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La guida
Nel CCNL Telecomunicazioni il congedo di maternità dura 5 mesi e l’azienda integra l’indennità INPS fino alla retribuzione normale (art. 38). Il padre ha 10 giorni di congedo obbligatorio al 100% (20 per parto plurimo). Il congedo parentale arriva a 10 mesi tra i due genitori (11 se il padre ne prende almeno 3), con fino a 3 mesi all’80% entro i 6 anni del figlio e il resto al 30%; si può prendere anche a ore.
Tabella riepilogativa
| Tutela | Durata | Trattamento |
|---|---|---|
| Congedo di maternità | 5 mesi (di regola 2 prima e 3 dopo il parto) | INPS 80% + integrazione dell’azienda fino alla retribuzione normale |
| Congedo di paternità obbligatorio | 10 giorni (20 per parto plurimo) | 100% della retribuzione |
| Congedo parentale | fino a 10 mesi tra i due genitori (11 se il padre ne prende almeno 3), entro i 14 anni del figlio | fino a 3 mesi all’80% entro i 6 anni; altri mesi al 30% fino a 9 mesi indennizzati |
| Congedo parentale a ore | fino a metà dell’orario giornaliero | come il congedo parentale |
| Riposi giornalieri | 2 ore al giorno (1 se l’orario è sotto le 6 ore) nel primo anno | 100%, a carico dell’INPS |
Congedo di maternità
Il congedo obbligatorio dura cinque mesi: di regola due prima della data presunta del parto e tre dopo. Con il parere favorevole del medico la lavoratrice può restare al lavoro fino all’ottavo mese (1+4) o anche fino al parto, prendendo tutti e cinque i mesi dopo (art. 16 D.Lgs. 151/2001).
L’INPS paga un’indennità pari all’80% della retribuzione. Il CCNL Telecomunicazioni prevede che l’azienda integri questa indennità fino a raggiungere la retribuzione normale che la lavoratrice avrebbe percepito (art. 38): nel periodo obbligatorio, quindi, la busta paga non si riduce.
Congedo di paternità
Il padre lavoratore ha diritto a 10 giorni di congedo obbligatorio, 20 in caso di parto plurimo, retribuiti al 100% (art. 27-bis D.Lgs. 151/2001, richiamato dall’art. 38 del CCNL). I giorni si prendono tra i due mesi prima e i cinque mesi dopo la nascita, anche non continuativi, e spettano anche se la madre non lavora. Il datore va avvisato per iscritto almeno cinque giorni prima.
Congedo parentale
Dopo i congedi obbligatori ciascun genitore può astenersi dal lavoro fino ai 14 anni del figlio. Il totale tra i due genitori è di 10 mesi, che diventano 11 se il padre ne prende almeno tre; il genitore solo arriva a 11 mesi.
L’indennità INPS è del 30% della retribuzione per un massimo di nove mesi complessivi tra i due genitori. Per effetto delle ultime leggi di bilancio, fino a tre mesi sono indennizzati all’80% se goduti entro i 6 anni del figlio, per i genitori che hanno finito il congedo di maternità o di paternità dopo il 31 dicembre 2024; per chi lo ha finito prima i mesi all’80% sono meno (INPS, circolare 95/2025). I mesi oltre il nono sono indennizzati solo se il reddito del genitore è basso.
Il CCNL consente di prendere il congedo parentale anche a ore, fino a metà dell’orario giornaliero (art. 38). Il preavviso è di almeno cinque giorni, due per la fruizione a ore.
Riposi giornalieri
Nel primo anno di vita del bambino la madre ha diritto a due ore di riposo al giorno, una sola se l’orario giornaliero è inferiore a sei ore; le ore raddoppiano in caso di parto plurimo. Sono pagate per intero e restano a carico dell’INPS (art. 39 D.Lgs. 151/2001). Il padre può usarle al posto della madre lavoratrice dipendente che non se ne avvale, se la madre non è una lavoratrice dipendente o se il figlio è affidato a lui solo (art. 40).
Lavoro notturno
Dall’accertamento della gravidanza fino al compimento di un anno del bambino è vietato adibire la lavoratrice al lavoro tra le 24 e le 6. Fino ai tre anni del figlio la madre, o in alternativa il padre convivente, non è obbligata a lavorare di notte; lo stesso vale per il genitore unico con un figlio sotto i 12 anni (art. 53 D.Lgs. 151/2001). In un settore con turni notturni, l’azienda deve quindi spostare il genitore su fasce diurne.
Lavoro agile
Il lavoro agile si concorda con un accordo individuale (L. 81/2017). Il datore che lo applica deve dare priorità alle richieste di chi ha figli fino a 14 anni o figli con disabilità (art. 18, comma 3-bis); la legge non fissa però un numero minimo di giorni da remoto, che dipende dagli accordi aziendali.
Licenziamento e dimissioni
La lavoratrice non può essere licenziata dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno del bambino; il divieto vale anche per il padre che usa il congedo di paternità. Il licenziamento è nullo, salvo i casi tassativi: colpa grave che costituisce giusta causa, cessazione dell’attività dell’azienda, scadenza del termine, esito negativo della prova (art. 54). Le dimissioni presentate durante la gravidanza e fino ai tre anni del bambino devono essere convalidate dall’Ispettorato del lavoro (art. 55).
Casi pratici
Domande frequenti
Quanto dura il congedo di maternità nel CCNL Telecomunicazioni?
Quanti giorni di paternità spettano?
Quanto si prende durante il congedo parentale?
Il congedo parentale si può prendere a ore?
Posso essere licenziata in gravidanza o dimettermi liberamente?
Fonti: Ipotesi di rinnovo dell'11 novembre 2025 · D.Lgs. 151/2001 (Normattiva) · INPS, congedo parentale all'80% (circ. 95/2025). Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive aree A-D, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi, tredicesima e premio risultato, malattia e infortunio e periodo di prova.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Telecomunicazioni. Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.