Autore: Andrea Marton

Autore

Andrea Marton

Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale

Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.

Metodo editoriale

  • Ogni scheda parte dal testo vigente pubblicato su Normattiva, non da rielaborazioni di terzi.
  • Le tabelle retributive CCNL sono ricostruite dai PDF ARAN e dai testi contrattuali depositati dalle parti firmatarie.
  • Vigenze e rinnovi sono verificati alla fonte e riportati con la data della verifica: quando un contratto viene rinnovato, le schede collegate vengono corrette.
  • Importi, aliquote e scadenze sono verificati sulle fonti primarie indicate in fondo a ogni scheda, con la data della verifica.
  • Gli errori segnalati vengono corretti e la correzione resta visibile nella pagina.

Fonti consultateNormattiva · Gazzetta Ufficiale · ARAN · Agenzia delle Entrate · INPS · INAIL · Banca d’Italia

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I contenuti pubblicati hanno finalità esclusivamente informativa e divulgativa: non costituiscono consulenza professionale e non sostituiscono il parere di un professionista abilitato. Per la valutazione del caso concreto occorre sempre rivolgersi a un professionista.

  • CCNL Metalmeccanica PMI Confapi: tredicesima, mensilità aggiuntive e welfare

    CCNL Metalmeccanica PMI (Confapi)

    CCNL Metalmeccanica PMI Confapi: tredicesima, mensilità aggiuntive e welfare

    Tutto sulla tredicesima mensilità, il welfare contrattuale e i premi nel CCNL Unionmeccanica Confapi: calcolo, ratei, quando e quanto si percepisce, e perché non è prevista la quattordicesima a livello nazionale.

    In sintesi

    Il CCNL Metalmeccanica PMI Confapi prevede la tredicesima mensilità corrisposta a dicembre, pari a 173 ore di retribuzione globale di fatto. Il contratto nazionale non prevede la quattordicesima. Il welfare contrattuale (art. 52) è di 200 euro annui in beni e servizi, che il rinnovo 2025-2028 porta a 250 euro dal 2028. Il premio di risultato è demandato alla contrattazione aziendale.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    Unionmeccanica (Confapi) · FIM-CISL · FIOM-CGIL · UILM-UIL
    Tredicesima
    173 ore di retribuzione globale, erogata a dicembre (proporzionale per part-time)
    Quattordicesima
    Non prevista dal CCNL nazionale (solo da accordi aziendali)
    Welfare contrattuale
    200 euro annui in beni e servizi (art. 52), non riproporzionabili per il part-time e fuori dalla base del TFR; 250 euro dal 2028 col rinnovo 2025-2028

    Tabella riepilogativa

    Tredicesima mensilità stimata per livello – CCNL Metalmeccanica PMI Confapi (minimi in vigore dal 1° giugno 2026)
    Livello Retribuzione mensile base (€) Tredicesima stimata (€)
    1° 1.639,96 ~1.639,96
    2° 1.811,11 ~1.811,11
    3° 2.009,48 ~2.009,48
    4° 2.096,58 ~2.096,58
    5° 2.245,87 ~2.245,87
    6° 2.407,97 ~2.407,97
    7° 2.583,36 ~2.583,36
    8° (e 8° Quadro) 2.809,37 ~2.809,37
    9° (e 9° Quadro) 3.124,30 ~3.124,30

    La tredicesima stimata coincide con la retribuzione mensile base perché è calcolata su 173 ore – lo stesso divisore che trasforma la retribuzione mensile in oraria e quindi in 173 ore mensili equivalenti. Eventuali scatti di anzianità, superminimi e indennità fisse si aggiungono. I minimi sono quelli della scheda tabelle retributive, che riporta anche gli aumenti 2027 e 2028. Per i part-time, la tredicesima è proporzionale alle ore contrattuali.

    Come si calcola la tredicesima: la formula

    Ai sensi del CCNL Unionmeccanica Confapi, la tredicesima è pari a 173 ore della retribuzione globale di fatto. La retribuzione globale di fatto comprende:

    • Il minimo tabellare mensile del livello di inquadramento.
    • Gli scatti di anzianità maturati.
    • Il superminimo individuale non assorbibile eventualmente concordato.
    • Le indennità fisse e continuative (es. indennità di funzione, cassa, rischio – se erogate in modo continuativo).

    Non rientrano nel calcolo della tredicesima le voci variabili (straordinario, compensi per lavori speciali, indennità occasionali) né il welfare contrattuale.

    La formula concreta: tredicesima = (retribuzione globale mensile ÷ 173) × 173 = retribuzione globale mensile, il che significa che la tredicesima è equivalente a un mese di retribuzione globale base. Il passaggio attraverso le ore serve per i contratti a tempo parziale (dove l’importo si riduce proporzionalmente).

    Ratei di tredicesima: assunzioni e cessazioni

    Per i rapporti che iniziano o terminano nel corso dell’anno, la tredicesima matura per dodicesimi: ogni mese intero lavorato dà diritto a 1/12 della tredicesima. Le frazioni di mese superiori a 15 giorni si arrotondano a un mese intero.

    In caso di cessazione del rapporto, le mensilità di tredicesima maturate e non ancora percepite sono liquidate come spettanza di fine rapporto (insieme al TFR e alle ferie non godute).

    Quattordicesima: non prevista dal CCNL nazionale

    Il CCNL Unionmeccanica Confapi non prevede la quattordicesima mensilità come istituto contrattuale nazionale. Si tratta di un’importante differenza rispetto ad alcuni altri CCNL (es. commercio, turismo, artigianato metalmeccanico in alcune aree) che la prevedono. Le aziende metalmeccaniche PMI Confapi che volessero erogarla lo farebbero per accordo aziendale autonomo, non per obbligo contrattuale nazionale.

    Welfare contrattuale: i 200 euro annui

    Il CCNL del 26 maggio 2021 (art. 52) ha introdotto dal 2022 l’obbligo per le aziende di mettere a disposizione di tutti i dipendenti strumenti di welfare del valore di 200 euro l’anno, da usare entro il 31 dicembre. Ne hanno diritto, superata la prova, i lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio o assunti entro il 31 dicembre e i tempi determinati con almeno tre mesi di anzianità nell’anno; sono esclusi i lavoratori in aspettativa non retribuita. Il valore non si riproporziona per il part-time ed è escluso dalla base di calcolo del TFR.

    Per gli anni 2022-2024 il testo del 2021 prevedeva la messa a disposizione degli strumenti entro febbraio di ciascun anno. Per il periodo successivo il rinnovo 2025-2028 conferma i 200 euro annui di flexible benefit e li porta a 250 euro dal 2028 (vedi la scheda tabelle retributive). Il welfare non è erogato in denaro ma in beni e servizi (opere e servizi per finalità sociali, istruzione, assistenza, ricreazione, anche tramite piattaforma o voucher), che il contratto elenca in allegato all’art. 52 con il riferimento all’art. 51 TUIR.

    Elemento perequativo (art. 48)

    Nelle aziende prive di contrattazione di secondo livello con contenuti economici, ai lavoratori in forza al 1° gennaio che nell’anno precedente hanno percepito solo importi fissati dal CCNL (senza superminimi, premi o altri compensi soggetti a contribuzione) spetta con la retribuzione di giugno una cifra annua di 485 euro onnicomprensiva e non incidente sul TFR, ridotta in proporzione ai mesi di rapporto dell’anno precedente o se ci sono retribuzioni aggiuntive (art. 48 CCNL 26 maggio 2021).

    Premio di risultato: contrattazione aziendale

    Il CCNL Unionmeccanica Confapi demanda il premio di risultato alla contrattazione di secondo livello (aziendale o, in mancanza, territoriale). Il premio (art. 47) è calcolato solo con riferimento ai risultati di programmi concordati, è totalmente variabile e non determinabile a priori, e gli importi sono comunicati alle RSU entro luglio dell’anno successivo ai risultati; ne hanno diritto i lavoratori in forza a quella data. I premi aziendali possono essere collegati a parametri di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione. Le somme erogate come premi di risultato ai sensi degli accordi di secondo livello beneficiano, nel 2026 e nel 2027, dell’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 euro annui (L. 208/2015 come modificata dalla legge di bilancio 2026).

    Casi pratici

    Tizio – Tredicesima per anno intero al 5° livello
    Tizio è in 5ª categoria da gennaio con retribuzione mensile di 2.245,87 €, un solo scatto biennale di 29,64 € (art. 41) e nessun superminimo. Retribuzione globale: 2.275,51 €. La tredicesima di dicembre sarà pari a 2.275,51 € lordi, ragguagliati a 173 ore; il netto dipende dall’IRPEF applicabile.
    Caia – Assunzione a maggio, rateo tredicesima
    Caia è assunta il 5 maggio 2026 in 3ª categoria. Da maggio a dicembre fa 8 mesi (maggio conta come mese intero perché la frazione supera i 15 giorni). Il rateo di tredicesima è 8/12 di 2.009,48 € = circa 1.339,65 € lordi, liquidati a dicembre 2026.
    Sempronio – Welfare contrattuale 200 euro
    Sempronio è in forza al 1° gennaio e ha superato la prova. L’azienda mette a sua disposizione 200 euro di strumenti di welfare sulla piattaforma adottata (ad es. un corso o una visita specialistica) da usare entro il 31 dicembre. La somma non è in denaro, non si riproporziona se Sempronio è part-time e non entra nel TFR (art. 52).

    Domande frequenti

    Quando viene pagata la tredicesima nel CCNL Metalmeccanica PMI Confapi?
    A dicembre, in occasione della ricorrenza natalizia. Per i rapporti iniziati o terminati nel corso dell’anno, è proporzionale ai mesi interi lavorati (1/12 per ogni mese).
    Come si calcola la tredicesima nel CCNL PMI Confapi?
    È pari a 173 ore della retribuzione globale di fatto (minimo tabellare + scatti + superminimi fissi + indennità continuative). In pratica equivale a un mese di retribuzione base. Per i part-time è proporzionale alle ore contrattuali.
    Il CCNL Metalmeccanica PMI Confapi prevede la quattordicesima mensilità?
    No. Il CCNL Unionmeccanica Confapi non prevede la quattordicesima a livello nazionale. Solo eventuali accordi aziendali autonomi possono introdurla.
    Cos’è il welfare contrattuale da 200 euro nel CCNL PMI Confapi?
    Sono 200 euro annui in beni e servizi (non in denaro, art. 52), spettanti ai dipendenti che hanno superato la prova, senza riproporzionamento per il part-time. Il rinnovo 2025-2028 li porta a 250 euro dal 2028.
    Come viene erogato il premio di risultato nel settore metalmeccanica PMI Confapi?
    Non è stabilito dal CCNL nazionale ma dalla contrattazione aziendale. Gli accordi aziendali su produttività, redditività o qualità consentono di applicare, nel 2026 e nel 2027, l’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 euro annui.

    Fonti: Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) · premi di risultato 2026-2027. Dati verificati su queste fonti a ottobre 2026.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2025-2026, preavviso, modulo telematico, giusta causa, preavviso e licenziamento, ferie, permessi e PAR, maternità, paternità e congedi e malattia, infortunio e comporto.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono riferite al CCNL Unionmeccanica Confapi (testo base 26 maggio 2021, codice CNEL C018) e alla dichiarazione comune del 17 gennaio 2025. Per situazioni specifiche consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali di categoria (FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Art. 228 cod. ass. – Misure a seguito della verifica di solvibilità dell’impresa controllante (abrogato)

    Art. 228 cod. ass. – Misure a seguito della verifica di solvibilità dell’impresa controllante

    D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private

    Articolo abrogato. Non è più in vigore: l’abrogazione è stata disposta dal D.Lgs. 12 maggio 2015, n. 74. Il testo previgente è riportato qui sotto a fini di consultazione storica.

    Testo previgente

    L’ISVAP, se in base alla verifica sulla solvibilità dell’impresa controllante di cui all’articolo 218, ritiene che la solvibilità di un’impresa di assicurazione o di riassicurazione di cui all’articolo 210, comma 2, è compromessa o rischia di esserlo, richiede all’impresa di assicurazione o di riassicurazione o all’impresa di partecipazione assicurativa [o all’impresa di partecipazione finanziaria mista] capogruppo di presentare un programma di intervento atto a garantire la solvibilità, anche futura, dell’impresa stessa.

    2. Quando le condizioni di solvibilità in capo all’impresa controllante non sono ripristinate, ovvero in caso di mancata presentazione o mancata esecuzione del programma di cui al comma 1, l’ISVAP, fatta salva l’applicazione delle disposizioni di cui al titolo VII, capo III, può: a) assoggettare a preventiva autorizzazione qualsiasi operazione di cui all’articolo 215, nonché le operazioni tra le imprese controllate dall’impresa di assicurazione o di riassicurazione di cui all’articolo 210, comma 2, e le imprese di cui all’articolo 211, comma 1, lettere b) e c), legate con l’impresa medesima da rapporti di controllo; b) imporre l’accantonamento degli utili che sarebbero distribuibili alla controllante in un’apposita riserva di patrimonio netto

  • Art. 47-bis Cont. Trib. – sospensione aiuti di Stato

    Art. 47-bis Cont. Trib. – sospensione aiuti di Stato

    Art. 47 Bis Cont. Trib. – Sospensione di atti volti al recupero di aiuti di Stato e definizione delle relative controversie

    D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 – testo aggiornato

    1. Qualora sia chiesta in via cautelare la sospensione dell’esecuzione di un atto volto al recupero di aiuti di Stato dichiarati incompatibili in esecuzione di una decisione adottata dalla Commissione europea ai sensi dell’articolo 14 del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, di seguito denominata: “decisione di recupero”, la corte di giustizia tributaria di primo grado può concedere la sospensione dell’efficacia del titolo di pagamento conseguente a detta decisione se ricorrono cumulativamente le seguenti condizioni: a) gravi motivi di illegittimità della decisione di recupero, ovvero evidente errore nella individuazione del soggetto tenuto alla restituzione dell’aiuto di Stato o evidente errore nel calcolo della somma da recuperare e nei limiti di tale errore; b) pericolo di un pregiudizio imminente e irreparabile.

    2. Qualora la sospensione si fondi su motivi attinenti alla illegittimità della decisione di recupero la corte di giustizia tributaria di primo grado provvede con separata ordinanza alla sospensione del giudizio e all’immediato rinvio pregiudiziale della questione alla Corte di giustizia delle Comunità europee, con richiesta di trattazione d’urgenza ai sensi dell’articolo 104-ter del regolamento di procedura della Corte di giustizia del 19 giugno 1991, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee n. L 176 del 4 luglio 1991, e successive modificazioni, se ad essa non sia stata già deferita la questione di validità dell’atto comunitario contestato. Non può, in ogni caso, essere accolta l’istanza di sospensione dell’atto impugnato per motivi attinenti alla legittimità della decisione di recupero quando la parte istante, pur avendone facoltà perchè individuata o chiaramente individuabile, non abbia proposto impugnazione avverso la decisione di recupero ai sensi dell’articolo 230 del Trattato istitutivo della Comunità europea, e successive modificazioni, ovvero quando, avendo proposto l’impugnazione, non abbia richiesto la sospensione della decisione di recupero ai sensi dell’articolo 242 del Trattato medesimo ovvero l’abbia richiesta e la sospensione non sia stata concessa.

    3. Fermi restando i presupposti di cui ai commi 1 e 2, si applicano le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 4, 5, 7 e 8 dell’articolo 47; ai fini dell’applicazione del comma 8 rileva anche il mutamento del diritto comunitario.

    4. Le controversie relative agli atti di cui al comma 1 sono definite, nel merito, nel termine di sessanta giorni dalla pronuncia dell’ordinanza di sospensione di cui al medesimo comma 1. Alla scadenza del termine di sessanta giorni dall’emanazione dell’ordinanza di sospensione, il provvedimento perde comunque efficacia, salvo che la corte di giustizia tributaria di primo grado entro il medesimo termine riesamini, su istanza di parte, l’ordinanza di sospensione e ne disponga la conferma, anche parziale, sulla base dei presupposti di cui ai commi 1 e 2, fissando comunque un termine di efficacia, non prorogabile, non superiore a sessanta giorni. Non si applica la disciplina sulla sospensione feriale dei termini. Nel caso di rinvio pregiudiziale il termine di cui al primo periodo è sospeso dal giorno del deposito dell’ordinanza di rinvio e riprende a decorrere dalla data della trasmissione della decisione della Corte di giustizia delle Comunità europee.

    5. Le controversie relative agli atti di cui al comma 1 sono discusse in pubblica udienza e, subito dopo la discussione, il Collegio giudicante delibera la decisione in camera di consiglio. Il Presidente redige e sottoscrive il dispositivo e ne dà lettura in udienza, a pena di nullità.

    6. La sentenza è depositata nella segreteria della corte di giustizia tributaria di primo grado entro quindici giorni dalla lettura del dispositivo. Il segretario fa risultare l’avvenuto deposito apponendo sulla sentenza la propria firma e la data e ne dà immediata comunicazione alle parti.

    7. In caso di impugnazione della sentenza pronunciata sul ricorso avverso uno degli atti di cui al comma 1, tutti i termini del giudizio di appello davanti alla corte di giustizia tributaria di secondo grado, ad eccezione di quello stabilito per la proposizione del ricorso, sono ridotti alla metà. Nel processo di appello le controversie relative agli atti di cui al comma 1 hanno priorità assoluta nella trattazione. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 4, terzo e quarto periodo, 5 e 6.

  • Art. 47 Cont. Trib. – Sospensione dell’atto impugnato

    Art. 47 Cont. Trib. – Sospensione dell’atto impugnato

    Art. 47 Cont. Trib. – Sospensione dell’atto impugnato

    D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 – testo aggiornato

    1. Il ricorrente, se dall’atto impugnato può derivargli un danno grave ed irreparabile, può chiedere alla corte di giustizia tributaria di primo o di secondo grado presso la quale è pendente il giudizio, ovvero adita ai sensi dell’articolo 62-bis la sospensione dell’esecuzione dell’atto stesso con istanza motivata proposta nel ricorso o con atto separato notificata alle altre parti e depositato in segreteria sempre che siano osservate le disposizioni di cui all’art. 22.

    2. Il presidente fissa con decreto la trattazione della istanza di sospensione per la prima camera di consiglio utile e comunque non oltre il trentesimo giorno dalla presentazione della medesima istanza, disponendo che ne sia data comunicazione alle parti almeno cinque giorni liberi prima. L’udienza di trattazione dell’istanza di sospensione non può, in ogni caso, coincidere con l’udienza di trattazione del merito della controversia.

    3. In caso di eccezionale urgenza il presidente, previa delibazione del merito, può disporre con decreto motivato la provvisoria sospensione dell’esecuzione fino alla pronuncia del collegio o del giudice monocratico.

    4. Il collegio o il giudice monocratico, sentite le parti in camera di consiglio e delibato il merito, provvede con ordinanza motivata […] nella stessa udienza di trattazione dell’istanza. L’or- dinanza è immediatamente comunicata alle parti. L’ordinanza cautelare collegiale è impugnabile innanzi alla corte di giustizia tributaria di secondo grado entro il termine perentorio di quindici giorni dalla sua comunicazione da parte della segreteria. Al procedimento si applicano le disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4, in quanto compatibili. L’ordinanza cautelare del giudice monocratico è impugnabile solo con reclamo innanzi alla medesima corte di giustizia tributaria di primo grado in composizione collegiale, da notificare alle altre parti costituite nel termine perentorio di quindici giorni dalla sua comunicazione da parte della segreteria. Al procedimento d’impugnazione si applicano le norme di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 6, in quanto compatibili, e l’ordinanza che decide sul reclamo non è impugnabile. L’ordinanza cautelare della corte di giustizia tributaria di secondo grado non è impugnabile.

    5. La sospensione può anche essere parziale e subordinata alla prestazione della garanzia di cui all’articolo 69, comma 2. La prestazione della garanzia è esclusa per i ricorrenti con “bollino di affidabilità fiscale”. Ai fini della disposizione di cui al periodo precedente, i ricorrenti con “bollino di affidabilità fiscale” sono i contribuenti soggetti alla disciplina di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, ai quali sia stato attribuito un punteggio di affidabilità pari ad almeno 9 negli ultimi tre periodi d’imposta precedenti a quello di proposizione del ricorso per i quali tali punteggi siano disponibili. 5 bis. […]

    6. Nei casi di sospensione dell’atto impugnato la trattazione della controversia deve essere fissata non oltre novanta giorni dalla pronuncia.

    7. Gli effetti della sospensione cessano dalla data di pubblicazione della sentenza […].

    8. In caso di mutamento delle circostanze la corte di giustizia tributaria di primo o di secondo grado presso la quale è pendente il giudizio su istanza motivata di parte può revocare o modificare il provvedimento cautelare prima della sentenza, osservate per quanto possibile le forme di cui ai commi 1, 2 e 4. 8 bis. Durante il periodo di sospensione cautelare si applicano gli interessi al tasso previsto per la sospensione amministrativa.

  • Art. 46 Cont. Trib. – cessazione materia del contendere

    Art. 46 Cont. Trib. – cessazione materia del contendere

    Art. 46 Cont. Trib. – Estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere

    D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 – testo aggiornato

    1. Il giudizio si estingue, in tutto o in parte, nei casi di definizione delle pendenze tributarie previsti dalla legge e in ogni altro caso di cessazione della materia del contendere.

    2. La cessazione della materia del contendere è dichiarata […] con decreto del presidente o con sentenza della commissione. Il provvedimento presidenziale è reclamabile a norma dell’art. 28.

    3. Nei casi di definizione delle pendenze tributarie previsti dalla legge le spese del giudizio estinto restano a carico della parte che le ha anticipate.

  • Art. 45 Cont. Trib. – estinzione per inattività

    Art. 45 Cont. Trib. – estinzione per inattività

    Art. 45 Cont. Trib. – Estinzione del processo per inattività delle parti

    D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 – testo aggiornato

    1. Il processo si estingue nei casi in cui le parti alle quali spetta di proseguire, riassumere o integrare il giudizio non vi abbiano provveduto entro il termine perentorio stabilito dalla legge o dal giudice che dalla legge sia autorizzato a fissarlo.

    2. Le spese del processo estinto a norma del comma 1 restano a carico delle parti che le hanno anticipate.

    3. L’estinzione del processo per inattività delle parti è rilevata anche d’ufficio solo nel grado di giudizio in cui si verifica e rende inefficaci gli atti compiuti.

    4. L’estinzione è dichiarata dal presidente della sezione con decreto o dalla commissione con sentenza. Avverso il decreto del presidente è ammesso reclamo alla commissione che provvede a norma dell’art. 28.

  • CCNL Stabilimenti Balneari: tredicesima, quattordicesima e premi 2026

    CCNL Stabilimenti Balneari

    Tredicesima, quattordicesima e premi nel CCNL Stabilimenti Balneari

    Il lavoratore balneare stagionale ha diritto a due mensilità aggiuntive, calcolate pro quota. La quattordicesima di luglio – che coincide con il culmine della stagione – è una voce economica rilevante che spesso sfugge al cedolino se non correttamente richiesta.

    In sintesi

    Il CCNL Turismo Confcommercio prevede tredicesima (dicembre) e quattordicesima (luglio). Entrambe maturano pro quota per i lavoratori stagionali. Il rinnovo 2024 ha garantito che i periodi di maternità e paternità obbligatoria maturino entrambe le mensilità aggiuntive per intero. Il premio di risultato è eventuale e dipende dalla contrattazione di secondo livello.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie (datoriali)
    FIPE-Confcommercio · Legacoop Produzione e Servizi · Confcooperative · AGCI Servizi
    Parti firmatarie (sindacali)
    Filcams-CGIL · Fisascat-CISL · Uiltucs-UIL
    Ultimo rinnovo
    5 giugno 2024
    Vigenza
    1° giugno 2024 – 31 dicembre 2027
    Fonte specifica
    Art. 243 Titolo XII CCNL (mensilità aggiuntive per il personale stagionale)

    Tabella riepilogativa

    Mensilità aggiuntive – calcolo pro quota per stagionali (esempio 4 mesi di lavoro)
    Istituto Periodo di maturazione Pagamento Pro quota 4 mesi su 12
    Tredicesima mensilità (art. 183) Anno solare di servizio (ratei per i rapporti iniziati o conclusi in corso d’anno) In occasione delle ricorrenze natalizie (o al fine rapporto) ~4/12 di una mensilità
    Quattordicesima mensilità (art. 184) I 12 mesi precedenti il 1° luglio; importo calcolato sulla retribuzione in atto al 30 giugno Con la retribuzione di luglio (o al fine rapporto) ~4/12 di una mensilità

    Il calcolo pro quota si basa sul servizio effettivo: un rateo mensile per ogni 30 giorni di calendario, più uno per l’eventuale frazione residua pari o superiore a 15 giorni (artt. 183 e 184). Dai ratei si detraggono i periodi di assenza non retribuita; per le assenze per malattia non si detraggono i ratei di tredicesima e quattordicesima (art. 190, c. 4). Per i contratti a termine le mensilità spettano in proporzione al periodo lavorato (art. 243).

    La tredicesima mensilità

    La tredicesima mensilità – corrisposta tradizionalmente entro il 23-24 dicembre – è determinata sulla retribuzione di riferimento comprendente, secondo l’art. 183: paga base nazionale, contingenza, eventuali scatti di anzianità, eventuale terzo elemento e trattamenti integrativi salariali aziendali, esclusi gli assegni familiari. Non si calcolano le voci variabili come lo straordinario e le maggiorazioni festive.

    Per il lavoratore stagionale che cessa il rapporto prima di dicembre, la quota di tredicesima maturata viene corrisposta nel cedolino finale. L’importo si calcola come:

    Tredicesima pro quota = (retribuzione mensile × mesi di servizio nell’anno) ÷ 12

    La quattordicesima mensilità: rilevanza per i lavoratori stagionali

    La quattordicesima mensilità è un istituto previsto dal CCNL (art. 184): una mensilità della retribuzione in atto al 30 giugno (paga base, contingenza, terzo elemento e trattamenti integrativi, esclusi gli scatti di anzianità maturati), corrisposta con la retribuzione di luglio. Spetta per intero solo a chi ha servizio nei dodici mesi precedenti il 1° luglio; per chi ha lavorato meno si calcolano i ratei. Per i lavoratori stagionali estivi – che tipicamente iniziano la stagione in maggio-giugno – la quattordicesima di luglio è il primo mese in cui compare una voce aggiuntiva significativa in busta paga.

    Un bagnino che inizia il contratto il 1° giugno ha, al 30 giugno, un mese di servizio: nel cedolino di luglio compare 1/12 di mensilità come quattordicesima. Se il contratto è partito ad aprile, nel cedolino di luglio sono 3/12.

    Maturazione durante maternità e paternità (novità 2024)

    L’ipotesi di accordo del 5 giugno 2024 prevede che i periodi di congedo di maternità e di paternità («alternativo» e «obbligatorio») siano computati ai fini dell’integrale maturazione sia della tredicesima (art. 183, c. 4) sia, dalla sottoscrizione del contratto, della quattordicesima (art. 184, c. 6). Per il congedo parentale vale l’integrale maturazione della tredicesima, mentre per la quattordicesima la data è il 1° dicembre 2027. Nel testo del 2018 per i periodi di astensione obbligatoria la lavoratrice aveva solo il 20% della tredicesima (art. 183, c. 4).

    Il premio di risultato: strumento di secondo livello

    Il CCNL (artt. 11-13) prevede la possibilità di introdurre, mediante contrattazione aziendale o territoriale, un premio di risultato legato a indicatori di produttività, fatturato, qualità del servizio o altri parametri concordati. Il premio di risultato è uno strumento di secondo livello: non è automatico né uniformemente diffuso nel settore balneare, dove la maggior parte degli stabilimenti è di piccola o media dimensione e raramente dispone di RSA o RSU interne. L’ipotesi del 5 giugno 2024 (art. 13, c. 10-11) prevede che, se entro il 31 ottobre 2026 non si definisce un accordo, il datore eroghi con la retribuzione di novembre 2027 un importo di 186 € ai livelli A e B, 158 € ai livelli 1, 2 e 3, 140 € ai livelli 4 e 5 e 112 € ai livelli 6S, 6 e 7; in alternativa, con accordo aziendale o territoriale, 140 € in strumenti di welfare.

    Quando esiste, il lavoratore può scegliere di destinare il valore del premio al Fondo di previdenza complementare Fon.Te, beneficiando delle agevolazioni fiscali previste per il welfare aziendale.

    Casi pratici

    Tizio – bagnino stagionale, quattordicesima di luglio
    Tizio inizia il contratto il 3 giugno 2026 e termina il 30 settembre 2026. Il cedolino di luglio contiene la quattordicesima maturata fino al 30 giugno: 28 giorni di servizio, cioè 1/12 di mensilità perché la frazione supera i 15 giorni (art. 184, c. 4). Per i mesi da luglio a settembre, essendo un rapporto a termine, la mensilità spetta in proporzione al periodo lavorato (art. 243) e si liquida alla cessazione, nel cedolino di settembre: 3/12. I conteggi esatti vanno verificati con il consulente del lavoro.
    Caia – assunta dall’1 aprile, tredicesima e quattordicesima a luglio
    Caia è assunta dall’1 aprile al 31 ottobre. A luglio il cedolino contiene la quattordicesima maturata fino al 30 giugno: 3 mesi (aprile, maggio, giugno) = 3/12 di una mensilità. A fine rapporto (ottobre) il cedolino finale liquida la tredicesima maturata nell’anno, da aprile a ottobre: 7/12 di mensilità, oltre al rateo di quattordicesima dei mesi da luglio a ottobre. Il cedolino finale può quindi essere significativamente più alto rispetto ai cedolini ordinari della stagione.
    Sempronio – addetto bar annuale, quattordicesima e premio
    Sempronio è assunto a tempo indeterminato come addetto bar (livello 4). A luglio riceve la quattordicesima intera (12/12). Il suo stabilimento ha siglato un accordo territoriale che prevede un premio di risultato di 400 € annui se il fatturato del bar supera il target. In accordo con il datore, Sempronio decide di destinare i 400 € a Fon.Te: il versamento al fondo pensione non concorre al reddito entro il limite annuo di 5.164,57 € di contributi alla previdenza complementare (art. 8, c. 4, D.Lgs. 252/2005). Le condizioni di accesso a Fon.Te per i lavoratori a termine sono nell’art. 185 del CCNL (contratti di durata superiore a tre mesi).

    Domande frequenti

    Quando vengono pagate la tredicesima e la quattordicesima negli stabilimenti balneari?
    La tredicesima viene corrisposta con il cedolino di dicembre. La quattordicesima con il cedolino di luglio. Per i lavoratori stagionali le mensilità aggiuntive vengono pagate pro quota in proporzione ai mesi lavorati, oppure liquidate a fine rapporto nel cedolino di conguaglio.
    Come si calcola la quattordicesima per un bagnino stagionale?
    Si calcola sulla retribuzione in atto al 30 giugno (paga base, contingenza e trattamenti integrativi, senza scatti), a ratei: un dodicesimo per ogni 30 giorni di servizio e per le frazioni di almeno 15 giorni. Un bagnino che lavora 3 mesi estivi matura 3/12 di quattordicesima, liquidata a luglio o a fine rapporto.
    Il lavoratore stagionale in maternità matura la quattordicesima?
    Sì, con il rinnovo del 2024. L’ipotesi di accordo del 5 giugno 2024 stabilisce che i periodi di congedo di maternità e paternità maturano tredicesima e quattordicesima per intero; per il congedo parentale la quattordicesima si aggiunge dal 1° dicembre 2027.
    Esiste un premio di risultato nel settore balneare?
    Il CCNL prevede un premio di risultato da negoziare a livello aziendale o territoriale: se non c’è accordo entro il 31 ottobre 2026, l’ipotesi del 2024 prevede un importo a novembre 2027 (da 112 € ai livelli 6S-7 a 186 € ai quadri), o in alternativa 140 € di welfare. Può essere destinato a Fon.Te.
    Come vengono liquidate le mensilità aggiuntive a fine contratto stagionale?
    A fine rapporto, la tredicesima e la quattordicesima maturate e non corrisposte vengono liquidate nel cedolino finale, insieme a ferie non godute, ROL e TFR. Il datore è tenuto a corrisponderle entro i termini di legge per la liquidazione finale.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive 2024-2027, come darle, preavviso e telematiche, preavviso e licenziamento 2026, ferie, permessi e ROL 2026, maternità e congedi 2026 e malattia e infortunio 2026.

    Le informazioni di questa guida hanno finalità divulgativa e sono aggiornate al rinnovo del CCNL Turismo-Confcommercio del 5 giugno 2024 (vigenza 2024-2027). Per situazioni specifiche è consigliabile consultare un consulente del lavoro, le organizzazioni sindacali (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL) o l’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

  • Articolo 54 L. 184/1983: Effetti della sentenza di revoca dell’adozione

    Art. 54 L. 184/1983 – Effetti della sentenza di revoca dell’adozione

    Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)

    Gli effetti dell'adozione cessano quando passa in giudicato la sentenza di revoca. Se tuttavia la revoca è pronunziata dopo la morte dell'adottante per fatto imputabile all'adottato, l'adottato e i suoi discendenti sono esclusi dalla successione dell'adottante.

  • Art. 44 Cont. Trib. – estinzione per rinuncia

    Art. 44 Cont. Trib. – estinzione per rinuncia

    Art. 44 Cont. Trib. – Estinzione del processo per rinuncia al ricorso

    D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 – testo aggiornato

    1. Il processo si estingue per rinuncia al ricorso.

    2. Il ricorrente che rinuncia deve rimborsare le spese alle altre parti salvo diverso accordo fra loro. La liquidazione è fatta dal presidente della sezione o dalla commissione con ordinanza non impugnabile […].

    3. La rinuncia non produce effetto se non è accettata dalle parti costituite che abbiano effettivo interesse alla prosecuzione del processo.

    4. La rinuncia e l’accettazione, ove necessaria, sono sottoscritte dalle parti personalmente o da loro procuratori speciali, nonchè, se vi sono, dai rispettivi difensori e si depositano nella segreteria della commissione.

    5. Il presidente della sezione o la commissione, se la rinuncia e l’accettazione, ove necessaria, sono regolari, dichiarano l’estinzione del processo. Si applica l’ultimo comma dell’articolo seguente.

  • Art. 43 Cont. Trib. – ripresa del processo

    Art. 43 Cont. Trib. – ripresa del processo

    Art. 43 Cont. Trib. – Ripresa del processo sospeso o interrotto

    D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 – testo aggiornato

    1. Dopo che è cessata la causa che ne ha determinato la sospensione il processo continua se entro sei mesi da tale data viene presentata da una delle parti istanza di trattazione al presidente di sezione della commissione, che provvede a norma dell’art. 30.

    2. Se entro sei mesi da quando è stata dichiarata l’interruzione del processo la parte colpita dall’evento o i suoi successori o qualsiasi altra parte presentano istanza di trattazione al presidente di sezione della commissione, quest’ultimo provvede a norma del comma precedente.

    3. La comunicazione di cui all’art. 31, oltre che alle altre parti costituite nei luoghi indicati all’art. 17, deve essere fatta alla parte colpita dall’evento o ai suoi successori personalmente. Entro un anno dalla morte di una delle parti la comunicazione può essere effettuata agli eredi collettivamente o impersonalmente nel domicilio eletto o, in mancanza, nella residenza dichiarata dal defunto risultante dagli atti del processo. La parte colpita dall’evento o i suoi successori possono costituirsi anche solo presentando documenti o memorie o partecipando alla discussione assistiti, nei casi previsti, da difensore incaricato nelle forme prescritte.

  • Scatti di anzianità nel CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas): regole, decorrenza e calcolo

    CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas)

    Scatti di anzianità nel CCNL ANPAS-Misericordie: non ci sono, ma si sale di posizione

    Il CCNL ANPAS-Misericordie 2020-2022 non prevede scatti di anzianità a scadenza biennale o triennale. L’anzianità di servizio fa crescere la paga attraverso i passaggi automatici di posizione economica (art. 51). Vediamo quando scattano, quanto valgono e che effetti hanno su tredicesima e TFR.

    In sintesi

    Nel testo del CCNL non ci sono scatti di anzianità biennali o triennali. Nelle categorie A, B e C la posizione economica sale in automatico dopo 12 mesi (da 1 a 2), 24 mesi (da 2 a 3) e 48 mesi (da 3 a 4); nelle categorie D ed E dopo 24 mesi (da 1 a 2). Le altre posizioni si raggiungono con percorsi formativi e accordi di ente (art. 51). Il passaggio incide su tredicesima e TFR.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANPAS ODV · Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia ODV · FP CGIL · CISL FP · UIL FPL (firma definitiva 2 febbraio 2024)
    Istituti trattati
    Scatti di anzianità · Anzianità di servizio · Decorrenza · Effetti su TFR e mensilità
    Riferimenti
    Art. 2099 c.c. (retribuzione) · Art. 36 Cost. · Art. 2120 c.c. (incidenza TFR) · CCNL artt. 51-53, 59 e 64
    Fonte
    Testo del CCNL 2020-2022 pubblicato da ANPAS; vigenza dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, con ultrattività e rinnovo tacito (art. 5)

    Che cosa sono gli scatti di anzianità

    Gli scatti di anzianità sono aumenti periodici della retribuzione che maturano automaticamente con il crescere dell’anzianità di servizio presso lo stesso datore. Non sono previsti dalla legge: sono un istituto della contrattazione collettiva. La legge si limita a stabilire che la retribuzione è determinata anche dal contratto collettivo (art. 2099 c.c.) e deve essere proporzionata e sufficiente (art. 36 Cost.); il come — cadenza, numero, importo — lo decide il CCNL. Il CCNL ANPAS-Misericordie, però, non ha scatti: la paga cresce in altro modo (vedi sotto).

    In molti contratti lo scatto è legato alla posizione individuale del singolo lavoratore, a differenza degli aumenti dei minimi tabellari, che valgono per tutti e arrivano con i rinnovi.

    Cosa c’è al posto degli scatti

    Nel testo del CCNL 2020-2022 non compaiono scatti di anzianità a cadenza fissa, né un tetto al loro numero. La retribuzione cresce per anzianità con le posizioni economiche (sei per ogni categoria, art. 52) e con i passaggi automatici dell’art. 51:

    Passaggi automatici di posizione economica (art. 51, commi 4 e 5)
    Categorie Passaggio Dopo quanti mesi nella posizione
    A, B, C da 1 a 2 12
    A, B, C da 2 a 3 24
    A, B, C da 3 a 4 48
    D, E da 1 a 2 24
    • Il passaggio decorre dal mese successivo a quello in cui si compie il periodo.
    • Assenze, congedi e aspettative non retribuite non contano per maturare i periodi (comma 6).
    • Le posizioni successive e la categoria F si raggiungono con percorsi formativi e accordi a livello di ente (commi 1 e 2).

    Anzianità e cambio di categoria

    Se si passa a una categoria superiore, l’anzianità per le posizioni successive alla prima riparte dal giorno del passaggio, ma la retribuzione di fatto non può essere inferiore a quella percepita prima: l’eventuale differenza è pagata come assegno assorbibile da futuri aumenti di fascia o da passaggi di categoria (comma 8).

    Quanto vale in busta paga

    • Importi: la differenza tra una posizione e la successiva è nella Tabella A, riportata nelle tabelle retributive: ad esempio da C1 (1.511,15 € lordi al mese) a C2 (1.576,29 €) sono 65,14 € in più.
    • Tredicesima: è pari a uno stipendio base secondo l’inquadramento (art. 59), quindi sale con la posizione.
    • TFR: nella base rientrano la retribuzione come da inquadramento, la retribuzione individuale di anzianità, i superminimi e le indennità fisse e ricorrenti (art. 64, comma 4).
    La retribuzione individuale di anzianità compare tra le componenti della paga (artt. 52, 53 e 64), ma il testo del contratto non ne fissa gli importi: vanno letti in busta paga. Per il part-time le voci sono riproporzionate all’orario (art. 35).

    Casi pratici

    Tizio — OSS che sale di posizione
    Tizio, operatore socio-sanitario, entra in C3 (1.641,43 € lordi al mese, art. 50). Dopo 48 mesi nella posizione 3 passa in automatico in C4 (1.732,61 €), con 91,18 € in più al mese; C5 e C6 richiedono percorsi formativi e accordi di ente.
    Caia — passaggio di categoria
    Caia, impiegata d’ordine in C4 (1.732,61 €), diventa impiegata di concetto in categoria D. D1 vale 1.732,61 €, come la sua C4: la retribuzione non scende e non c’è assegno. L’anzianità per D2 riparte dal giorno del passaggio e D2 (1.836,82 €) arriva dopo 24 mesi.

    Domande frequenti

    Gli scatti di anzianità sono obbligatori per legge?
    No. Sono un istituto previsto dalla contrattazione collettiva, non dalla legge. La legge stabilisce solo che la retribuzione è fissata anche dal contratto collettivo (art. 2099 c.c.) e deve essere proporzionata e sufficiente (art. 36 Cost.). Cadenza, numero e importo degli scatti dipendono quindi dal CCNL applicato.
    Il CCNL ANPAS-Misericordie prevede gli scatti di anzianità?
    No, non nel testo 2020-2022. L’anzianità si traduce nei passaggi automatici di posizione economica (art. 51), con gli importi della Tabella A.
    Ogni quanto si cambia posizione economica?
    Nelle categorie A, B e C dopo 12 mesi nella posizione 1, 24 nella 2 e 48 nella 3; nelle categorie D ed E dopo 24 mesi dalla posizione 1 alla 2. Le altre posizioni si raggiungono con percorsi formativi e accordi di ente.
    Se cambio azienda riparto da zero?
    Il contratto conta la permanenza nella posizione economica presso l’ente e non prevede il riconoscimento dell’anzianità maturata altrove; fa eccezione il periodo di apprendistato svolto presso altre aziende (art. 39). Accordi di ente possono prevedere condizioni diverse.
    Il passaggio di posizione incide sul TFR e sulla tredicesima?
    Sì: nel TFR rientra la retribuzione come da inquadramento (art. 64, comma 4) e la tredicesima è pari a uno stipendio base secondo l’inquadramento (art. 59).

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima e premi 2024.

    Contenuto divulgativo aggiornato al testo del CCNL ANPAS-Misericordie 2020-2022 (artt. 35, 50-53, 59, 64) e ai principi generali (art. 2099 c.c.; art. 36 Cost.; art. 2120 c.c.). Fonte: testo del CCNL 2020-2022 (ANPAS, PDF).

  • Mutamento di mansioni e trasferimento nel CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas): regole e tutele

    CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas)

    Mutamento di mansioni e trasferimento nel CCNL Soccorso e Volontariato (Misericordie / Anpas): regole e tutele

    Negli enti di assistenza il personale può essere spostato di reparto o di struttura, e talvolta cambiano le mansioni. L’art. 2103 c.c. stabilisce fin dove può arrivare il datore e quali tutele restano: conservazione del livello, limiti al demansionamento e protezione di chi assiste un familiare disabile. Ecco il quadro.

    In sintesi

    In base all’art. 2103 c.c. il lavoratore va adibito a mansioni dello stesso livello e categoria legale; quelle superiori diventano definitive dopo 3 mesi (categorie A-C) o 6 mesi (D-F) per l’art. 19 del CCNL. Il demansionamento è ammesso per riorganizzazione o nei casi previsti dal CCNL, con livello e retribuzione invariati. Il trasferimento richiede comprovate ragioni; chi assiste un disabile (L. 104/1992) non può essere trasferito senza consenso.

    Dati contrattuali

    Parti firmatarie
    ANPAS ODV · Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia ODV · FP CGIL · CISL FP · UIL FPL (firma definitiva 2 febbraio 2024)
    Istituti trattati
    Mutamento di mansioni · Conservazione del livello · Trasferimento · Tutela di chi assiste un disabile
    Riferimenti
    Art. 2103 c.c. (jus variandi, trasferimento) · D.Lgs. 81/2015 · Art. 33 L. 104/1992 · CCNL artt. 19-21 e 22 bis (mansioni, inidoneità, mobilità interna)
    Fonte
    Testo del CCNL 2020-2022 pubblicato da ANPAS; vigenza dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022, con ultrattività e rinnovo tacito (art. 5)

    Il jus variandi: cosa può cambiare il datore

    Il potere del datore di modificare le mansioni del lavoratore — il cosiddetto jus variandi — è disciplinato dall’art. 2103 del codice civile, riscritto nel 2015. La regola di base è che il lavoratore deve essere adibito:

    • alle mansioni dell’assunzione o a quelle dell’inquadramento superiore eventualmente acquisito;
    • oppure a mansioni riconducibili allo stesso livello e alla stessa categoria legale di inquadramento.

    Non conta più, quindi, la «equivalenza professionale» in senso stretto: il datore può spostare il lavoratore tra mansioni diverse purché restino nello stesso livello contrattuale e nella stessa categoria legale (operai, impiegati, quadri, dirigenti).

    Mansioni superiori e diritto alla promozione

    L’operatore adibito a mansioni di livello superiore ha diritto per tutta la durata alla differenza tra la prima posizione economica della categoria superiore e la prima della propria (art. 19, comma 3); decorsi 3 mesi per le categorie da A a C o 6 mesi per quelle da D a F matura la promozione (art. 19, comma 4), salvo che si tratti della sostituzione di un collega assente con diritto alla conservazione del posto, frequente nei turni di cura.

    Il demansionamento e i suoi limiti

    Adibire il lavoratore a mansioni inferiori è consentito a fronte di una modifica degli assetti organizzativi dell’ente o nelle ulteriori ipotesi previste dal contratto collettivo (art. 2103 c.c.), mantenendo livello e retribuzione. Fuori da questi casi il demansionamento è illegittimo: la professionalità dell’operatore è tutelata. In caso di inidoneità fisica il CCNL (art. 21) impone all’ente di tentare il recupero in mansioni equivalenti, con mantenimento di inquadramento e trattamento; solo su richiesta del lavoratore, con patto di demansionamento (art. 19, comma 7), si passa a mansioni inferiori mantenendo ad personam il trattamento goduto.

    Il trasferimento a un’altra sede

    Il trasferimento da un’unità produttiva a un’altra non è libero: l’ottavo comma dell’art. 2103 c.c. lo consente solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Il datore deve poterle dimostrare; un trasferimento pretestuoso o ritorsivo è illegittimo e il lavoratore può opporvisi. Il CCNL disciplina a parte la mobilità interna (art. 22 bis): l’utilizzo temporaneo in strutture dell’organizzazione diverse dalla sede di assegnazione avviene secondo criteri concordati con le rappresentanze sindacali, nel rispetto dell’art. 13 dello Statuto; l’utilizzo nell’ambito della stessa sezione rientra nel potere organizzativo.

    Tutele rafforzate

    • chi assiste con continuità un familiare disabile e fruisce dei permessi della L. 104/1992 non può essere trasferito senza il suo consenso (art. 33);
    • analoga tutela vale per il lavoratore con disabilità;
    • il rappresentante sindacale non può essere trasferito dall’unità produttiva senza il nulla osta dell’associazione (art. 22 Statuto).
    La distanza della nuova sede può avere effetti anche sulla NASpI: il rifiuto di un trasferimento a oltre 50 km dalla residenza, o raggiungibile in oltre 80 minuti con i mezzi pubblici, può dare diritto all’indennità di disoccupazione.

    L’accordo per cambiare mansioni

    Datore e lavoratore possono concordare una modifica delle mansioni, anche in senso riduttivo, in sede protetta (ad esempio davanti alla commissione di conciliazione o in sede sindacale). L’accordo è valido se risponde all’interesse del lavoratore alla conservazione dell’occupazione, all’acquisizione di una diversa professionalità o al miglioramento delle condizioni di vita. La forma protetta serve a garantire che il consenso sia genuino e non imposto.

    Casi pratici

    Tizio — OSS che assiste un disabile
    Tizio fruisce dei permessi della L. 104/1992 per assistere il padre disabile convivente. L’ente vorrebbe trasferirlo a una struttura distante: non può farlo senza il consenso di Tizio, perché la legge tutela la continuità dell’assistenza.
    Caia — riorganizzazione del reparto
    A seguito della riorganizzazione di una RSA, a Caia vengono assegnate mansioni di un livello inferiore della stessa categoria. L’operazione è ammessa dall’art. 2103 c.c. perché c’è una reale modifica organizzativa, ma Caia conserva il proprio livello di inquadramento e lo stipendio.

    Domande frequenti

    Il datore può assegnarmi qualsiasi mansione?
    No. Può assegnarti le mansioni dell’assunzione o altre riconducibili allo stesso livello e alla stessa categoria legale di inquadramento (art. 2103 c.c.). Non può invece spostarti liberamente a mansioni di livello inferiore: il demansionamento è ammesso solo in casi tassativi, conservando livello e retribuzione.
    Cosa rischia il datore se mi demansiona illegittimamente?
    Il demansionamento illegittimo espone il datore a una condanna a ripristinare le mansioni dovute e a risarcire il danno, che può comprendere sia la perdita di professionalità sia il pregiudizio alla salute e alla dignità del lavoratore. In casi gravi il lavoratore può anche dimettersi per giusta causa.
    Posso rifiutare un trasferimento?
    Puoi opporti se il datore non dimostra comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (art. 2103 c.c.). Esistono poi tutele speciali: chi assiste un familiare disabile con i permessi della L. 104/1992, il lavoratore disabile e i rappresentanti sindacali non possono essere trasferiti senza il loro consenso o senza nulla osta.
    Assisto un familiare disabile: possono trasferirmi in un’altra sede?
    No, non senza il tuo consenso. Il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile e fruisce dei permessi della L. 104/1992 ha diritto a non essere trasferito ad altra sede senza accordo. È una tutela posta a garanzia della continuità dell’assistenza.

    Stesso CCNL: consulta anche tabelle retributive e minimi 2024, preavviso, procedura telematica e tutele, preavviso e licenziamento 2024, ferie, permessi e ROL 2024, maternità e congedi 2024 e tredicesima e premi 2024.

    Contenuto divulgativo aggiornato alle regole generali di legge (art. 2103 c.c.; D.Lgs. 81/2015; art. 33 L. 104/1992). Livelli e categorie sono quelli degli artt. 48-49 del CCNL ANPAS-Misericordie, i periodi per le mansioni superiori quelli dell’art. 19; fonte: testo del CCNL 2020-2022 (ANPAS, PDF).

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