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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 69 del 2025 la Corte costituzionale ha confermato che l’accesso alla procreazione medicalmente assistita resta riservato alle coppie e non si estende alle donne single, ritenendo la scelta rimessa al legislatore.

Di cosa si tratta

La legge italiana sulla procreazione medicalmente assistita (legge 40 del 2004) consente l’accesso alle tecniche di fecondazione solo a “coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi”. Restano quindi escluse le donne sole, che non possono ricorrere a queste tecniche in Italia. Nel caso concreto, una donna single si era rivolta a un centro per la procreazione assistita e, di fronte al rifiuto, il Tribunale di Firenze ha sollevato la questione davanti alla Corte, dubitando che escludere le donne sole violasse i loro diritti, anche alla luce della Convenzione europea dei diritti dell’uomo e della Carta dei diritti UE. La posta in gioco è delicata: tocca il diritto all’autodeterminazione e alla genitorialità, ma anche i limiti che il legislatore può porre a una pratica medica che coinvolge la nascita di un figlio. La Corte ha dovuto stabilire se questa esclusione sia una scelta legittima del Parlamento o una discriminazione incostituzionale.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 5 della legge 19 febbraio 2004, n. 40, nella parte in cui riserva l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle sole coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, escludendo le donne singole. La questione è stata sollevata dal Tribunale ordinario di Firenze, sezione prima civile, in riferimento agli artt. 2, 3, 13, 32 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione alla CEDU e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibili le questioni sollevate in riferimento agli artt. 13 e 117, primo comma, Cost. (in relazione alla Carta UE) e non fondate le questioni sollevate in riferimento agli artt. 2, 3, 32 e 117, primo comma, Cost. (in relazione alla CEDU). L’esclusione delle donne singole non è incostituzionale: la scelta di riservare la procreazione assistita alle coppie rientra nella discrezionalità del legislatore, in coerenza con la finalità della legge di rispondere ai problemi di sterilità e infertilità.

Il principio

Riservare l’accesso alla procreazione medicalmente assistita alle coppie, escludendo le donne singole, non viola la Costituzione: si tratta di una scelta discrezionale del legislatore, coerente con le finalità della legge, e non di una discriminazione costituzionalmente illegittima.

Domande e risposte

Una donna single può accedere alla procreazione assistita in Italia?

No. La legge la riserva alle coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, e la Corte ha confermato la legittimità di questa esclusione.

Perché la Corte non ha esteso l’accesso alle donne sole?

Perché ha ritenuto che la scelta rientri nella discrezionalità del legislatore, in coerenza con lo scopo della legge di affrontare i problemi riproduttivi derivanti da sterilità o infertilità della coppia.

Cosa significa che alcune questioni sono inammissibili?

Significa che la Corte non le ha esaminate nel merito per ragioni processuali; nel caso, le censure legate all’art. 13 Cost. e alla Carta UE.

Il Parlamento potrebbe cambiare la legge?

Sì. Trattandosi di una scelta discrezionale, spetta al legislatore decidere se modificare i requisiti di accesso alle tecniche di procreazione assistita.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

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Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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