Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter)

In sintesi

Il TFR del lavoratore domestico si calcola accantonando 1/13,5 della retribuzione annua imponibile (la retribuzione mensile divisa per 13,5). Il datore versa il TFR direttamente al lavoratore alla cessazione del rapporto, oppure può versarlo annualmente. Il TFR matura nel mese solo se il lavoratore presta servizio per almeno 15 giorni di calendario.

Dati contrattuali

Risorsa gratuita
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Parti firmatarie
Fidaldo · Domina · Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · UILTuCS-UIL · Federcolf
Ultimo rinnovo
28 ottobre 2025 (accordo economico, in vigore dal 1° novembre 2025)
Vigenza
Fino al 31 ottobre 2028
Platea
~860.000 (di cui ~360.000 badanti)

Tabella riepilogativa

Calcolo TFR CCNL Domestico
Voce Formula Esempio
Quota TFR mensile Retribuzione mensile / 13,5 € 1.313,50 / 13,5 = € 97,30/mese
Quota TFR annua Retribuzione annua / 13,5 € 17.075,50 / 13,5 = € 1.265/anno
Rivalutazione 1,5% fisso + 75% indice ISTAT Annua
Soglia matura mese Almeno 15 gg di servizio Calendario, non lavorativi

La regola dei 15 giorni mensili

Il TFR del lavoratore domestico matura nel mese solo se il lavoratore presta servizio per almeno 15 giorni di calendario nello stesso mese. Questa è la regola fondamentale che distingue il CCNL Domestico.

Vengono contati come “servizio effettivo”:

  • Giorni di lavoro effettivo
  • Ferie pagate
  • Malattia pagata dal datore
  • Infortunio
  • Maternità

Se il rapporto inizia il 20 del mese, quel mese NON conta per il TFR. Se inizia il 14, il mese conta interamente.

Calcolo della quota TFR

Il TFR si calcola dividendo la retribuzione annua imponibile per 13,5. La retribuzione imponibile include:

  • Retribuzione tabellare
  • Indennità (es. indennità CS, DS)
  • Valore convenzionale di vitto e alloggio per i conviventi
  • Tredicesima mensilità
  • Eventuali superminimi

Esempio: badante DS convivente con € 1.682,42/mese × 13 mensilità + vitto/alloggio (€ 157,56 × 12) = € 23.764,18 annui. TFR: € 23.764,18 / 13,5 = € 1.760,31/anno.

Rivalutazione del TFR

Il TFR già accantonato negli anni precedenti viene rivalutato ogni 31 dicembre con il coefficiente:

1,5% fisso + 75% dell'indice ISTAT FOI

Esempio: per il 2026 con ISTAT all’1,5%: coefficiente = 1,5% + 75% × 1,5% = 2,625%. Su € 5.000 di TFR accantonato: rivalutazione di € 131,25.

Liquidazione e anticipi

Alla cessazione del rapporto il datore versa al lavoratore l’intero TFR accantonato + rivalutazioni – eventuali anticipi richiesti.

Il lavoratore può chiedere anticipi del TFR dopo 8 anni di servizio, una sola volta, per:

  • Spese mediche straordinarie (proprie o familiari)
  • Acquisto prima casa per sé o figli
  • Spese formazione professionale

L’anticipo massimo è del 70% del TFR maturato.

Casi pratici

Tizio – TFR di colf B dopo 5 anni
Tizio è colf B (€ 983,16/mese) da 5 anni, non convivente. TFR annuo: € 12.781,08 / 13,5 = € 946,75. In 5 anni: € 4.733,75 accantonati. Con rivalutazione media 2%/anno: ~€ 4.950 totali alla cessazione.
Caia – TFR di badante DS dopo 10 anni
Caia è badante DS convivente (€ 1.682,42 + vitto/alloggio € 157,56) da 10 anni. Retribuzione annua imponibile: € 23.764,18. TFR annuo: € 1.760,31. In 10 anni: € 17.603,10 + rivalutazioni (~€ 1.760 cumulati) = ~€ 19.360 totali.
Sempronio – Anticipo TFR per acquisto casa
Sempronio è badante CS da 9 anni. TFR accantonato: € 11.000. Chiede anticipo del 70% per acquisto prima casa = € 7.700. Il datore deve pagarlo entro 30 giorni dalla richiesta documentata (compromesso o atto notarile).

Quanto TFR hai maturato?

Calcola il TFR netto: accantonamento annuo, rivalutazione ISTAT e tassazione separata, partendo dalla retribuzione del tuo CCNL.

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Domande frequenti

Come si calcola il TFR di una colf?
Si divide la retribuzione annua imponibile per 13,5. Esempio: colf con € 12.000/anno = € 888,89 di TFR maturato in un anno, accantonati dal datore.
Cosa significa la regola dei 15 giorni?
Il TFR matura nel mese solo se il lavoratore ha prestato servizio per almeno 15 giorni di calendario in quel mese. Se inizia il 20 del mese, quel mese NON conta. Se inizia il 14, conta intero.
Il vitto e l'alloggio entrano nel TFR?
Sì, per i conviventi il valore convenzionale di vitto e alloggio (€ 157,56/mese nel 2026) entra nella base imponibile del TFR. Per i non conviventi non si pone il problema.
Posso chiedere un anticipo del TFR?
Sì, dopo 8 anni di servizio, una sola volta, per spese mediche, acquisto prima casa o formazione. L’anticipo massimo è il 70% del TFR maturato.
Il TFR viene rivalutato ogni anno?
Sì, ogni 31 dicembre: 1,5% fisso + 75% dell’indice ISTAT FOI di novembre. Per il 2026 il coefficiente sarà di ~2,6%.
Cosa succede al TFR se vengo licenziata?
Il TFR ti spetta indipendentemente dal motivo della cessazione (licenziamento, dimissioni, giusta causa). Va liquidato entro 30 giorni dalla cessazione, altrimenti scattano interessi e rivalutazione monetaria.

Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e malattia e infortunio di colf e badanti.

Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

Serve un parere sul tuo caso concreto?

Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.

In sintesi

  • Il TFR del lavoratore domestico si accantona dividendo la retribuzione annua imponibile per 13,5 (art. 2120 c.c. adattato dal CCNL di settore).
  • Regola peculiare: il mese matura il TFR solo se il lavoratore presta servizio per almeno 15 giorni di calendario.
  • Nella base di calcolo rientrano la retribuzione tabellare, le indennità e il valore convenzionale di vitto e alloggio per i conviventi.
  • Il TFR accantonato si rivaluta annualmente con l'indice di legge (quota fissa più percentuale dell'indice ISTAT).
  • Il datore lo liquida alla cessazione del rapporto, oppure può corrisponderlo annualmente se concordato.
  • Per gli importi puntuali fanno fede le tabelle del CCNL Domestico vigente e i valori convenzionali aggiornati.
Indice dei contenuti

Il trattamento di fine rapporto di colf, badanti e babysitter ha una base comune con il TFR degli altri lavoratori - la regola dell'art. 2120 del codice civile - ma il contratto collettivo del lavoro domestico vi innesta alcune peculiarità che ne rendono il calcolo diverso da quello ordinario. Conoscerle evita errori sia al datore di lavoro familiare, spesso privo di una struttura amministrativa, sia al lavoratore.

La logica del TFR e l'accantonamento

Il TFR è una retribuzione differita: matura anno per anno e viene corrisposta alla fine del rapporto. Il meccanismo dell'art. 2120 c.c. prevede l'accantonamento di una quota della retribuzione annua, ottenuta dividendola per 13,5. Nel lavoro domestico la quota si accumula nel tempo e resta a disposizione del lavoratore fino alla cessazione, salvo l'eventuale corresponsione annuale se le parti la concordano.

La regola dei quindici giorni

L'elemento più caratteristico del settore è la soglia di maturazione mensile: il mese concorre al TFR soltanto se il lavoratore ha prestato servizio per almeno quindici giorni di calendario. Sono computati come servizio effettivo, oltre alle giornate lavorate, anche i periodi assimilati come ferie pagate, malattia e infortunio entro i limiti, e maternità. Se il rapporto inizia oltre la metà del mese, quel mese non concorre; se inizia entro il quindicesimo giorno utile, il mese conta per intero.

La base di calcolo

Per i lavoratori conviventi la retribuzione imponibile non è solo quella in denaro: comprende anche il valore convenzionale di vitto e alloggio, periodicamente determinato e aggiornato. Rientrano nella base anche la retribuzione tabellare, le indennità eventualmente spettanti, la tredicesima e gli eventuali superminimi individuali. È un punto che incide in modo sensibile sull'importo finale, soprattutto per le badanti conviventi.

La rivalutazione

Le quote accantonate negli anni precedenti non restano ferme: si rivalutano ogni anno con il coefficiente di legge, composto da una parte fissa e da una percentuale dell'indice dei prezzi ISTAT. La rivalutazione tutela il valore reale dell'accantonamento nel tempo. Per i valori puntuali del coefficiente e dei minimi tabellari conviene fare riferimento alle tabelle del CCNL vigente e alle comunicazioni ufficiali aggiornate.

Quando e come si paga

Il TFR è dovuto alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa: dimissioni, licenziamento, scadenza, decesso del datore. È buona prassi, soprattutto nei rapporti lunghi, tenere un prospetto degli accantonamenti annui per evitare contestazioni al momento della liquidazione. Il datore può anche scegliere di corrispondere annualmente le quote, con il consenso del lavoratore.

Errori frequenti da evitare

Tra gli errori più comuni: dimenticare il valore di vitto e alloggio nella base imponibile dei conviventi, non applicare correttamente la regola dei quindici giorni nei mesi di inizio o fine rapporto, omettere la rivalutazione annua. Trattandosi spesso di rapporti gestiti senza intermediari, è consigliabile l'assistenza di un patronato o di un'associazione di categoria al momento della cessazione.

Domande frequenti

Come si calcola il TFR di una colf o badante?

Si accantona ogni anno una quota pari alla retribuzione annua imponibile divisa per 13,5. Per i conviventi la base comprende anche il valore convenzionale di vitto e alloggio, oltre a tabellare, indennità e tredicesima.

Cos'è la regola dei 15 giorni?

Nel lavoro domestico il mese matura il TFR solo se il lavoratore ha prestato servizio per almeno 15 giorni di calendario in quel mese. Se il rapporto inizia dopo la metà del mese, quel mese non concorre.

Il vitto e alloggio incidono sul TFR?

Sì, per i lavoratori conviventi. Il valore convenzionale di vitto e alloggio rientra nella retribuzione imponibile e quindi aumenta la base su cui si calcola la quota annua di TFR.

Il datore può pagare il TFR ogni anno?

Sì, è ammessa la corresponsione annuale delle quote, purché concordata. In assenza di accordo, il TFR viene liquidato in un'unica soluzione alla cessazione del rapporto.

Il TFR accantonato si rivaluta?

Sì. Le quote degli anni precedenti si rivalutano annualmente con il coefficiente di legge, composto da una parte fissa e da una percentuale dell'indice ISTAT. Per i valori aggiornati si rinvia alle tabelle vigenti.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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