Art. 171 c.p. Morte del reo dopo la condanna
In vigore dal 1° luglio 1931
La morte del reo, avvenuta dopo la condanna, estingue la pena.
Autore
Andrea Marton
Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
Metodo editoriale
Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia
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In vigore dal 1° luglio 1931
La morte del reo, avvenuta dopo la condanna, estingue la pena.

In vigore dal 1° luglio 1931
Nelle contravvenzioni, per le quali la legge stabilisce la sola pena dell’ammenda, il contravventore è ammesso a pagare, prima dell’apertura del dibattimento, ovvero prima del decreto di condanna, una somma corrispondente alla terza parte del massimo della pena stabilita dalla legge per la contravvenzione commessa, oltre le spese del procedimento. Il pagamento estingue il reato.(1)

In vigore dal 1° luglio 1931
La morte del reo, avvenuta prima della condanna, estingue il reato.

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Nei reati punibili a querela della persona offesa, la remissione estingue il reato.
La remissione è processuale o estraprocessuale. La remissione estraprocessuale è espressa o tacita. Vi è remissione tacita, quando il querelante ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di persistere nella querela.
Vi è altresì remissione tacita:
1) quando il querelante, senza giustificato motivo, non compare all’udienza alla quale è stato citato in qualità di testimone;
2) quando il querelante ha partecipato a un programma di giustizia riparativa concluso con un esito riparativo; nondimeno, quando l’esito riparativo comporta l’assunzione da parte dell’imputato di impegni comportamentali, la querela si intende rimessa solo quando gli impegni sono stati rispettati.
La disposizione di cui al terzo comma, numero 1), non si applica quando il querelante è persona incapace per ragioni, anche sopravvenute, di età o di infermità, ovvero persona in condizione di particolare vulnerabilità ai sensi dell’articolo 90-quater del codice di procedura penale. La stessa disposizione non si applica altresì quando la persona che ha proposto querela ha agito nella qualità di esercente la responsabilità genitoriale su un minore, ovvero di rappresentante legale di una persona minore o incapace, ovvero di persona munita di poteri per proporre querela nell’interesse della persona offesa priva in tutto o in parte di autonomia, ovvero di curatore speciale nominato ai sensi dell’articolo 121.
La remissione può intervenire solo prima della condanna, salvi i casi per i quali la legge disponga altrimenti.
La remissione non può essere sottoposta a termini o a condizioni.
Nell’atto di remissione può essere fatta rinuncia al diritto alle restituzioni e al risarcimento del danno.

In vigore dal 1° luglio 1931
Per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti a cagione di infermità di mente, il diritto di remissione è esercitato dal loro legale rappresentante.
I minori, che hanno compiuto gli anni quattordici, e gli inabilitati possono esercitare il diritto di remissione, anche quando la querela è stata proposta dal rappresentante, ma, in ogni caso, la remissione non ha effetto senza l’approvazione di questo.
Il rappresentante può rimettere la querela proposta da lui o dal rappresentato, ma la remissione non ha effetto, se questi manifesta volontà contraria.
Le disposizioni dei capoversi precedenti si applicano anche nel caso in cui il minore raggiunge gli anni quattordici, dopo che è stata proposta la querela.

In vigore dal 1° luglio 1931
Se la querela è stata proposta da più persone, il reato non si estingue se non interviene la remissione di tutti i querelanti.
Se tra più persone offese da un reato taluna soltanto ha proposto querela, la remissione, che questa ha fatto, non pregiudica il diritto di querela delle altre.

Testo vigente – R.D. 1398/1930 (aggiornato da Normattiva)
Il diritto di remissione si estingue con la morte della persona offesa dal reato.

In vigore dal 1° luglio 1931
Se, prima dell’esecuzione di una pena restrittiva della libertà personale o durante l’esecuzione, sopravviene al condannato una infermità psichica, il giudice, qualora ritenga che l’infermità sia tale da impedire l’esecuzione della pena, ordina che questa sia differita o sospesa e che il condannato sia ricoverato in un manicomio giudiziario, ovvero in una casa di cura e di custodia. Il giudice può disporre che il condannato, invece che in un manicomio giudiziario, sia ricoverato in un manicomio comune, se la pena inflittagli sia inferiore a tre anni di reclusione o di arresto, e non si tratti di delinquente o contravventore abituale o professionale o di delinquente per tendenza.
La disposizione precedente si applica anche nel caso in cui, per infermità psichica sopravvenuta, il condannato alla pena di morte (1) deve essere ricoverato in un manicomio giudiziario.
Il provvedimento di ricovero è revocato, e il condannato è sottoposto alla esecuzione della pena, quando sono venute meno le ragioni che hanno determinato tale provvedimento.

Articolo abrogato dalla L. 26 luglio 1975, n. 354. Fonte: Normattiva.

Articolo abrogato dalla L. 26 luglio 1975, n. 354. Fonte: Normattiva.

Articolo abrogato dalla L. 26 luglio 1975, n. 354. Fonte: Normattiva.

Articolo abrogato dalla L. 26 luglio 1975, n. 354. Fonte: Normattiva.
Spiegazione
La morte del reo avvenuta dopo la condanna estingue la pena (e gli effetti penali). Se la morte avviene prima della condanna definitiva, si estingue invece il reato (art. 150).
Come funziona e quando si applica
È espressione del carattere personale della responsabilità penale: la pena non si trasmette agli eredi. Restano però le obbligazioni civili (risarcimento del danno), che gravano sull’eredità.
Esempio pratico
Se una persona condannata muore prima di scontare la pena, la pena si estingue; gli eredi non la «ereditano».
Domande frequenti
Cosa succede alla pena se il condannato muore?
Si estingue: la morte del reo dopo la condanna estingue la pena (art. 171); se avviene prima della condanna, estingue il reato (art. 150).
Norme collegate
Spiegazione divulgativa a scopo informativo, aggiornata alla normativa vigente; non sostituisce una consulenza legale sul caso concreto.