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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 55 del r.d. n. 1127 del 1939, che prevede la decadenza del brevetto per invenzione industriale in caso di mancato pagamento della tassa annuale entro sei mesi dalla scadenza. La norma non viola gli artt. 3, 9 e 35 della Costituzione: la sanzione è proporzionata e la sua funzione è razionalmente giustificata nell’ordinamento brevettuale.

Di cosa si tratta

Il titolare di un brevetto per invenzione industriale è tenuto a pagare una tassa annuale di mantenimento. Se non paga entro sei mesi dalla scadenza, il brevetto decade: l’invenzione diventa liberamente fruibile da chiunque. La Commissione dei ricorsi contro i provvedimenti dell’Ufficio italiano brevetti e marchi ha dubitato che questa sanzione fosse troppo severa, lesiva della ricerca tecnica e del diritto al lavoro.

La questione di legittimità costituzionale

La Commissione dei ricorsi ha sollevato questione di legittimità dell’art. 55 del r.d. 29 giugno 1939, n. 1127, in riferimento agli artt. 3, 9 e 35 della Costituzione, ritenendo la sanzione della decadenza dal brevetto sproporzionata rispetto all’inadempimento tributario e incompatibile con la tutela dello sviluppo della ricerca scientifica e tecnica e con il diritto al lavoro. Il giudizio era sorto su ricorso di un inventore cui l’Ufficio brevetti aveva dichiarato la decadenza per mancato pagamento delle tasse della quarta e quinta annualità.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato la questione non fondata sotto tutti i profili. Quanto all’art. 9, la ricerca tecnica non è sacrificata dalla decadenza: l’invenzione era già stata compiuta e, con la decadenza, la sua fruizione si allarga a tutti. Quanto all’art. 35, il lavoro intellettuale dell’inventore trova riconoscimento nell’atto di concessione del brevetto, non nel suo mantenimento. Quanto all’art. 3, non vi è irragionevolezza: il legislatore ha una discrezionalità ampia nella determinazione delle sanzioni e la decadenza ha una funzione riconosciuta — incentivare il corretto adempimento e garantire la fruibilità pubblica delle invenzioni non mantenute.

Il principio

La decadenza dal brevetto per mancato pagamento della tassa annuale di mantenimento non è una sanzione irragionevole né sproporzionata: essa è funzionale alla garanzia di un equilibrato sistema di privative industriali e non lede i valori costituzionali della ricerca tecnica, del lavoro o del principio di eguaglianza.

Domande e risposte

Cosa accade se non si paga la tassa annuale del brevetto?

Il brevetto decade dopo sei mesi dalla scadenza del termine di pagamento. L’invenzione entra nel pubblico dominio e può essere liberamente sfruttata da chiunque, senza che il titolare possa più opporre la privativa industriale.

La decadenza del brevetto viola il diritto alla ricerca scientifica garantito dalla Costituzione?

No, secondo la Corte. L’art. 9 Cost. tutela la ricerca nel momento in cui viene svolta; la decadenza, intervenendo dopo che l’invenzione è già stata realizzata e brevettata, non comprime questo valore, anzi estende la possibilità di sfruttamento dell’invenzione a tutta la collettività.

Il mancato pagamento di una tassa può giustificare la perdita di un diritto di proprietà intellettuale?

Sì. La Corte ha chiarito che il brevetto è una concessione temporanea che sottrae un’invenzione alla libera concorrenza. Il pagamento della tassa annuale è un onere imposto al titolare in cambio di questo privilegio; il mancato pagamento giustifica il ritorno dell’invenzione nel regime ordinario di libertà d’impresa.

Norme collegate

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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