Testo dell'articoloVigente
Il TFR del lavoratore domestico si calcola accantonando 1/13,5 della retribuzione annua imponibile (la retribuzione mensile divisa per 13,5). Il datore versa il TFR direttamente al lavoratore alla cessazione del rapporto, oppure può versarlo annualmente. Il TFR matura nel mese solo se il lavoratore presta servizio per almeno 15 giorni di calendario.
Tabella riepilogativa
| Voce | Formula | Esempio |
|---|---|---|
| Quota TFR mensile | Retribuzione mensile / 13,5 | € 1.313,50 / 13,5 = € 97,30/mese |
| Quota TFR annua | Retribuzione annua / 13,5 | € 17.075,50 / 13,5 = € 1.265/anno |
| Rivalutazione | 1,5% fisso + 75% indice ISTAT | Annua |
| Soglia matura mese | Almeno 15 gg di servizio | Calendario, non lavorativi |
La regola dei 15 giorni mensili
Il TFR del lavoratore domestico matura nel mese solo se il lavoratore presta servizio per almeno 15 giorni di calendario nello stesso mese. Questa è la regola fondamentale che distingue il CCNL Domestico.
Vengono contati come “servizio effettivo”:
- Giorni di lavoro effettivo
- Ferie pagate
- Malattia pagata dal datore
- Infortunio
- Maternità
Se il rapporto inizia il 20 del mese, quel mese NON conta per il TFR. Se inizia il 14, il mese conta interamente.
Calcolo della quota TFR
Il TFR si calcola dividendo la retribuzione annua imponibile per 13,5. La retribuzione imponibile include:
- Retribuzione tabellare
- Indennità (es. indennità CS, DS)
- Valore convenzionale di vitto e alloggio per i conviventi
- Tredicesima mensilità
- Eventuali superminimi
Esempio: badante DS convivente con € 1.682,42/mese × 13 mensilità + vitto/alloggio (€ 157,56 × 12) = € 23.764,18 annui. TFR: € 23.764,18 / 13,5 = € 1.760,31/anno.
Rivalutazione del TFR
Il TFR già accantonato negli anni precedenti viene rivalutato ogni 31 dicembre con il coefficiente:
1,5% fisso + 75% dell'indice ISTAT FOI
Esempio: per il 2026 con ISTAT all’1,5%: coefficiente = 1,5% + 75% × 1,5% = 2,625%. Su € 5.000 di TFR accantonato: rivalutazione di € 131,25.
Liquidazione e anticipi
Alla cessazione del rapporto il datore versa al lavoratore l’intero TFR accantonato + rivalutazioni – eventuali anticipi richiesti.
Il lavoratore può chiedere anticipi del TFR dopo 8 anni di servizio, una sola volta, per:
- Spese mediche straordinarie (proprie o familiari)
- Acquisto prima casa per sé o figli
- Spese formazione professionale
L’anticipo massimo è del 70% del TFR maturato.
Casi pratici
Quanto TFR hai maturato?
Calcola il TFR netto: accantonamento annuo, rivalutazione ISTAT e tassazione separata, partendo dalla retribuzione del tuo CCNL.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR di una colf?
Cosa significa la regola dei 15 giorni?
Il vitto e l'alloggio entrano nel TFR?
Posso chiedere un anticipo del TFR?
Il TFR viene rivalutato ogni anno?
Cosa succede al TFR se vengo licenziata?
Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2026 di colf e badanti, preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti e malattia e infortunio di colf e badanti.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Serve un parere sul tuo caso concreto?
Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il trattamento di fine rapporto di colf, badanti e babysitter ha una base comune con il TFR degli altri lavoratori - la regola dell'art. 2120 del codice civile - ma il contratto collettivo del lavoro domestico vi innesta alcune peculiarità che ne rendono il calcolo diverso da quello ordinario. Conoscerle evita errori sia al datore di lavoro familiare, spesso privo di una struttura amministrativa, sia al lavoratore.
La logica del TFR e l'accantonamento
Il TFR è una retribuzione differita: matura anno per anno e viene corrisposta alla fine del rapporto. Il meccanismo dell'art. 2120 c.c. prevede l'accantonamento di una quota della retribuzione annua, ottenuta dividendola per 13,5. Nel lavoro domestico la quota si accumula nel tempo e resta a disposizione del lavoratore fino alla cessazione, salvo l'eventuale corresponsione annuale se le parti la concordano.
La regola dei quindici giorni
L'elemento più caratteristico del settore è la soglia di maturazione mensile: il mese concorre al TFR soltanto se il lavoratore ha prestato servizio per almeno quindici giorni di calendario. Sono computati come servizio effettivo, oltre alle giornate lavorate, anche i periodi assimilati come ferie pagate, malattia e infortunio entro i limiti, e maternità. Se il rapporto inizia oltre la metà del mese, quel mese non concorre; se inizia entro il quindicesimo giorno utile, il mese conta per intero.
La base di calcolo
Per i lavoratori conviventi la retribuzione imponibile non è solo quella in denaro: comprende anche il valore convenzionale di vitto e alloggio, periodicamente determinato e aggiornato. Rientrano nella base anche la retribuzione tabellare, le indennità eventualmente spettanti, la tredicesima e gli eventuali superminimi individuali. È un punto che incide in modo sensibile sull'importo finale, soprattutto per le badanti conviventi.
La rivalutazione
Le quote accantonate negli anni precedenti non restano ferme: si rivalutano ogni anno con il coefficiente di legge, composto da una parte fissa e da una percentuale dell'indice dei prezzi ISTAT. La rivalutazione tutela il valore reale dell'accantonamento nel tempo. Per i valori puntuali del coefficiente e dei minimi tabellari conviene fare riferimento alle tabelle del CCNL vigente e alle comunicazioni ufficiali aggiornate.
Quando e come si paga
Il TFR è dovuto alla cessazione del rapporto, qualunque ne sia la causa: dimissioni, licenziamento, scadenza, decesso del datore. È buona prassi, soprattutto nei rapporti lunghi, tenere un prospetto degli accantonamenti annui per evitare contestazioni al momento della liquidazione. Il datore può anche scegliere di corrispondere annualmente le quote, con il consenso del lavoratore.
Errori frequenti da evitare
Tra gli errori più comuni: dimenticare il valore di vitto e alloggio nella base imponibile dei conviventi, non applicare correttamente la regola dei quindici giorni nei mesi di inizio o fine rapporto, omettere la rivalutazione annua. Trattandosi spesso di rapporti gestiti senza intermediari, è consigliabile l'assistenza di un patronato o di un'associazione di categoria al momento della cessazione.
Domande frequenti
Come si calcola il TFR di una colf o badante?
Si accantona ogni anno una quota pari alla retribuzione annua imponibile divisa per 13,5. Per i conviventi la base comprende anche il valore convenzionale di vitto e alloggio, oltre a tabellare, indennità e tredicesima.
Cos'è la regola dei 15 giorni?
Nel lavoro domestico il mese matura il TFR solo se il lavoratore ha prestato servizio per almeno 15 giorni di calendario in quel mese. Se il rapporto inizia dopo la metà del mese, quel mese non concorre.
Il vitto e alloggio incidono sul TFR?
Sì, per i lavoratori conviventi. Il valore convenzionale di vitto e alloggio rientra nella retribuzione imponibile e quindi aumenta la base su cui si calcola la quota annua di TFR.
Il datore può pagare il TFR ogni anno?
Sì, è ammessa la corresponsione annuale delle quote, purché concordata. In assenza di accordo, il TFR viene liquidato in un'unica soluzione alla cessazione del rapporto.
Il TFR accantonato si rivaluta?
Sì. Le quote degli anni precedenti si rivalutano annualmente con il coefficiente di legge, composto da una parte fissa e da una percentuale dell'indice ISTAT. Per i valori aggiornati si rinvia alle tabelle vigenti.