Autore: Andrea Marton
Autore
Andrea Marton
Dottore in Economia e Finanza · Divulgatore giuridico e fiscale
Cura Legge in Chiaro: la spiegazione in linguaggio chiaro dei testi normativi italiani, dal TUIR al Codice Civile, dai contratti collettivi alla Legge di Bilancio, sempre a partire dalle fonti ufficiali.
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Art. 4-bis D.Lgs. 286/1998 – Accordo di integrazione
1. Lo straniero ammesso a permanere sul territorio nazionale sottoscrive un accordo di integrazione articolato per crediti. -
Separazione vs divorzio: differenze, tempi e tutele
La separazione personale e il divorzio sono due istituti distinti che il codice civile e la legge 898/1970 disciplinano in modo autonomo. La separazione sospende alcuni effetti del matrimonio senza scioglierlo; il divorzio determina la cessazione del vincolo coniugale e la perdita dello status di coniuge. La differenza non e formale: incide su cognome, reversibilita, regime patrimoniale, nuove nozze e successione. Questa guida ricostruisce presupposti, procedura, costi e tutele dei due istituti, con particolare attenzione alle scelte concrete che si presentano ai coniugi.
Tabella riassuntiva del confronto
Profilo Separazione Divorzio Norma di riferimento artt. 150-158 c.c. L. 898/1970 e successive modifiche Effetto sul matrimonio Sospende doveri di coabitazione e fedelta; il vincolo resta Scioglie il matrimonio civile o cessa gli effetti civili del concordatario Presupposti Intollerabilita della convivenza o grave pregiudizio per i figli Separazione protratta per 12 mesi (giudiziale) o 6 mesi (consensuale) ininterrotti Forma Consensuale, giudiziale, negoziazione assistita, davanti al sindaco Su domanda congiunta o contenziosa; ricorso unitario riforma Cartabia Tempi medi Da 2-3 mesi (consensuale) a oltre 2 anni (giudiziale) Da 4-6 mesi (congiunto) a 2-4 anni (contenzioso) Stato civile Coniugi separati Divorziati, liberi di contrarre nuove nozze Assegno Mantenimento al coniuge debole + figli Assegno divorzile (funzione assistenziale e perequativo-compensativa) Reversibilita pensione Diritto pieno se non passato in giudicato addebito Spettante con regole di concorso (L. 898/1970 art. 9) Comunione legale Si scioglie al provvedimento presidenziale Gia sciolta in sede di separazione Separazione: caratteristiche e disciplina
La separazione personale dei coniugi e disciplinata dagli art. 150 c.c. e art. 151 c.c.: presuppone fatti che rendono intollerabile la prosecuzione della convivenza o che arrechino grave pregiudizio all educazione della prole. Non scioglie il matrimonio: il vincolo permane e con esso il dovere di assistenza materiale e morale, sebbene venga meno l obbligo di coabitazione e di fedelta in senso pieno. La separazione puo essere consensuale, fondata sull accordo dei coniugi omologato dal tribunale, oppure giudiziale, quando uno dei coniugi chiede al giudice di accertare le cause e regolare la crisi familiare. Dal 2014 sono disponibili anche la negoziazione assistita da avvocati e la procedura davanti all ufficiale di stato civile, riservata a coppie senza figli minori o non autosufficienti.
Effetti tipici della separazione sono lo scioglimento della comunione legale (oggi disciplinato dall art. 191 c.c. che decreta lo scioglimento al momento del provvedimento presidenziale autorizzativo della vita separata), la fissazione del mantenimento per il coniuge piu debole e per i figli, l affidamento condiviso come regola dopo la riforma del 2006 (artt. 337-bis ss. c.c.). Se la separazione e pronunciata con addebito a carico di un coniuge, questi perde il diritto al mantenimento e i diritti successori (artt. 548 c.c.). Il provvedimento e modificabile in ogni momento al sopravvenire di giustificati motivi (art. 156 c.c.).
Divorzio: caratteristiche e disciplina
Il divorzio e regolato dalla legge 898/1970, modificata da ultimo dalla L. 55/2015 (cosiddetto divorzio breve) e dalla riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022). Determina lo scioglimento del matrimonio civile o la cessazione degli effetti civili di quello concordatario. Presupposto generale e che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non possa essere ricostituita: la prova tipica e la separazione protratta per 12 mesi senza interruzioni in caso di separazione giudiziale, ridotta a 6 mesi in caso di separazione consensuale. Esistono inoltre presupposti speciali (es. condanne penali gravi, mancata consumazione, rettifica di attribuzione di sesso).
Il divorzio puo essere congiunto o contenzioso. La riforma Cartabia ha introdotto il ricorso unitario che consente di chiedere nello stesso processo separazione e divorzio, condizionando la pronuncia di divorzio al decorso del tempo richiesto. L assegno divorzile ha funzione assistenziale, perequativa e compensativa secondo Cass. Sez. Un. 18287/2018: tiene conto della durata del matrimonio, del contributo dato dal coniuge alla vita familiare e delle aspettative sacrificate. Sul piano personale, il divorzio fa perdere lo status di coniuge: cessano i diritti successori (art. 565 c.c.), il coniuge divorziato non e piu erede legittimo del proprio ex. Resta invece il diritto alla pensione di reversibilita alle condizioni dell art. 9 L. 898/1970, eventualmente in concorso con il nuovo coniuge.
Quando conviene la separazione e quando il divorzio
Le due strade non sono alternative ma normalmente sequenziali: la separazione precede il divorzio. La domanda concreta che molti si pongono e se conviene optare subito per il divorzio (la nuova riforma consente il ricorso cumulativo) o utilizzare la separazione come momento di assestamento. Tizio e Caia, sposati da 15 anni con due figli minori, decidono di interrompere la convivenza: la separazione consensuale permette di disciplinare assegno, affido e casa familiare in modo flessibile, rinviando la decisione definitiva sullo scioglimento del vincolo. Se rimangono dubbi sulla riconciliazione, la separazione e il contesto adeguato.
Quando invece la rottura e definitiva e nessuna delle parti immagina un ritorno, il ricorso unitario introdotto dalla riforma Cartabia consente di chiedere insieme separazione e divorzio risparmiando tempi e costi. Sempronio, separato gia da oltre un anno, ha interesse a poter contrarre nuove nozze: in questo caso la pronuncia di divorzio e cio che sblocca la nuova situazione anagrafica. Importante: l addebito della separazione ha effetti che il divorzio non puo recuperare (perdita mantenimento, perdita diritti successori sulla pensione di reversibilita in alcune ipotesi), per cui la scelta della tipologia di separazione condiziona la successiva fase divorzile.
Costi, tempi e procedura
La separazione consensuale davanti al tribunale costa indicativamente 800-1.500 euro tra contributo unificato, marca da bollo e onorari avvocato; la consensuale in negoziazione assistita o davanti al sindaco e piu economica (300-800 euro). La separazione giudiziale, con istruttoria piena e tempi lunghi, puo comportare costi tra 3.000 e 10.000 euro per parte a seconda della complessita. Il divorzio congiunto si attesta sui 1.000-2.000 euro, il divorzio contenzioso supera spesso 5.000 euro per parte. Le imposte di registrazione del verbale sono limitate (200 euro di imposta fissa). Sul piano dei tempi, dopo la riforma Cartabia la fase presidenziale e stata sostituita dalla prima udienza davanti al giudice istruttore con contestuali provvedimenti provvisori. La gestione della casa familiare segue il principio dell affidamento dei figli (art. 337-sexies c.c.): la casa e assegnata al genitore con cui i figli convivono prevalentemente.
Affidamento dei figli, casa familiare e mantenimento
Il cuore di ogni separazione e divorzio con figli minori e la disciplina dei rapporti con la prole. La riforma del 2006 (L. 54/2006) ha trasformato l affidamento esclusivo in regola residuale: la regola e l affidamento condiviso, in cui entrambi i genitori conservano la responsabilita genitoriale e partecipano alle scelte fondamentali (istruzione, salute, residenza). L affidamento esclusivo si dispone solo quando l affidamento ad uno dei genitori e contrario all interesse del minore, ad esempio per condotte violente, abuso, abbandono. La casa familiare e assegnata al genitore con cui i figli convivono prevalentemente (art. 337-sexies c.c.), indipendentemente dalla titolarita formale dell immobile: il principio e quello della conservazione dell habitat domestico per i minori. L assegnazione cessa quando i figli raggiungono l indipendenza economica o lasciano la casa.
Il mantenimento dei figli si articola in spese ordinarie (vitto, vestiario, libri scolastici di base) e straordinarie (mediche specialistiche, viaggi di istruzione, attivita sportive con costi rilevanti). Le prime sono comprese nell assegno mensile; le seconde sono ripartite tra i genitori in misura proporzionale ai redditi, di regola al 50%. Il giudice fissa l assegno tenendo conto delle attuali esigenze del figlio, del tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, dei tempi di permanenza presso ciascun genitore, delle risorse economiche dei genitori e della valenza economica dei compiti domestici (art. 337-ter c.c.). L assegno e dovuto fino all autosufficienza economica del figlio, anche oltre la maggiore eta se il figlio prosegue gli studi con profitto.
Tutele penali e profili patrimoniali
La violazione degli obblighi di assistenza familiare e penalmente sanzionata dall art. 570 c.p.: chi si sottrae agli obblighi inerenti la responsabilita genitoriale o coniugale e punito con la reclusione fino a un anno o con la multa. La fattispecie aggravata (art. 570-bis c.p.) sanziona specificamente il mancato versamento dell assegno di mantenimento. I maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) restano la cornice penale per le condotte di violenza domestica. Sul piano civile, il genitore inadempiente puo essere oggetto di esecuzione forzata sui suoi redditi (sequestro presso il datore di lavoro o l ente pensionistico), oltre alla revoca o modifica dei provvedimenti di affidamento.
Articoli chiave da consultare
- art. 150 c.c. — disciplina generale del matrimonio e dei doveri coniugali
- art. 151 c.c. — separazione giudiziale e cause di intollerabilita
- art. 155 c.c. — affidamento dei figli nella separazione
- art. 143 c.c. — diritti e doveri reciproci dei coniugi
- art. 191 c.c. — cause di scioglimento della comunione legale
- art. 337-bis c.c. — principi generali sull affidamento condiviso
- art. 337-sexies c.c. — assegnazione della casa familiare
- art. 548 c.c. — esclusione successoria del coniuge con addebito
- art. 565 c.c. — categorie di successibili nella successione legittima
- art. 540 c.c. — quota di riserva del coniuge superstite
- art. 156 c.c. — riferimento normativo correlato
- art. 337-ter c.c. — riferimento normativo correlato
- art. 337-quater c.c. — riferimento normativo correlato
- art. 433 c.c. — riferimento normativo correlato
- art. 29 Cost. — riferimento normativo correlato
- art. 30 Cost. — riferimento normativo correlato
- art. 570 c.p. — riferimento normativo correlato
- art. 572 c.p. — riferimento normativo correlato
Domande frequenti
Qual e la differenza principale tra separazione e divorzio?
La separazione sospende alcuni doveri del matrimonio (coabitazione, fedelta in senso stretto) ma lascia in vita il vincolo coniugale: i separati restano coniugi a tutti gli effetti civili. Il divorzio scioglie il matrimonio civile o cessa gli effetti civili del concordatario: i divorziati non sono piu coniugi e possono contrarre nuove nozze. La separazione precede normalmente il divorzio (12 mesi giudiziale, 6 consensuale), anche se la riforma Cartabia consente il ricorso unitario.
Quanto tempo deve passare per chiedere il divorzio?
Dopo separazione consensuale devono trascorrere almeno 6 mesi ininterrotti dalla comparizione dei coniugi davanti al presidente. Dopo separazione giudiziale il termine sale a 12 mesi. Il computo decorre dalla prima udienza presidenziale (oggi prima udienza istruttoria) e non dal passaggio in giudicato della sentenza di separazione. La riconciliazione interrompe il termine.
Si puo passare dalla separazione consensuale al divorzio congiunto?
Si, ed e la prassi piu diffusa. Trascorso il semestre, i coniugi gia separati consensualmente possono presentare ricorso congiunto per divorzio confermando o aggiornando le condizioni economiche. La procedura e snella: una sola udienza, sentenza tipicamente in 3-6 mesi. Con la riforma Cartabia e possibile anche il ricorso unitario che chiede insieme separazione e divorzio nel medesimo procedimento.
L assegno di mantenimento e l assegno divorzile sono la stessa cosa?
No. L assegno di mantenimento del coniuge separato mira a garantire un tenore di vita prossimo a quello matrimoniale a chi non ha redditi adeguati. L assegno divorzile, dopo Cass. Sez. Un. 18287/2018, ha natura assistenziale, perequativa e compensativa: tiene conto del contributo dato alla vita familiare e delle aspettative sacrificate. Sono importi e funzioni differenti, anche se nella prassi possono coincidere numericamente.
Il coniuge separato eredita ancora? E il divorziato?
Il coniuge separato senza addebito conserva pienamente i diritti successori (art. 548 c.c.). Quello separato con addebito perde tali diritti ma mantiene un assegno vitalizio se gia percepiva alimenti. Il coniuge divorziato non e piu erede legittimo del proprio ex, perche ha perso lo status di coniuge. Resta possibile il diritto a un assegno periodico a carico dell eredita ex art. 9-bis L. 898/1970 a determinate condizioni.
Questa guida ha valore divulgativo e non costituisce consulenza legale. Per casi specifici e raccomandato il parere di un professionista abilitato.
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Art. 4 D.Lgs. 286/1998 – Ingresso nel territorio dello Stato
1. L’ingresso nel territorio dello Stato è consentito allo straniero in possesso di passaporto valido o documento equipollente e del visto d’ingresso, salvi i casi di esenzione, e può avvenire, salvi i casi di forza maggiore, soltanto attraverso i valichi di frontiera appositamente istituiti. -
Art. 3 D.Lgs. 286/1998 – Politiche migratorie
1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti i Ministri interessati, le Camere e la Conferenza unificata, predispone ogni tre anni il documento programmatico relativo alla politica dell’immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato. -
Art. 2 D.Lgs. 286/1998 – Diritti e doveri dello straniero
1. Allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalle convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti. -
Art. 1 D.Lgs. 286/1998 – Ambito di applicazione
1. Il presente testo unico, in attuazione dell’art. 10, secondo comma, della Costituzione, si applica, salvo che sia diversamente disposto, ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea ed agli apolidi. -
Art. 99 GDPR – Entrata in vigore e applicazione
Articolo 99 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) – Entrata in vigore e applicazione.Vedi sotto per sintesi, commento e FAQ. Testo ufficiale consultabile su EUR-Lex.
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Art. 98 GDPR – Riesame di altri atti giuridici dell’Unione in materia di protezione dei dati
Articolo 98 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) – Riesame di altri atti giuridici dell’Unione in materia di protezione dei dati.Vedi sotto per sintesi, commento e FAQ. Testo ufficiale consultabile su EUR-Lex.
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Articolo 47 L. 184/1983: Effetti dell’adozione in casi particolari e decesso dell’adottante
Art. 47 L. 184/1983 – Effetti dell’adozione in casi particolari e decesso dell’adottante
Testo vigente – Legge 4 maggio 1983, n. 184 (aggiornato da Normattiva)
1. L'adozione produce i suoi effetti dalla data della sentenza che la pronuncia. Finchè la sentenza non è emanata, tanto l'adottante quanto l'adottando possono revocare il loro consenso.
2. Se uno dei coniugi muore dopo la prestazione del consenso e prima della emanazione della sentenza, si può procedere, su istanza dell'altro coniuge, al compimento degli atti necessari per l'adozione.
3. Se l'adozione è ammessa, essa produce i suoi effetti dal momento della morte dell'adottante
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Art. 97 GDPR – Relazioni della Commissione
Articolo 97 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) – Relazioni della Commissione.Vedi sotto per sintesi, commento e FAQ. Testo ufficiale consultabile su EUR-Lex.
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Art. 96 GDPR – Rapporto con accordi precedentemente conclusi
Articolo 96 del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) – Rapporto con accordi precedentemente conclusi.Vedi sotto per sintesi, commento e FAQ. Testo ufficiale consultabile su EUR-Lex.
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Art. 80 Cont. Trib. – entrata in vigore
Art. 80 Cont. Trib. – Entrata in vigore
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 – testo aggiornato
1. Il presente decreto entra in vigore il 15 gennaio 1993.
2. Le disposizioni del presente decreto hanno effetto dalla data di insediamento delle corti di giustizia tributaria di primo e secondo grado […]. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.