Testo dell'articoloVigente
Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore i nuovi minimi del CCNL Lavoro Domestico: per i conviventi vanno da € 908,10 (livello A) a € 1.474,73 (DS), per i non conviventi da € 6,51/ora (A) a € 9,97/ora (DS). L’accordo Fidaldo-Domina dell’11 febbraio 2026 prevede aumenti progressivi fino al 2028 (+€ 100 totali).
Minimi tabellari — in vigore dal 1° gennaio 2026
- Il minimo d'ingresso a confronto in 8 settori chiave
- Dal minimo tabellare alla busta paga: cosa si aggiunge davvero
| Livello | Minimo mensile lordo |
|---|---|
| DS (badante formata) | 1.474,73 € |
| D | 1.404,51 € |
| CS (badante persona non autosufficiente) | 1.193,84 € |
| C | 1.123,63 € |
| BS (assistente persona autosufficiente / baby-sitter) | 1.053,39 € |
| B (colf generica) | 983,16 € |
| AS | 958,55 € |
| A (mansioni base) | 908,10 € |
Importi = minimo mensile per lavoratori CONVIVENTI del CCNL lavoro domestico (Fidaldo e Domina con Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS e Federcolf), rinnovato il 28 ottobre 2025 (vigenza 2025-2028): i minimi in tabella decorrono dal 1° gennaio 2026 come da verbale della Commissione nazionale dell’11 febbraio 2026 (aumento medio +3,5%). Per i livelli D e DS si aggiunge l’indennità di funzione di 207,69 €. Per i NON conviventi la paga è oraria: da 6,51 € (livello A) a 9,97 € (DS); il livello CS — la badante di persona non autosufficiente, il caso più comune — vale 8,30 €/ora. Assistenza notturna conviventi: 1.372,91 € (CS) e 1.695,99 € (DS); presenza notturna 811,09 €. L’indennità sostitutiva di vitto e alloggio vale 11,32 € al giorno (2,33 pranzo + 2,33 cena + 6,66 alloggio). A questi minimi si aggiungono scatti di anzianità biennali, tredicesima e TFR.
Fonte: tabelle ufficiali 2026 Assindatcolf (parte datoriale firmataria) + banca dati specializzata lavoro domestico, riscontro esatto al centesimo su tutti i livelli. Valori verificati il 4 luglio 2026; i rinnovi possono aggiornare gli importi.
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Tabella riepilogativa
| Livello | Convivente (mese) | Non convivente (ora) | Indennità mensile |
|---|---|---|---|
| A | € 908,10 | € 6,51 | – |
| AS | € 958,55 | € 6,76 | – |
| B | € 983,16 | € 7,01 | – |
| BS | € 1.053,39 | € 7,45 | – |
| C | € 1.123,63 | € 7,86 | – |
| CS | € 1.193,84 | € 8,30 | + € 119,66 conv. / € 0,70/h non conv. |
| D | € 1.404,51 | € 9,57 | – |
| DS | € 1.474,73 | € 9,97 | + € 207,69 conv. / € 1,21/h non conv. |
Importi al lordo, escludono vitto/alloggio (valore convenzionale € 6,66/giorno: pranzo € 2,33 + cena € 2,33 + alloggio € 2,00), tredicesima e contributi a carico del lavoratore (~6%).
Conviventi vs non conviventi
La distinzione fondamentale del CCNL Domestico è tra conviventi (alloggio presso il datore) e non conviventi (a ore). I conviventi hanno minimo mensile e vitto/alloggio gratuito; i non conviventi hanno minimo orario.
Per i conviventi tempo pieno l’orario massimo è 54 ore settimanali. Per i conviventi part-time (orario inferiore a 30h settimanali) si applica una tabella ridotta.
Aumenti contrattuali 2025-2028
Il rinnovo del 28 ottobre 2025 prevede aumenti complessivi di +€ 100 lordi sui minimi del livello B, distribuiti in 4 step:
- 1° novembre 2025: + € 40
- 1° gennaio 2027: + € 20
- 1° gennaio 2028: + € 20
- 1° ottobre 2028: + € 20
A questi si aggiungono gli adeguamenti ISTAT automatici al 90% dell’indice FOI ogni anno (per il 2026: +1,0% rilevato al 30 novembre 2025).
Valore convenzionale di vitto e alloggio
Per i conviventi, il valore convenzionale 2026 di vitto e alloggio è:
| Voce | Valore giornaliero | Valore mensile |
|---|---|---|
| Pranzo | € 2,11 | € 54,86 |
| Colazione + cena | € 2,11 | € 54,86 |
| Alloggio | € 1,84 | € 47,84 |
| Totale | € 6,06 | € 157,56 |
Questo importo è soggetto a contribuzione INPS ma non è erogato in busta paga (il valore è in natura).
Maggiorazioni per bambini
La baby-sitter con bambini sotto i 6 anni ha un’indennità aggiuntiva di € 138,54/mese (conviventi) o € 0,84/ora (non conviventi). Per i conviventi part-time: € 97,06/mese.
L’assistenza a più persone non autosufficienti prevede: + € 119,66/mese (conviventi), + € 0,70/ora (non conviventi).
Casi pratici
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Domande frequenti
Quando sono entrate in vigore le nuove tabelle 2026?
Quanto deve guadagnare una colf di livello B?
Quanto vale il vitto e l'alloggio?
La baby-sitter ha aumenti specifici?
Come si calcola lo stipendio annuale di una badante?
Gli scatti di anzianità esistono nel CCNL Domestico?
Stesso CCNL: consulta anche preavviso, dimissioni e licenziamento, ferie, festività e permessi di colf e badanti, maternità, paternità e congedi parentali, tredicesima mensilità di colf e badanti, malattia e infortunio di colf e badanti e periodo di prova di colf e badanti.
Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Lavoro Domestico (Colf, Badanti, Babysitter). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, il sindacato di categoria o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
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Questa guida spiega la regola generale, ma ogni situazione ha le sue specificità. Per un controllo sul tuo caso puoi trovare un professionista tramite Legge in Chiaro.
In sintesi
Indice dei contenuti
Il lavoro domestico occupa una posizione particolare nel diritto del lavoro italiano: pur trattandosi a tutti gli effetti di lavoro subordinato ai sensi dell'art. 2094 c.c., la peculiarità dell'ambiente - la casa del datore, privo di organizzazione d'impresa - ha portato il legislatore a dettare una disciplina di legge ridotta, lasciando ampio spazio alla contrattazione collettiva di categoria. Per questo, quando si parla di "tabelle retributive" di colf e badanti, il riferimento corretto non è una norma di legge ma le tabelle allegate al CCNL vigente, che vengono aggiornate dalla Commissione paritetica nazionale e pubblicate con cadenza periodica.
Perché gli importi vanno letti sempre sulle tabelle aggiornate
I minimi retributivi del settore domestico non sono cristallizzati nel testo contrattuale ma vengono rivalutati in base alla variazione del costo della vita rilevata dall'Istat. Indicare cifre fisse rischia di trasmettere dati superati: l'importo corretto del minimo per ciascun livello, dell'indennità di vitto e alloggio e degli scatti va sempre verificato sulle tabelle del CCNL in vigore al momento del rapporto. Questo vale tanto per il datore che deve predisporre la busta paga quanto per il lavoratore che vuole controllare la correttezza di quanto percepito.
L'inquadramento per livelli e la struttura della retribuzione
Il contratto suddivide i lavoratori domestici in livelli e fasce, in funzione delle mansioni e dell'autonomia: dalla collaborazione generica all'assistenza a persone non autosufficienti con responsabilità organizzative. A ciascun livello corrisponde un minimo tabellare. Sopra il minimo possono aggiungersi superminimi individuali concordati liberamente, scatti di anzianità maturati con il passare degli anni e indennità accessorie. La distinzione tra lavoratore convivente e non convivente incide sull'orario massimo e sull'eventuale riconoscimento del vitto e alloggio.
Vitto, alloggio e retribuzione in natura
Per il personale convivente, parte del trattamento può essere riconosciuto in natura sotto forma di vitto e alloggio. Il valore convenzionale di questi beni è fissato dalle tabelle contrattuali e concorre a formare la retribuzione imponibile ai fini previdenziali. È un profilo da gestire con attenzione, perché incide sul calcolo dei contributi, della tredicesima e del TFR.
Tredicesima, TFR e mensilità aggiuntive
Al lavoratore domestico spetta la tredicesima mensilità, da corrispondere di norma in occasione delle festività di fine anno, e il trattamento di fine rapporto, che matura anno per anno secondo i criteri dell'art. 2120 c.c. Anche per questi istituti la base di calcolo va costruita sulla retribuzione globale di fatto, comprensiva delle voci stabili come scatti e indennità ricorrenti.
Contribuzione INPS e gestione del rapporto
Il datore di lavoro domestico è tenuto a versare i contributi all'INPS con modalità proprie del settore, su base trimestrale e secondo fasce di importo orario aggiornate annualmente dall'Istituto. La misura dei contributi e le fasce vanno lette sulle circolari INPS aggiornate, non su valori fissi. La regolarità contributiva è condizione per l'accesso del lavoratore alle tutele previdenziali (malattia, maternità, disoccupazione, pensione).
Cosa controllare in concreto nella busta paga
Per evitare contenziosi conviene verificare la coerenza tra livello dichiarato e mansioni effettivamente svolte, la corretta applicazione del minimo tabellare del livello, il computo delle ore di lavoro e degli eventuali straordinari, il riconoscimento di scatti maturati e l'esattezza delle trattenute previdenziali. In caso di dubbio, il confronto va sempre fatto con il testo e le tabelle del CCNL vigente alla data del rapporto.
Domande frequenti
Gli importi delle tabelle del lavoro domestico sono fissati dalla legge?
No. La legge detta solo una disciplina minima del settore; i minimi retributivi, le indennità e gli scatti sono stabiliti dal CCNL di categoria e aggiornati periodicamente. Vanno sempre letti sulle tabelle del contratto in vigore.
Come incide il vitto e alloggio sulla retribuzione del convivente?
Per il personale convivente vitto e alloggio possono costituire parte del trattamento in natura, con un valore convenzionale fissato dalle tabelle contrattuali che concorre alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali.
Spettano tredicesima e TFR a colf e badanti?
Sì. Il lavoratore domestico ha diritto alla tredicesima mensilità e al trattamento di fine rapporto, calcolato secondo i criteri dell'art. 2120 c.c. sulla retribuzione globale di fatto.
Ogni quanto si versano i contributi INPS per il lavoro domestico?
La contribuzione segue regole proprie del comparto, con versamento di norma trimestrale e fasce di importo orario aggiornate annualmente dall'INPS, da verificare sulle circolari dell'Istituto.
Cosa fare se la retribuzione percepita sembra inferiore al minimo?
Va confrontato l'inquadramento con le mansioni svolte e l'importo con il minimo tabellare del livello sul CCNL vigente. Se emerge una differenza, si possono richiedere gli arretrati maturati nei termini di prescrizione.