Testo dell'articoloIn aggiornamento

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Con la sentenza n. 20/2025 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la questione sull’esenzione fiscale degli immobili di un ente ecclesiastico, senza decidere il merito.

Di cosa si tratta

Il caso riguarda l’esenzione dall’imposta sugli immobili prevista per i fabbricati destinati a determinate attività, qui invocata da un seminario vescovile in lite con un Comune del Piemonte. Il giudice tributario rimettente dubitava della compatibilità della disciplina con gli impegni assunti dallo Stato italiano con la Santa Sede nel Concordato, recepito con legge. In sostanza, la questione toccava il rapporto fra la normativa tributaria interna e gli accordi con la Chiesa cattolica in materia di trattamento fiscale degli enti ecclesiastici. La Corte ha dovuto verificare se la questione fosse stata correttamente impostata dal giudice rimettente, prima di poter eventualmente entrare nel merito del delicato tema dei rapporti fra Stato e confessioni religiose sul piano fiscale.

La questione di legittimità costituzionale

Era impugnato l’art. 7, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 504 del 1992, sull’esenzione degli immobili. Il giudice tributario lamentava il contrasto con l’art. 117, primo comma, della Costituzione, in relazione all’Accordo del 1984 che modifica il Concordato lateranense, reso esecutivo con legge n. 121 del 1985.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato inammissibile la questione. Il giudice rimettente non aveva impostato correttamente i termini della questione, in particolare quanto alla rilevanza e all’individuazione del parametro, impedendo alla Corte di pronunciarsi sul merito.

Il principio

Per poter esaminare il merito di una questione di legittimità costituzionale, la Corte richiede che il giudice rimettente ne imposti correttamente i termini, indicando con precisione il parametro e la rilevanza: in difetto, la questione è inammissibile.

Domande e risposte

Gli immobili degli enti ecclesiastici sono esenti da imposta?

L’esenzione spetta per gli immobili destinati a determinate attività; la sentenza non ha modificato la disciplina, avendo dichiarato inammissibile la questione.

Perché c’entra il Concordato?

Perché i rapporti fiscali con gli enti della Chiesa cattolica sono regolati anche dagli accordi tra Stato italiano e Santa Sede, recepiti con legge.

La Corte ha deciso il merito?

No: ha dichiarato la questione inammissibile per come era stata formulata dal giudice, senza pronunciarsi sulla disciplina dell’esenzione.

Norme collegate

Leggi la decisione integrale
Testo ufficiale della Corte Costituzionale (PDF) e testo integrale con note.

📄 PDF ufficiale →Testo integrale con note (Consulta OnLine)

Vedi anche

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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