Testo dell'articoloIn aggiornamento
Con la sentenza n. 210/2022 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo, per gli anni 2017-2019, l’obbligo delle Camere di commercio di versare allo Stato i risparmi derivanti da varie misure di contenimento della spesa.
Di cosa si tratta
Le Camere di commercio sono enti pubblici che si finanziano in larga parte con il diritto annuale a carico delle imprese e svolgono funzioni a favore del sistema economico locale. Negli anni lo Stato ha imposto a molti enti pubblici misure di riduzione della spesa (su consulenze, incarichi, autovetture, eccetera), prevedendo che i risparmi cosi ottenuti fossero versati al bilancio statale. Applicate alle Camere di commercio, queste regole comportavano che risorse alimentate dai contributi delle imprese del territorio finissero nelle casse dello Stato, anziche restare a servizio dell’economia locale. Il giudice rimettente ha sollevato la questione, dubitando della legittimita di questo drenaggio di risorse di enti dotati di autonomia e finanziati dai propri iscritti.
La questione di legittimità costituzionale
Erano impugnate diverse norme (art. 61 del d.l. n. 112 del 2008, art. 6 del d.l. n. 78 del 2010, art. 8 del d.l. n. 95 del 2012, art. 50 del d.l. n. 66 del 2014) nella parte in cui imponevano alle Camere di commercio di versare al bilancio dello Stato i risparmi di spesa, con riferimento agli artt. 3, 53, 97 e 118 della Costituzione e all’autonomia di tali enti.
La decisione della Corte
La Corte ha dichiarato l’illegittimita costituzionale di tali disposizioni, limitatamente alla loro applicazione alle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per il periodo dal 1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2019, nella parte in cui prevedono che le somme derivanti dalle riduzioni di spesa siano versate annualmente al bilancio dello Stato.
Il principio
Le risorse delle Camere di commercio, alimentate dai contributi delle imprese e destinate al sostegno del sistema economico locale, non possono essere drenate verso il bilancio dello Stato attraverso l’obbligo di versare i risparmi di spesa, almeno per il periodo considerato.
Domande e risposte
Cosa cambia per le Camere di commercio?
Per gli anni 2017-2019 viene meno l’obbligo, dichiarato illegittimo, di versare allo Stato i risparmi derivanti dalle misure di contenimento della spesa: quelle risorse restano nella disponibilita dell’ente.
Perche il drenaggio e stato ritenuto illegittimo?
Perche le Camere di commercio sono finanziate dai contributi delle imprese e svolgono funzioni a favore dell’economia locale: sottrarre quelle risorse al bilancio statale ne comprometteva l’autonomia e la funzione.
La pronuncia vale per tutti gli enti pubblici?
No. Riguarda specificamente l’applicazione di quelle norme alle Camere di commercio e per il periodo 2017-2019.
Norme collegate
- Art. 97 della Costituzione — buon andamento e autonomia organizzativa dell’amministrazione
- Art. 3 della Costituzione — principio di ragionevolezza nel trattamento di enti finanziati dai propri iscritti
- Art. 118 della Costituzione — principio di sussidiarieta e funzioni amministrative, evocato per gli enti del territorio
Vedi anche
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.