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Con la sentenza n. 267/2022 la Corte costituzionale ha respinto le censure dello Stato contro alcune norme della legge di stabilita della Valle d’Aosta, ritenendole compatibili con il buon andamento e con l’armonizzazione dei bilanci pubblici.

Di cosa si tratta

Anche le Regioni a statuto speciale, come la Valle d’Aosta, godono di ampia autonomia finanziaria, ma devono rispettare i principi statali in materia di contabilita pubblica. Lo Stato puo impugnare le leggi regionali di bilancio quando ritiene che alterino l’equilibrio dei conti o invadano la sua competenza ad armonizzare i bilanci. In questo caso il Presidente del Consiglio dei ministri aveva contestato alcune disposizioni della legge di stabilita regionale, ritenendole in contrasto con le regole di contabilita e con il buon andamento dell’amministrazione. La Corte e stata chiamata a verificare se le scelte del legislatore regionale rientrassero nei margini di autonomia consentiti o se invece travalicassero i limiti posti dalla Costituzione. La pronuncia conferma che non ogni scelta contabile regionale e illegittima: occorre dimostrare un effettivo contrasto con i principi statali.

La questione di legittimita costituzionale

Erano impugnati, in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri, gli artt. 5, commi 9 e 10, e 18 della legge della Regione Valle d’Aosta n. 35 del 2021 (legge di stabilita regionale). I parametri evocati erano l’art. 97 della Costituzione (buon andamento della pubblica amministrazione) e l’art. 117 (armonizzazione dei bilanci e coordinamento della finanza pubblica).

La decisione della Corte

La Corte ha dichiarato non fondate le questioni. Le norme regionali impugnate non risultavano in contrasto con i parametri costituzionali invocati: le scelte contabili della Regione rientravano nei margini della sua autonomia e non violavano ne il buon andamento ne l’armonizzazione dei bilanci pubblici. Le disposizioni regionali restano quindi in vigore.

Il principio

L’autonomia finanziaria delle Regioni, anche a statuto speciale, incontra i limiti dei principi statali di contabilita pubblica, ma lo Stato che impugna deve dimostrarne l’effettiva violazione. In assenza di un contrasto concreto con l’armonizzazione dei bilanci o con il buon andamento, le scelte regionali sono legittime.

Domande e risposte

Non fondata significa che la Regione aveva ragione?

Significa che le censure dello Stato non hanno superato l’esame della Corte: le norme regionali sono compatibili con la Costituzione e restano efficaci.

Le Regioni a statuto speciale possono fare cio che vogliono con i conti?

No. Hanno maggiore autonomia, ma devono comunque rispettare i principi statali di armonizzazione dei bilanci e di coordinamento della finanza pubblica.

Perche conta il buon andamento dell’amministrazione?

Perche l’art. 97 della Costituzione impone che gli uffici pubblici siano organizzati in modo efficiente e imparziale; anche le scelte di bilancio devono rispettare questo principio.

Norme collegate

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Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
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