Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Metalmeccanica PMI (Confapi)

CCNL Metalmeccanica PMI Confapi: apprendistato professionalizzante

Guida all’apprendistato professionalizzante nel CCNL Unionmeccanica Confapi: durata per livello di destinazione, inquadramento e retribuzione progressiva, formazione obbligatoria, ruolo del tutor e trasformazione a tempo indeterminato al termine del periodo.

In sintesi

Nel CCNL Metalmeccanica PMI Confapi l’apprendistato professionalizzante (art. 44 D.Lgs. 81/2015) dura da 18 a 36 mesi in base al livello di destinazione. La retribuzione cresce progressivamente, partendo da un livello inferiore a quello finale. La formazione (almeno 120 ore nel triennio) è a carico del datore. Al termine, il contratto si converte in tempo indeterminato salvo recesso entro 30 giorni.

Risorsa gratuita
Minimi CCNL 2026: il punto d'ingresso settore per settore (PDF)
  • Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
  • Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
Niente spam, solo lavoro e fisco utile. Inviando accetti la privacy policy. P.IVA 04180610133.

Dati contrattuali

Parti firmatarie
Unionmeccanica (Confapi) · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
Testo base
CCNL 26 maggio 2021 (codice CNEL C018)
Norma di legge
Artt. 41-47 D.Lgs. 81/2015 (Codice dei contratti di lavoro)
Tipologia prevista
Apprendistato professionalizzante (art. 44 D.Lgs. 81/2015)
Eta ammessa
Da 18 a 29 anni (17 anni se in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore)
Formazione
Minimo 120 ore nel triennio, a carico del datore; piano formativo individuale obbligatorio

Il quadro normativo: legge e CCNL

L’apprendistato professionalizzante è disciplinato dagli artt. 44-47 del D.Lgs. 81/2015 (c.d. Codice dei contratti di lavoro), che assegna ai contratti collettivi nazionali il compito di definire: durata minima e massima, percentuali retributive, monte ore di formazione e modalità di affiancamento da parte del tutor aziendale.

Il CCNL Unionmeccanica Confapi esercita queste facoltà delegando disciplina dettagliata alle norme contrattuali. È importante non confondere la disciplina di questo contratto con quella del CCNL Metalmeccanici Industria (Federmeccanica), che prevede durate e percentuali retributive parzialmente diverse.

L’apprendistato professionalizzante è l’unica tipologia normalmente stipulata nel settore: l’apprendistato per la qualifica e il diploma (art. 43 D.Lgs. 81/2015) e quello di alta formazione e ricerca (art. 45) sono più rari e richiedono il coinvolgimento di istituzioni formative esterne con accordi specifici regionali.

Durata per livello di destinazione

Il CCNL Unionmeccanica Confapi fissa la durata dell’apprendistato professionalizzante in funzione del livello di inquadramento finale al quale l’apprendista è destinato al termine del percorso:

  • Livelli 2° e 3° (operaio comune e qualificato): durata di 18 mesi.
  • Livelli 4° e 5° (operaio specializzato, altamente specializzato, tecnico di produzione): durata di 24 mesi.
  • Livelli 6° e 7° (capo squadra, impiegato direttivo): durata di 36 mesi.

La durata massima assoluta stabilita dalla legge è di 3 anni (36 mesi). La durata può essere prolungata di un ulteriore anno in caso di malattia, infortuni o altra causa di sospensione che superi 30 giorni nel corso del periodo formativo. Il periodo di prova (se pattuito) si computa nella durata dell’apprendistato, ma il recesso durante la prova permane libero.

Per i livelli 8° e 9° (Quadri) non è normalmente previsto l’accesso attraverso l’apprendistato professionalizzante ordinario del CCNL; i quadri vengono assunti con contratto a tempo indeterminato ordinario o, in alcuni casi, tramite l’apprendistato di alta formazione e ricerca di cui all’art. 45 D.Lgs. 81/2015, che richiede un accordo specifico con l’istituzione formativa.

Inquadramento e retribuzione progressiva

Durante l’apprendistato, la legge (art. 42, comma 2, D.Lgs. 81/2015) stabilisce che l’apprendista non può essere inquadrato a più di due livelli al di sotto di quello finale di destinazione. Il CCNL Unionmeccanica Confapi disciplina la progressione nel modo seguente:

  • Per i primi due terzi della durata contrattuale, l’apprendista è inquadrato al livello immediatamente inferiore a quello di destinazione finale.
  • Per il restante periodo (ultimo terzo), l’inquadramento sale al livello di destinazione finale o a quello immediatamente inferiore, secondo quanto specificamente stabilito per ciascuna fascia di durata.

In pratica, un apprendista destinato al 5° livello con durata di 24 mesi sarà inquadrato al 4° livello per i primi 16 mesi e al 5° livello (o al livello immediatamente inferiore) negli ultimi 8 mesi. La retribuzione corrisponde al minimo tabellare del livello di inquadramento effettivo in quel momento.

Non è ammessa alcuna percentualizzazione della retribuzione al di sotto del minimo tabellare del livello di inquadramento (la prassi di pagare una percentuale del minimo, diffusa in passato, non è conforme all’attuale impianto del D.Lgs. 81/2015).

Tabella riepilogativa

Apprendistato professionalizzante per livello di destinazione – CCNL Metalmeccanica PMI Confapi
Livello finale Durata Inquadramento fase 1 (primi 2/3) Inquadramento fase 2 (ultimo 1/3) Formazione (ore totali)
2° e 3° 18 mesi Livello inferiore al finale Livello finale Min. 40 ore
4° e 5° 24 mesi Livello inferiore al finale Livello finale Min. 80 ore
6° e 7° 36 mesi Livello inferiore al finale Livello inferiore al finale (poi finale a fine percorso) Min. 120 ore

Le ore di formazione minime indicate sono indicative: il CCNL fissa 120 ore nel triennio per i percorsi di 36 mesi. Per i percorsi più brevi (18 e 24 mesi) il monte ore si riduce proporzionalmente. Il piano formativo individuale (PFI) deve essere redatto e firmato da datore, apprendista e tutor prima o contestualmente all’assunzione.

Formazione: piano formativo individuale e tutor

La formazione nell’apprendistato professionalizzante è di due tipi:

  • Formazione di tipo professionalizzante: interamente a carico del datore, svolta in azienda sotto la guida del tutor aziendale. Comprende l’addestramento pratico alle mansioni, la conoscenza dei processi produttivi, le norme di sicurezza e salute sul lavoro (D.Lgs. 81/2008). Deve essere documentata nel registro della formazione.
  • Formazione di base e trasversale: se prevista dalla normativa regionale, può essere svolta presso strutture esterne o enti bilaterali (EBM – Ente Bilaterale Metalmeccanico Confapi). Alcune regioni hanno erogato, nel tempo, voucher formativi per gli apprendisti del settore metalmeccanico.

Il piano formativo individuale (PFI) è un documento obbligatorio che deve descrivere: gli obiettivi formativi, le fasi di apprendimento, le competenze da acquisire e il nome e i riferimenti del tutor aziendale. Deve essere redatto prima o all’atto dell’assunzione e allegato al contratto di assunzione. Senza PFI, il contratto di apprendistato è nullo e il rapporto si considera a tempo indeterminato.

Il tutor aziendale è obbligatorio: deve essere un lavoratore esperto dell’azienda, con qualifica professionale adeguata, che affianchi l’apprendista nel percorso formativo e che attesti al termine la acquisizione delle competenze previste. La figura del tutor non comporta un aumento di retribuzione per legge, salvo accordi aziendali.

Contribuzione e incentivi per il datore

L’assunzione in apprendistato comporta importanti vantaggi contributivi per il datore di lavoro. Ai sensi della L. 183/2011 e delle successive disposizioni, l’aliquota contributiva per l’apprendistato professionalizzante nelle imprese fino a 9 dipendenti è ridotta (storicamente al 5% per i primi tre anni, poi a regime ordinario), mentre per le imprese oltre i 9 dipendenti si applicano aliquote progressivamente crescenti fino alla contribuzione ordinaria dopo la conferma.

Il CCNL Unionmeccanica Confapi non modifica la disciplina contributiva di legge, che è stabilita direttamente dalla normativa previdenziale. Le agevolazioni contributive spettano solo a condizione che il contratto di apprendistato rispetti i requisiti di legge e contrattuali (piano formativo, tutor, monte ore di formazione).

Un ulteriore vantaggio per il datore è che l’apprendista non è conteggiato nei limiti numerici previsti per alcune tutele sindacali (art. 35 Statuto dei Lavoratori) durante il periodo formativo, ma solo fino a un massimo del 100% dei lavoratori qualificati in forza.

Trasformazione a tempo indeterminato e recesso di fine apprendistato

Al termine del periodo di apprendistato, il contratto si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato al livello finale di destinazione, senza necessità di alcuna comunicazione o nuovo accordo. L’apprendista acquista piena stabilità del posto di lavoro.

Tuttavia, ai sensi dell’art. 42, comma 4, D.Lgs. 81/2015, entro 30 giorni dalla scadenza del periodo di apprendistato ciascuna delle parti può recedere liberamente dal contratto, con il semplice obbligo di rispettare il preavviso contrattuale (quello stabilito per il livello di destinazione e l’anzianità maturata nel CCNL Unionmeccanica Confapi). Non è richiesta alcuna motivazione per il recesso di fine apprendistato.

Se il datore recede, non è tenuto a motivare il recesso, ma deve corrispondere il preavviso (o la relativa indennità sostitutiva). Se l’apprendista recede, deve rispettare i termini di preavviso del suo livello di destinazione. In nessun caso il periodo di apprendistato è computato ai fini dell’indennità di disoccupazione (NASpI) come periodo «lavorato» se il rapporto cessa per recesso di fine apprendistato, in quanto tecnicamente si tratta di recesso da contratto a termine equiparato (la Corte di Cassazione ha chiarito nel tempo il regime previdenziale applicabile).

Casi pratici

Tizio – Apprendistato al 4° livello, 24 mesi
Tizio viene assunto il 1° febbraio 2026 con contratto di apprendistato professionalizzante finalizzato al 4° livello. La durata è di 24 mesi. Per i primi 16 mesi (febbraio 2026 – maggio 2027) è inquadrato al 3° livello, con minimo tabellare di circa 2.009,48 €. Da giugno 2027 l’inquadramento sale al 4° livello (circa 2.096,58 €). Il piano formativo prevede 80 ore di formazione nell’arco dei 24 mesi, gestita in parte in azienda e in parte tramite EBM. Il 31 gennaio 2028, senza recesso da parte di nessuno, Tizio viene automaticamente confermato a tempo indeterminato al 4° livello.
Caia – Recesso di fine apprendistato
Caia ha completato un apprendistato di 36 mesi al 6° livello in una piccola officina metalmeccanica PMI Confapi. L’azienda attraversa un momento di difficoltà e, il 10° giorno dopo la scadenza del periodo (entro i 30 giorni di legge), il datore comunica il recesso per fine apprendistato. Il datore non è tenuto a motivare il recesso. Caia ha diritto al preavviso per il 6° livello (1 mese e 15 giorni con anzianità fino a 5 anni) o alla relativa indennità sostitutiva, più TFR e ferie non godute maturate durante il triennio.
Sempronio – Malattia durante l’apprendistato
Sempronio, apprendista al 5° livello (24 mesi), si ammala al 10° mese per 45 giorni. Superata la soglia di 30 giorni di assenza nel corso del periodo formativo, il contratto di apprendistato può essere prorogato di un anno, a scelta del datore. Il datore decide di prorogare: il percorso formativo dura quindi 25 mesi invece di 24. Durante la malattia Sempronio riceve il trattamento economico di malattia (INPS più eventuale integrazione CCNL) calcolato sulla retribuzione del 3° livello (inquadramento effettivo in quel momento).

Domande frequenti

Quanto dura l’apprendistato nel CCNL Metalmeccanica PMI Confapi?
Da 18 mesi (livelli 2° e 3°) a 36 mesi (livelli 6° e 7°), con 24 mesi per i livelli 4° e 5°. La durata può essere prorogata in caso di assenze superiori a 30 giorni (malattia, infortuni). La durata massima di legge è di 3 anni (36 mesi).
Qual è la retribuzione dell’apprendista nel CCNL PMI Confapi?
L’apprendista è inquadrato al livello inferiore a quello di destinazione per i primi due terzi del percorso, poi sale progressivamente. Non può essere pagato più di due livelli sotto quello finale. La retribuzione corrisponde al minimo tabellare del livello di inquadramento effettivo, senza percentualizzazioni.
Quante ore di formazione sono previste per l’apprendista?
Almeno 120 ore nel triennio per i percorsi di 36 mesi (circa 40 ore annue), proporzionalmente ridotte per i percorsi più brevi. La formazione è a carico del datore e deve essere documentata nel piano formativo individuale (PFI). Può svolgersi in azienda o presso enti bilaterali (EBM Confapi).
L’apprendista matura TFR, ferie e tredicesima?
Sì, l’apprendista è lavoratore dipendente a tutti gli effetti. Matura TFR (sulla retribuzione del livello di inquadramento effettivo), ferie, ROL e tredicesima fin dal primo giorno di assunzione.
Cosa succede al termine dell’apprendistato?
Il contratto si trasforma automaticamente in tempo indeterminato al livello finale. Entro 30 giorni dalla scadenza, ciascuna parte può recedere con il semplice preavviso contrattuale, senza obbligo di motivazione (recesso di fine apprendistato, art. 42 D.Lgs. 81/2015). Se nessuno recede, la conferma è automatica.
Il datore può licenziare l’apprendista durante il periodo formativo?
Solo per giusta causa o giustificato motivo soggettivo. Non è possibile licenziare l’apprendista per motivi economici u organizzativi durante il periodo formativo. La tutela è analoga a quella del contratto a tempo indeterminato nella fase formativa.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e PAR, maternità, paternità e congedi e tredicesima, mensilità aggiuntive e welfare.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono riferite al CCNL Unionmeccanica Confapi (testo base 26 maggio 2021, codice CNEL C018) e al D.Lgs. 81/2015. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • L'apprendistato professionalizzante e disciplinato dagli artt. 41-47 del d.lgs. 81/2015, con rinvio ai CCNL per la regolazione di dettaglio.
  • La durata varia in base al livello di destinazione, entro i limiti massimi fissati dalla normativa.
  • La retribuzione cresce in modo progressivo: si parte da un livello inferiore a quello finale di destinazione.
  • La formazione e obbligatoria, a carico del datore, con piano formativo individuale e ruolo del tutor.
  • Al termine il rapporto prosegue a tempo indeterminato, salvo recesso nel termine di legge.
Indice dei contenuti

L'apprendistato professionalizzante e il principale strumento di ingresso qualificato nel mondo del lavoro: un contratto a causa mista in cui alla prestazione lavorativa si affianca un obbligo formativo. Nel comparto metalmeccanico delle PMI il quadro e fissato dalla legge e completato dal contratto collettivo, cui spetta definire durata, inquadramento e modalita della formazione entro le cornici normative.

Il quadro normativo: legge e contratto

La disciplina di base e negli artt. 41-47 del d.lgs. 81/2015, il c.d. Codice dei contratti di lavoro. L'art. 44 dedica all'apprendistato professionalizzante una regolazione che rimette ai contratti collettivi nazionali il compito di definire gli aspetti applicativi: durata per livello, inquadramento, modalita della formazione. E un sistema a doppio livello, in cui legge e CCNL operano in modo coordinato.

La durata e il livello di destinazione

La durata dell'apprendistato dipende dal livello di destinazione, cioe dalla qualifica che si intende conseguire al termine del percorso. La legge fissa un tetto massimo e il contratto collettivo modula la durata effettiva entro quel limite, generalmente piu lunga per le qualifiche piu complesse. Si tratta di un periodo formativo, non di un rapporto precario: la finalita e l'acquisizione stabile di una professionalita.

L'inquadramento e la retribuzione progressiva

Una caratteristica tipica dell'apprendistato e il sottoinquadramento iniziale: l'apprendista parte da un livello inferiore a quello di destinazione e progredisce nel tempo fino a raggiungerlo. La progressione e graduale e segue le scadenze definite dal contratto collettivo. I parametri retributivi concreti sono rimessi alle tabelle del CCNL vigente, che stabiliscono i criteri della progressione.

La formazione obbligatoria e il tutor

Il nucleo causale del contratto e l'obbligo formativo: l'apprendistato professionalizzante prevede una formazione a carico del datore, con un monte ore minimo definito dalla normativa e dal contratto, articolato lungo il periodo. La formazione e governata da un piano formativo individuale e affidata alla supervisione di un tutor aziendale, figura di riferimento per il trasferimento delle competenze.

L'inadempimento formativo e le conseguenze

L'obbligo formativo non e un adempimento formale. Quando l'inadempimento e tale per gravita da impedire il conseguimento della qualifica e imputabile esclusivamente al datore, la legge prevede conseguenze sanzionatorie e, nei casi piu gravi, la possibilita di riqualificazione del rapporto. La formazione e cosi il vero discrimine tra un apprendistato legittimo e un uso improprio dell'istituto.

La trasformazione a tempo indeterminato

Al termine del periodo formativo il rapporto prosegue automaticamente a tempo indeterminato, salvo che una delle parti receda nel termine fissato dalla legge a partire dalla scadenza. In assenza di recesso nel termine, il rapporto si consolida senza necessita di nuova assunzione. Questa e la ragione per cui l'apprendistato e qualificato come contratto a tempo indeterminato sin dalla stipula, con una fase iniziale a contenuto formativo. Per i dettagli applicativi si rinvia al testo del CCNL vigente.

Domande frequenti

Quanto dura l'apprendistato professionalizzante?

La durata dipende dal livello di destinazione, entro il tetto massimo fissato dalla legge. Il CCNL modula la durata effettiva, generalmente piu lunga per le qualifiche piu complesse.

L'apprendista e pagato meno?

L'apprendista parte da un inquadramento inferiore a quello di destinazione e progredisce nel tempo. I parametri retributivi sono definiti dalle tabelle del CCNL vigente.

Chi paga la formazione dell'apprendista?

La formazione e a carico del datore di lavoro, governata da un piano formativo individuale e dalla supervisione di un tutor aziendale, con un monte ore minimo previsto dalla normativa e dal contratto.

Cosa succede al termine dell'apprendistato?

Il rapporto prosegue automaticamente a tempo indeterminato, salvo recesso di una delle parti nel termine fissato dalla legge a partire dalla scadenza del periodo formativo.

Cosa accade se la formazione non viene erogata?

Se l'inadempimento formativo e grave e imputabile esclusivamente al datore, la legge prevede conseguenze sanzionatorie e, nei casi piu gravi, la possibile riqualificazione del rapporto.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.