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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale dichiara illegittima una norma transitoria della legge urbanistica della Lombardia sul consumo di suolo nella parte in cui impediva ai Comuni di ridurre, con varianti, le previsioni edificatorie già vigenti. Il potere di pianificare il proprio territorio è un nucleo intangibile dell’autonomia comunale garantita dalla Costituzione.

Di cosa si tratta

La legge della Regione Lombardia n. 31 del 2014 mira a ridurre il consumo di suolo. La sua norma transitoria (art. 5, comma 4) stabiliva che, fino all’adeguamento dei piani di governo del territorio (PGT), restassero «comunque mantenute le previsioni e i programmi edificatori del documento di piano vigente». Il Comune di Brescia, approvando una variante che riduceva le possibilità edificatorie, si è visto contestare proprio questa norma, che gli impediva di rivedere al ribasso le previsioni già assunte.

La questione di legittimità costituzionale

Il Consiglio di Stato, sezione quarta, ha sollevato la questione sull’ultimo periodo dell’art. 5, comma 4, della legge reg. Lombardia n. 31 del 2014, in riferimento agli artt. 5, 117, secondo comma, lettera p), e 118 della Costituzione, lamentando la compressione dell’autonomia pianificatoria dei Comuni.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della disposizione (nel testo precedente alle modifiche del 2017) nella parte in cui non consente ai Comuni di apportare varianti che riducono le previsioni e i programmi edificatori del documento di piano vigente. Ha invece dichiarato inammissibili le questioni sul comma 9 dello stesso articolo.

Il principio

La potestà di pianificazione urbanistica del territorio, in particolare il governo del proprio assetto edificatorio, appartiene al nucleo delle funzioni fondamentali dei Comuni. Una norma regionale non può cristallizzare in modo assoluto le previsioni edificatorie pregresse impedendo all’ente locale persino di ridurle, perché ciò sacrifica oltre il consentito l’autonomia comunale.

Domande e risposte

Che cosa è stato dichiarato incostituzionale?

La parte della norma transitoria lombarda che impediva ai Comuni di approvare varianti riduttive delle previsioni edificatorie già vigenti.

I Comuni possono ridurre le previsioni edificatorie?

Sì: dopo questa pronuncia il Comune può rivedere al ribasso, con variante, le previsioni del documento di piano, anche se queste non comportano nuovo consumo di suolo.

La questione sul comma 9 è stata decisa?

No nel merito: la Corte l’ha dichiarata inammissibile.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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