Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 145 del 2024 la Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni con cui la Valle d’Aosta contestava una norma statale sul proprio concorso alla finanza pubblica.
Di cosa si tratta
Le Regioni a statuto speciale, come la Valle d’Aosta, concorrono al risanamento della finanza pubblica con contributi definiti dalla legge statale, spesso a seguito di accordi con lo Stato. Una norma del 2023 era intervenuta sulla disciplina del contributo a carico della Valle d’Aosta, modificando una precedente disposizione contenuta nella legge di bilancio 2021. La Regione ha impugnato la norma davanti alla Corte, lamentando che essa incidesse in modo unilaterale e ingiustificato sulla propria autonomia finanziaria, prevista dallo statuto speciale, e che fosse irragionevole e contraria ai principi sull’equilibrio di bilancio. La questione tocca un tema centrale dei rapporti finanziari tra Stato e autonomie speciali: fino a che punto lo Stato puo determinare il concorso delle Regioni speciali alla finanza pubblica anche senza il loro accordo, e quali limiti incontra nel modificare le regole gia stabilite.
La questione di legittimita costituzionale
Era impugnato l’art. 6-ter, comma 4, del decreto-legge n. 132 del 2023, convertito nella legge n. 170 del 2023, che modificava l’art. 1, comma 853, della legge n. 178 del 2020, sul contributo della Valle d’Aosta alla finanza pubblica. La questione era sollevata dalla Regione autonoma Valle d’Aosta in via principale, in riferimento agli artt. 3, 81, 117 e 119 della Costituzione, oltre che ai parametri statutari.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato non fondate le questioni di legittimita costituzionale. La norma statale sul concorso della Valle d’Aosta alla finanza pubblica non viola l’autonomia finanziaria regionale ne i parametri invocati: rientra nei poteri dello Stato in materia di coordinamento della finanza pubblica e di equilibrio di bilancio, e la disposizione resta in vigore.
Il principio
Lo Stato puo determinare il concorso delle Regioni a statuto speciale alla finanza pubblica, anche modificando le regole precedenti, nel rispetto dello statuto: tale potere rientra nel coordinamento della finanza pubblica e nella tutela dell’equilibrio di bilancio e non lede di per se l’autonomia finanziaria regionale.
Domande e risposte
Cosa significa che la Regione concorre alla finanza pubblica?
Significa che anche le Regioni, comprese quelle a statuto speciale, contribuiscono al risanamento dei conti pubblici con quote definite dalla legge statale, spesso a seguito di accordi con lo Stato.
Perche la Valle d’Aosta contestava la norma?
Riteneva che lo Stato avesse inciso in modo unilaterale e ingiustificato sulla propria autonomia finanziaria, modificando le regole sul contributo gia stabilite.
Perche la Corte ha respinto le questioni?
Perche la determinazione del concorso alla finanza pubblica rientra nei poteri statali di coordinamento e di tutela dell’equilibrio di bilancio, esercitabili anche nei confronti delle autonomie speciali nel rispetto dello statuto.
L’autonomia finanziaria della Regione e illimitata?
No. L’autonomia prevista dall’art. 119 Cost. e dallo statuto si esercita entro i vincoli di finanza pubblica posti dallo Stato a garanzia degli equilibri complessivi della Repubblica.
Norme collegate
- Art. 119 della Costituzione — autonomia finanziaria regionale, profilo centrale del ricorso.
- Art. 117 della Costituzione — coordinamento della finanza pubblica, fondamento del potere statale.
- Art. 81 della Costituzione — equilibrio di bilancio, evocato nella decisione.
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Vedi anche
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