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Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
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La Corte costituzionale ha dichiarato illegittime le norme della Regione Calabria che fissavano il numero dei consiglieri a 40 anziché a 30 e quello degli assessori a non più di otto anziché di sei, in contrasto con i parametri statali di coordinamento della finanza pubblica.

Di cosa si tratta

Il caso riguarda i limiti che lo Stato può porre alla composizione degli organi regionali per esigenze di contenimento della spesa. La delibera statutaria calabrese riduceva il numero dei componenti del Consiglio e della Giunta, ma in misura inferiore a quella imposta dalla normativa statale, parametrata al numero degli abitanti.

La questione di legittimità costituzionale

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato la delibera legislativa statutaria della Regione Calabria per violazione dell’art. 117, terzo comma, della Costituzione, in relazione all’art. 14 del decreto-legge n. 138 del 2011 (principio di coordinamento della finanza pubblica), e dell’art. 127 Cost.

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato illegittimi l’art. 1, nella parte in cui fissava il numero dei consiglieri a 40 anziché a 30, e l’art. 2, nella parte in cui prevedeva fino a otto assessori anziché sei. Ha invece dichiarato inammissibile, per assoluta carenza di motivazione, la censura riferita all’art. 127 Cost.

Il principio

I parametri statali che fissano il rapporto tra abitanti, consiglieri e assessori costituiscono principi di coordinamento della finanza pubblica e attuano il principio di eguaglianza nel rapporto tra elettori ed eletti: le Regioni devono rispettarli, non potendo prevedere organi più numerosi di quanto consentito.

Domande e risposte

Perché lo Stato può imporre il numero di consiglieri e assessori regionali?

Perché la norma statale, fissando un rapporto tra abitanti, eletti e nominati, costituisce un principio di coordinamento della finanza pubblica e garantisce l’eguaglianza nel rapporto tra elettori e rappresentanti.

Che cosa ha stabilito la Corte sui numeri della Calabria?

Che i consiglieri dovevano essere 30 e non 40 e gli assessori non più di sei e non di otto, dichiarando illegittime le norme che fissavano i numeri superiori.

Perché la censura sull’art. 127 Cost. è stata respinta?

Perché il Governo non aveva svolto alcuna argomentazione sulla sua violazione: la censura è stata dichiarata inammissibile per carenza di motivazione.

Norme collegate

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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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