Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Telecomunicazioni
In sintesi
Il CCNL Telco prevede preavviso da 15 giorni a 4 mesi in base a area e anzianità. Le dimissioni vanno presentate telematicamente all’INPS. Indennità sostitutiva per mancato preavviso. NASpI in caso di disoccupazione involontaria.
Dati contrattuali
Risorsa gratuita
Minimi CCNL 2026: il punto d'ingresso settore per settore (PDF)
Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
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12 novembre 2024 (in vigore dal 1° gennaio 2025, nuova classificazione dal 1° luglio 2026)
Vigenza
Fino al 30 giugno 2027
Platea
~130.000 (TIM, Vodafone, WindTre, Fastweb, Iliad, contact center, installatori)
Tabella riepilogativa
Area
Fino 5 anni
5-10 anni
Oltre 10
A1, A2
15 giorni
20 giorni
1 mese
B3, B4
1 mese
1,5 mesi
2 mesi
C5, C5S
1,5 mesi
2 mesi
2,5 mesi
D6, D7
2 mesi
3 mesi
3,5 mesi
Quadri
3 mesi
3,5 mesi
4 mesi
Preavviso variabile
Per B3 con 5 anni: 1 mese. Per Quadro con 10 anni: 3,5 mesi. Stessi termini per licenziamento e dimissioni.
Modalità
Per il licenziamento: scritto e motivato. Per le dimissioni: telematiche INPS obbligatorie. Senza procedura telematica le dimissioni sono nulle.
Indennità sostitutiva
Chi recede senza preavviso paga indennità sostitutiva pari alle mensilità non rispettate.
NASpI
Spettà in caso di disoccupazione involontaria. Per B3 (€1.500): ~€1.150/mese. Durata max 24 mesi.
Casi pratici
Tizio – Licenziamento B3 con 6 anni
Tizio è B3 con 6 anni, licenziato con 1,5 mesi preavviso. NASpI: ~€1.150/mese × 24 mesi = ~€27.600.
Caia – Dimissioni Quadro per startup
Caia è Quadro con 8 anni, si dimette con 3,5 mesi preavviso. Dimissioni telematiche INPS. Senza preavviso: indennità €3.500 × 3,5 = €12.250.
Sempronio – Giusta causa
Sempronio (B4) sorpreso a vendere dati clienti. Licenziamento giusta causa senza preavviso. Solo TFR, ferie, 13ª. NO NASpI.
Domande frequenti
Quanto preavviso devo dare se mi dimetto?
Per area B3-B4 con 5 anni: 1-1,5 mesi. Per C5 con 10 anni: 2 mesi. Per Quadri con 15 anni: 4 mesi. Stessi termini del licenziamento.
Posso dimettermi via PEC?
No, serve la procedura telematica INPS (sito o patronato). Senza procedura telematica le dimissioni sono nulle.
Cos'è la NASpI?
Indennità di disoccupazione INPS per disoccupazione involontaria. Per B3 (€1.500): ~€1.150/mese. Per Quadro (€3.500): ~€1.500/mese (massimo). Durata max 24 mesi.
Posso essere licenziato senza giusta causa?
Dipende dal tipo di tutela: per assunti post-2015 in aziende >15 dipendenti si applicano le tutele crescenti (6-36 mensilità). Per pre-2015: art. 18 (possibile reintegra).
Le dimissioni per giusta causa danno NASpI?
Sì, sono equiparate al licenziamento. Giusta causa: mancato pagamento stipendio per più mesi, molestie, demansionamento illegittimo. Servono prove documentate.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Telecomunicazioni. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Il CCNL Telecomunicazioni gradua i termini di preavviso in base all'area di inquadramento e all'anzianità di servizio.
Gli stessi termini valgono, di norma, sia per il licenziamento sia per le dimissioni.
Chi recede senza rispettare il preavviso deve l'indennità sostitutiva (art. 2118 c.c.).
Le dimissioni richiedono la procedura telematica obbligatoria, a pena di inefficacia.
In caso di disoccupazione involontaria spetta la NASpI, non dovuta in caso di licenziamento per giusta causa.
Indice dei contenuti
La disciplina del recesso nel CCNL Telecomunicazioni applica i principi generali del codice civile a un comparto ampio e diversificato, che va dai grandi operatori ai contact center. Il preavviso, graduato per area e anzianità, è lo strumento con cui il contratto bilancia gli interessi delle parti alla cessazione del rapporto.
Il preavviso trova fondamento nell'art. 2118 c.c.: chi recede dal contratto a tempo indeterminato deve darne comunicazione all'altra parte con un congruo anticipo. La sua funzione è consentire al datore di organizzare la sostituzione e al lavoratore di cercare una nuova occupazione. Chi non lo rispetta deve corrispondere l'indennità sostitutiva, pari alla retribuzione del periodo non lavorato.
Termini graduati per area e anzianità
Il contratto modula i termini di preavviso in funzione dell'area di inquadramento e dell'anzianità di servizio: si va da pochi giorni per le posizioni di base con minore anzianità fino a diversi mesi per i quadri con lunga anzianità. La logica è proporzionale: maggiore è la responsabilità e la durata del rapporto, più ampio è il termine necessario per gestirne la chiusura.
Licenziamento: forma e motivazione
Il licenziamento deve essere intimato per iscritto e motivato. Per il licenziamento per giustificato motivo o per giusta causa valgono le garanzie di legge: la comunicazione scritta, l'indicazione dei motivi e, dove previsto, la procedura di contestazione disciplinare. Il preavviso è dovuto nel licenziamento per giustificato motivo, mentre non è dovuto in quello per giusta causa.
Dimissioni e procedura telematica
Le dimissioni volontarie devono rispettare il preavviso contrattuale e, soprattutto, essere effettuate con la procedura telematica obbligatoria tramite il portale ministeriale. Si tratta di una formalità sostanziale: senza la trasmissione telematica le dimissioni non producono effetti. La regola nasce per contrastare le dimissioni in bianco e tutelare la genuinità della volontà del lavoratore.
L'indennità sostitutiva del preavviso
Quando una delle parti recede senza rispettare il preavviso, deve all'altra l'indennità sostitutiva pari alle mensilità non rispettate. Vale sia per il lavoratore che si dimette con effetto immediato sia per il datore che intende interrompere subito il rapporto: in quest'ultimo caso il datore può scegliere di pagare l'indennità anziché far lavorare il dipendente nel periodo di preavviso.
La giusta causa
Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) è immediato e priva il lavoratore del preavviso e dell'indennità sostitutiva: presuppone un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto, come gravi violazioni dei doveri di fedeltà o di riservatezza, particolarmente sensibili in un settore che tratta dati di clientela.
NASpI e disoccupazione involontaria
Chi perde il lavoro per cause indipendenti dalla propria volontà (licenziamento, anche per giustificato motivo) ha diritto, se in possesso dei requisiti contributivi, alla NASpI, l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS. La NASpI non spetta, di regola, in caso di dimissioni volontarie (salve le eccezioni come le dimissioni per giusta causa) né in caso di licenziamento per giusta causa imputabile al lavoratore.
Specificità del comparto: dai grandi operatori ai contact center
Il settore delle telecomunicazioni è composito: accanto ai grandi operatori di rete convivono installatori, addetti alla vendita e personale dei contact center, spesso con elevato turnover. Il sistema del preavviso graduato per area e anzianità tiene conto di questa eterogeneità, applicando termini contenuti alle posizioni di ingresso e termini più ampi alle figure con maggiore responsabilità e anzianità. Nei contact center, in particolare, la mobilità del personale rende frequente il ricorso alle procedure di recesso, il che accresce l'importanza di gestire correttamente preavviso e formalità telematiche.
Computo e decorrenza del preavviso
Il periodo di preavviso decorre, di norma, dal momento in cui la comunicazione di recesso giunge all'altra parte e si svolge durante il normale orario di lavoro. Eventuali assenze del lavoratore (ferie già programmate, malattia) possono incidere sul computo secondo le regole contrattuali. È opportuno verificare la decorrenza esatta, perché da essa dipende sia la data effettiva di cessazione del rapporto sia il calcolo di un'eventuale indennità sostitutiva in caso di mancato rispetto del termine.
Domande frequenti
Da cosa dipende la durata del preavviso?
Dall'area di inquadramento e dall'anzianità di servizio: si va da pochi giorni per le posizioni di base con minore anzianità fino a diversi mesi per i quadri con lunga anzianità.
Il preavviso è uguale per licenziamento e dimissioni?
Di norma sì, i termini sono gli stessi. Cambia il fatto che nel licenziamento per giusta causa il preavviso non è dovuto.
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
Chi recede senza preavviso deve all'altra parte l'indennità sostitutiva pari alle mensilità non rispettate, secondo l'art. 2118 c.c.
Come devo presentare le dimissioni?
Con la procedura telematica obbligatoria tramite il portale ministeriale. Senza questa trasmissione le dimissioni non producono effetti.
Ho diritto alla NASpI se mi dimetto?
Di norma no: la NASpI spetta per disoccupazione involontaria. Fanno eccezione casi come le dimissioni per giusta causa. Non spetta neppure in caso di licenziamento per giusta causa imputabile al lavoratore.
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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In sintesi
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La disciplina del recesso nel CCNL Telecomunicazioni applica i principi generali del codice civile a un comparto ampio e diversificato, che va dai grandi operatori ai contact center. Il preavviso, graduato per area e anzianità, è lo strumento con cui il contratto bilancia gli interessi delle parti alla cessazione del rapporto.
La funzione del preavviso (art. 2118 c.c.)
Il preavviso trova fondamento nell'art. 2118 c.c.: chi recede dal contratto a tempo indeterminato deve darne comunicazione all'altra parte con un congruo anticipo. La sua funzione è consentire al datore di organizzare la sostituzione e al lavoratore di cercare una nuova occupazione. Chi non lo rispetta deve corrispondere l'indennità sostitutiva, pari alla retribuzione del periodo non lavorato.
Termini graduati per area e anzianità
Il contratto modula i termini di preavviso in funzione dell'area di inquadramento e dell'anzianità di servizio: si va da pochi giorni per le posizioni di base con minore anzianità fino a diversi mesi per i quadri con lunga anzianità. La logica è proporzionale: maggiore è la responsabilità e la durata del rapporto, più ampio è il termine necessario per gestirne la chiusura.
Licenziamento: forma e motivazione
Il licenziamento deve essere intimato per iscritto e motivato. Per il licenziamento per giustificato motivo o per giusta causa valgono le garanzie di legge: la comunicazione scritta, l'indicazione dei motivi e, dove previsto, la procedura di contestazione disciplinare. Il preavviso è dovuto nel licenziamento per giustificato motivo, mentre non è dovuto in quello per giusta causa.
Dimissioni e procedura telematica
Le dimissioni volontarie devono rispettare il preavviso contrattuale e, soprattutto, essere effettuate con la procedura telematica obbligatoria tramite il portale ministeriale. Si tratta di una formalità sostanziale: senza la trasmissione telematica le dimissioni non producono effetti. La regola nasce per contrastare le dimissioni in bianco e tutelare la genuinità della volontà del lavoratore.
L'indennità sostitutiva del preavviso
Quando una delle parti recede senza rispettare il preavviso, deve all'altra l'indennità sostitutiva pari alle mensilità non rispettate. Vale sia per il lavoratore che si dimette con effetto immediato sia per il datore che intende interrompere subito il rapporto: in quest'ultimo caso il datore può scegliere di pagare l'indennità anziché far lavorare il dipendente nel periodo di preavviso.
La giusta causa
Il licenziamento per giusta causa (art. 2119 c.c.) è immediato e priva il lavoratore del preavviso e dell'indennità sostitutiva: presuppone un fatto talmente grave da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto, come gravi violazioni dei doveri di fedeltà o di riservatezza, particolarmente sensibili in un settore che tratta dati di clientela.
NASpI e disoccupazione involontaria
Chi perde il lavoro per cause indipendenti dalla propria volontà (licenziamento, anche per giustificato motivo) ha diritto, se in possesso dei requisiti contributivi, alla NASpI, l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS. La NASpI non spetta, di regola, in caso di dimissioni volontarie (salve le eccezioni come le dimissioni per giusta causa) né in caso di licenziamento per giusta causa imputabile al lavoratore.
Specificità del comparto: dai grandi operatori ai contact center
Il settore delle telecomunicazioni è composito: accanto ai grandi operatori di rete convivono installatori, addetti alla vendita e personale dei contact center, spesso con elevato turnover. Il sistema del preavviso graduato per area e anzianità tiene conto di questa eterogeneità, applicando termini contenuti alle posizioni di ingresso e termini più ampi alle figure con maggiore responsabilità e anzianità. Nei contact center, in particolare, la mobilità del personale rende frequente il ricorso alle procedure di recesso, il che accresce l'importanza di gestire correttamente preavviso e formalità telematiche.
Computo e decorrenza del preavviso
Il periodo di preavviso decorre, di norma, dal momento in cui la comunicazione di recesso giunge all'altra parte e si svolge durante il normale orario di lavoro. Eventuali assenze del lavoratore (ferie già programmate, malattia) possono incidere sul computo secondo le regole contrattuali. È opportuno verificare la decorrenza esatta, perché da essa dipende sia la data effettiva di cessazione del rapporto sia il calcolo di un'eventuale indennità sostitutiva in caso di mancato rispetto del termine.
Domande frequenti
Da cosa dipende la durata del preavviso?
Dall'area di inquadramento e dall'anzianità di servizio: si va da pochi giorni per le posizioni di base con minore anzianità fino a diversi mesi per i quadri con lunga anzianità.
Il preavviso è uguale per licenziamento e dimissioni?
Di norma sì, i termini sono gli stessi. Cambia il fatto che nel licenziamento per giusta causa il preavviso non è dovuto.
Cosa succede se non rispetto il preavviso?
Chi recede senza preavviso deve all'altra parte l'indennità sostitutiva pari alle mensilità non rispettate, secondo l'art. 2118 c.c.
Come devo presentare le dimissioni?
Con la procedura telematica obbligatoria tramite il portale ministeriale. Senza questa trasmissione le dimissioni non producono effetti.
Ho diritto alla NASpI se mi dimetto?
Di norma no: la NASpI spetta per disoccupazione involontaria. Fanno eccezione casi come le dimissioni per giusta causa. Non spetta neppure in caso di licenziamento per giusta causa imputabile al lavoratore.