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La Corte accoglie il conflitto di attribuzione sollevato dallo Stato: non spettava alla Regione Lazio approvare unilateralmente il Piano territoriale paesistico regionale senza il Ministero per i beni culturali, e annulla per l’effetto la deliberazione regionale e il relativo atto attuativo.
Di cosa si tratta
La Regione Lazio aveva approvato con deliberazione del Consiglio regionale il Piano territoriale paesistico regionale (PTPR), nonostante gli impegni di pianificazione congiunta assunti con il Ministero per i beni e le attività culturali. Lo Stato ha contestato l’approvazione unilaterale e l’abbassamento del livello di tutela paesaggistica.
La questione di legittimità costituzionale
Il Presidente del Consiglio dei ministri promuoveva conflitto di attribuzione tra enti contro la Regione Lazio, in relazione alla deliberazione del Consiglio regionale 2 agosto 2019, n. 5, per violazione del principio di leale collaborazione e degli artt. 9, 117, secondo comma, lett. s), e 118 della Costituzione, con norme interposte tratte dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 42 del 2004).
La decisione della Corte
La Corte dichiara che non spettava alla Regione Lazio, e per essa al Consiglio regionale, approvare la deliberazione 2 agosto 2019, n. 5, e annulla per l’effetto la deliberazione stessa e la nota della Direzione regionale del 20 febbraio 2020, atto a essa connesso.
Il principio
L’elaborazione e l’approvazione dei piani paesaggistici richiede, secondo il Codice dei beni culturali e del paesaggio, la copianificazione tra Stato e Regione: la Regione non può approvare unilateralmente il piano in violazione degli impegni assunti e del principio di leale collaborazione, a tutela del valore costituzionale del paesaggio (art. 9 Cost.).
Domande e risposte
Che cos’è un conflitto di attribuzione tra enti?
È uno strumento con cui Stato e Regione chiedono alla Corte di stabilire a chi spetti un determinato potere; qui la Corte ha stabilito che il potere di approvare unilateralmente il piano non spettava alla Regione.
Perché la Regione non poteva approvare il piano da sola?
Perché il Codice dei beni culturali e del paesaggio impone la copianificazione con il Ministero: l’approvazione unilaterale viola gli impegni assunti e il principio di leale collaborazione.
Cosa comporta l’annullamento della deliberazione?
La deliberazione regionale e l’atto attuativo connesso perdono efficacia, e il piano dovrà essere riapprovato nel rispetto della pianificazione congiunta con lo Stato.
Norme collegate
- Art. 9 della Costituzione — tutela del paesaggio, valore costituzionale primario a fondamento della decisione.
- Art. 117 della Costituzione — competenza esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e del paesaggio.
- Art. 118 della Costituzione — principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni.
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