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La Corte dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 72 del 2015 nella parte in cui escludeva la retroattività delle modifiche più favorevoli alle sanzioni per abuso di informazioni privilegiate (art. 187-bis TUF) e, in via consequenziale, per la manipolazione del mercato (art. 187-ter TUF).

Di cosa si tratta

Un soggetto sanzionato dalla CONSOB con 100.000 euro per abuso di informazioni privilegiate chiedeva di applicare le sanzioni più miti introdotte nel 2015. La norma transitoria, però, escludeva la retroattività di tali modifiche favorevoli. Il caso pone il problema della retroattività della legge più favorevole (lex mitior) per le sanzioni amministrative di natura sostanzialmente punitiva.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 72 del 2015, in riferimento agli artt. 3 e 117, primo comma, della Costituzione (quest’ultimo in relazione all’art. 7 CEDU), dalla Corte d’appello di Milano, nella parte in cui esclude la retroattività in mitius delle modifiche alle sanzioni dell’art. 187-bis del d.lgs. n. 58 del 1998 (TUF).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma nella parte in cui esclude la retroattività delle modifiche più favorevoli per le sanzioni dell’art. 187-bis TUF, ed ha esteso in via consequenziale la declaratoria alle sanzioni dell’art. 187-ter TUF (manipolazione del mercato). Ha invece dichiarato inammissibile la questione sollevata in riferimento all’art. 76 Cost.

Il principio

Per le sanzioni amministrative di natura sostanzialmente punitiva, la deroga al principio della retroattività della legge più favorevole deve superare un vaglio positivo di ragionevolezza; in mancanza di una giustificazione adeguata, l’esclusione della lex mitior è costituzionalmente illegittima.

Domande e risposte

La legge più favorevole si applica anche alle sanzioni amministrative?

Sì, quando hanno natura sostanzialmente punitiva: in tal caso una deroga alla retroattività in mitius richiede una giustificazione ragionevole, qui mancante.

La pronuncia riguarda solo l’abuso di informazioni privilegiate?

No. La Corte ha esteso la declaratoria, in via consequenziale, anche alle sanzioni per la manipolazione del mercato (art. 187-ter TUF), data l’identica logica punitiva.

Tutte le questioni sono state accolte?

No. La questione sollevata in riferimento all’art. 76 Cost. (eccesso di delega) è stata dichiarata inammissibile.

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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