immigrazione), come modificato dalla legge Bossi-Fini (l. 189/2002).

La decisione della Corte

La Corte dichiara non fondata la questione. Il diritto al ricongiungimento familiare non è assoluto e il legislatore ha discrezionalità nel bilanciarlo con altri interessi (controllo dei flussi migratori, sostenibilità del sistema). Le condizioni previste (altri figli in grado di provvedere al sostentamento dei genitori) sono ragionevoli e non sproporzionate. La Costituzione non impone un diritto incondizionato dei genitori stranieri a ricollegarsi ai figli.

Il principio

Il diritto alla vita familiare degli stranieri non è equiparabile a quello dei cittadini: il legislatore può porre condizioni ragionevoli per il ricongiungimento, purché non rendano il diritto meramente illusorio.

Domande e risposte

A quali condizioni uno straniero può chiedere il ricongiungimento con i genitori?

In base alla norma vigente all’epoca, poteva richiedere il ricongiungimento dei genitori a carico solo se questi non avevano altri figli nel paese d’origine, oppure dei genitori ultrasessantacinquenni se gli altri figli erano impossibilitati a mantenerli per gravi motivi di salute.

Perché la presenza di “altri figli nel paese” è considerata una condizione ragionevole?

Perché l’ordinamento presume che i genitori abbiano già una rete di supporto familiare nel paese d’origine. Se esistono altri figli in grado di provvedere, il bisogno di ricongiungimento con il figlio in Italia è meno pressante e il legislatore può non riconoscere il diritto.

Il diritto all’unità familiare degli stranieri è garantito dalla Costituzione?

Sì, ma non in modo assoluto. La Corte riconosce che anche gli stranieri hanno diritto alla vita familiare (artt. 2 e 29 Cost., art. 8 CEDU), ma il legislatore può regolarne l’esercizio con condizioni ragionevoli, purché non ne svuoti il contenuto essenziale.

Norme collegate

Contenuto redatto con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale (L. 132/2025). La selezione delle fonti, la verifica sui testi ufficiali e la revisione finale sono a cura del responsabile editoriale. Metodo editoriale →
Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. È un progetto individuale: la selezione delle fonti, la stesura dei commenti e la revisione sono curate direttamente dall’autore. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il testo della norma riproduce la fonte ufficiale vigente; il commento che segue è redazionale e ha finalità divulgativa. Questo contenuto non sostituisce in alcun modo il parere di un professionista abilitato: per la valutazione del caso concreto è necessario rivolgersi a un avvocato o a un consulente iscritto all'albo.