Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 178 del 2022 la Corte costituzionale ha ritenuto legittima la norma del codice del processo amministrativo che devolve al giudice amministrativo, in via esclusiva, le controversie sulla gestione del ciclo dei rifiuti.
Di cosa si tratta
Quando il diritto di un cittadino è leso da un’attività della pubblica amministrazione, occorre stabilire chi sia il giudice competente: quello ordinario o quello amministrativo. Per alcune materie particolarmente complesse, la legge prevede la «giurisdizione esclusiva» del giudice amministrativo, che decide anche su situazioni che altrimenti spetterebbero al giudice ordinario. Tra queste materie c’è la gestione del ciclo dei rifiuti. Il caso nasce da un vigile del fuoco rimasto ferito mentre spegneva un incendio di rifiuti abbandonati: aveva chiesto al giudice ordinario il risarcimento del danno, ma gli enti convenuti hanno eccepito che la controversia spettasse al giudice amministrativo. Il Tribunale di Reggio Calabria ha dubitato che attrarre alla giurisdizione esclusiva anche una domanda di risarcimento del danno alla salute fosse compatibile con la Costituzione, che limita i casi di giurisdizione esclusiva.
La questione di legittimità costituzionale
Era impugnato l’art. 133, comma 1, lettera p), del codice del processo amministrativo (d.lgs. n. 104 del 2010), che devolve alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie attinenti alla gestione del ciclo dei rifiuti, anche quando riguardino diritti costituzionalmente tutelati. Il Tribunale di Reggio Calabria invocava gli artt. 3, 24, 25, 100, primo comma, 102, 103, primo comma, 111 e 113, primo comma, della Costituzione, in tema di riparto di giurisdizione e diritto di difesa.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato non fondate le questioni. Ha quindi confermato la legittimità della norma: la devoluzione alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo delle controversie sulla gestione del ciclo dei rifiuti rispetta i limiti che la Costituzione pone a questo tipo di giurisdizione.
Il principio
La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo è legittima quando riguarda materie in cui l’amministrazione agisce come autorità, esercitando un pubblico potere: la gestione del ciclo dei rifiuti rientra tra queste, anche quando la controversia coinvolge diritti costituzionalmente tutelati.
Domande e risposte
Che cos’è la «giurisdizione esclusiva» del giudice amministrativo?
È la competenza del giudice amministrativo a decidere, in determinate materie indicate dalla legge, non solo sugli interessi legittimi ma anche sui diritti soggettivi. È un’eccezione al riparto ordinario, ammessa dalla Costituzione solo in particolari materie.
Perché le liti sui rifiuti vanno al giudice amministrativo?
Perché la gestione del ciclo dei rifiuti coinvolge l’esercizio di un pubblico potere e una pluralità di interessi pubblici e privati intrecciati: il legislatore ha ritenuto opportuno concentrarne il contenzioso davanti al giudice amministrativo, e la Corte ha confermato che ciò è legittimo.
Il cittadino perde tutele andando al giudice amministrativo?
No. Anche davanti al giudice amministrativo è garantita una tutela piena ed effettiva, compreso il risarcimento del danno. La Corte ha escluso che la devoluzione comprima il diritto di difesa o la tutela giurisdizionale.
Norme collegate
- Art. 24 della Costituzione — Diritto di difesa e di agire in giudizio, di cui la Corte ha escluso la lesione.
- Art. 103 della Costituzione — Definisce la giurisdizione del giudice amministrativo, parametro centrale sui limiti della giurisdizione esclusiva.
- Art. 111 della Costituzione — Garanzie del giusto processo, tra i parametri richiamati dal rimettente.
- Art. 113 della Costituzione — Tutela giurisdizionale contro gli atti della pubblica amministrazione, evocato nel giudizio.
- Art. 3 della Costituzione — Principio di eguaglianza e ragionevolezza, tra i parametri invocati.
Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.