Art. 142 c.p.
Articolo abrogato dalla L. 26 luglio 1975, n. 354. Fonte: Normattiva.
Autore
Andrea Marton
Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
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Articolo abrogato dalla L. 26 luglio 1975, n. 354. Fonte: Normattiva.

Articolo abrogato dalla L. 26 luglio 1975, n. 354. Fonte: Normattiva.

Articolo abrogato dalla L. 26 luglio 1975, n. 354. Fonte: Normattiva.

In vigore dal 1° luglio 1931
Negli stabilimenti penitenziari, ai condannati è corrisposta una remunerazione per il lavoro prestato.
Sulla remunerazione, salvo che l’adempimento delle obbligazioni sia altrimenti eseguito, sono prelevate nel seguente ordine:
:1) le somme dovute a titolo di risarcimento del danno;
:2) le spese che lo Stato sostiene per il mantenimento del condannato;
:3) le somme dovute a titolo di rimborso delle spese del procedimento.
In ogni caso deve essere riservata a favore del condannato una quota pari a un terzo della remunerazione, a titolo di peculio. Tale quota non è soggetta a pignoramento o a sequestro.

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Nell’esercizio del potere discrezionale indicato nell’articolo precedente, il giudice deve tener conto della gravità del reato, desunta:
1° dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall’oggetto, dal tempo, dal luogo e da ogni altra modalità dell’azione;
2° dalla gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato;
3° dalla intensità del dolo o dal grado della colpa.
Il giudice deve tener conto, altresì, della capacità a delinquere del colpevole, desunta:
1° dai motivi a delinquere e dal carattere del reo;
2° dai precedenti penali e giudiziari e, in genere, dalla condotta e dalla vita del reo, antecedenti al reato;
3° dalla condotta contemporanea o susseguente al reato;
4° dalle condizioni di vita individuale, famigliare e sociale del reo.

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
del reo; valutazione agli effetti della pena pecuniaria).
Nella determinazione dell’ammontare della multa o dell’ammenda il giudice deve tenere conto, oltre che dei criteri indicati dall’articolo precedente, anche delle condizioni economiche e patrimoniali del reo.
Il giudice può aumentare la multa o l’ammenda stabilite dalla legge sino al triplo o diminuirle sino ad un terzo quando, per le condizioni economiche e patrimoniali del reo, ritenga che la misura massima sia inefficace ovvero che la misura minima sia eccessivamente gravosa.

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Il giudice, con la sentenza di condanna o con il decreto penale, può disporre, in relazione alle condizioni economiche e patrimoniali del condannato, che la multa o l’ammenda venga pagata in rate mensili da sei a sessanta . Ciascuna rata tuttavia non può essere inferiore a lire trentamila. Non sono dovuti interessi per la rateizzazione.
In ogni momento il condannato può estinguere la pena mediante un unico pagamento.

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Le pene temporanee si applicano a giorni, a mesi e ad anni.
Nelle condanne a pene temporanee non si tien conto delle frazioni di giorno, e, in quelle a pene pecuniarie, delle frazioni di lira.

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Salvo quanto previsto da particolari disposizioni di legge, quando, per qualsiasi effetto giuridico, si deve eseguire un ragguaglio fra pene pecuniarie e pene detentive, il computo ha luogo calcolando euro 250, o frazione di euro 250, di pena pecuniaria per un giorno di pena detentiva.

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Le pene principali della multa e dell’ammenda, non eseguite entro il termine di cui all’articolo 660 del codice di procedura penale indicato nell’ordine di esecuzione, si convertono a norma degli articoli 102 e 103 della legge 24 novembre 1981, n. 689. La pena pecuniaria sostitutiva della reclusione o dell’arresto, non eseguita entro lo stesso termine, si converte a norma dell’articolo 71 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
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Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
La carcerazione sofferta prima che la sentenza sia divenuta irrevocabile si detrae dalla durata complessiva della pena temporanea detentiva o dall’ammontare della pena pecuniaria.
La carcerazione preventiva è considerata, agli effetti della detrazione, come reclusione od arresto.

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Quando il giudizio seguito all’estero è rinnovato nello Stato, la pena scontata all’estero è sempre computata, tenendo conto della specie di essa; e, se vi è stata all’estero carcerazione preventiva, si applicano le disposizioni dell’articolo precedente.