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Ultimo aggiornamento: 28 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • La Commissione elabora orientamenti pratici sull'attuazione del regolamento con riguardo a: requisiti e obblighi degli artt. 8-15 e 25, pratiche vietate art. 5, modifica sostanziale, obblighi di trasparenza art. 50, coordinamento con la normativa di armonizzazione dell'allegato I, definizione di sistema di IA art. 3.
  • La Commissione presta particolare attenzione alle esigenze delle PMI, start-up e autorità pubbliche locali e ai settori maggiormente interessati.
  • Gli orientamenti devono tenere conto dello stato dell'arte dell'IA, delle norme armonizzate e delle specifiche comuni.
  • La Commissione può aggiornare gli orientamenti su richiesta degli Stati membri, dell'Ufficio per l'IA o di propria iniziativa.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 96 Reg. (UE) 2024/1689 — Orientamenti della Commissione sull’attuazione del regolamento

Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 giugno 2024 che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale (regolamento sull’intelligenza artificiale)

1. La Commissione elabora orientamenti sull'attuazione pratica del presente regolamento, in particolare per quanto riguarda:

a) l'applicazione dei requisiti e degli obblighi di cui agli articoli da 8 a 15 e all'articolo 25;

b) le pratiche vietate di cui all'articolo 5;

c) l'attuazione pratica delle disposizioni relative alla modifica sostanziale;

d) l'attuazione pratica degli obblighi di trasparenza di cui all'articolo 50;

e) informazioni dettagliate sulla relazione del presente regolamento con la normativa di armonizzazione dell'Unione elencata nell'allegato I, nonché con altre disposizioni pertinenti di diritto dell'Unione, anche per quanto riguarda la coerenza nella loro applicazione;

f) l'applicazione della definizione di sistema di IA di cui all'articolo 3, punto 1).

Quando pubblica tali orientamenti, la Commissione presta particolare attenzione alle esigenze delle PMI, comprese le start-up, delle autorità pubbliche locali e dei settori maggiormente interessati dal presente regolamento. Gli orientamenti di cui al primo comma del presente paragrafo tengono debitamente conto dello stato dell'arte generalmente riconosciuto in materia di IA, nonché delle pertinenti norme armonizzate e specifiche comuni di cui agli articoli 40 e 41, o delle norme armonizzate o specifiche tecniche stabilite a norma della normativa di armonizzazione dell'Unione.

2. Su richiesta degli Stati membri o dell'ufficio per l'IA, o di propria iniziativa, la Commissione aggiorna gli orientamenti adottati quando lo ritiene necessario.

In sintesi

  • La Commissione elabora orientamenti pratici sull'attuazione del regolamento con riguardo a: requisiti e obblighi degli artt. 8-15 e 25, pratiche vietate art. 5, modifica sostanziale, obblighi di trasparenza art. 50, coordinamento con la normativa di armonizzazione dell'allegato I, definizione di sistema di IA art. 3.
  • La Commissione presta particolare attenzione alle esigenze delle PMI, start-up e autorità pubbliche locali e ai settori maggiormente interessati.
  • Gli orientamenti devono tenere conto dello stato dell'arte dell'IA, delle norme armonizzate e delle specifiche comuni.
  • La Commissione può aggiornare gli orientamenti su richiesta degli Stati membri, dell'Ufficio per l'IA o di propria iniziativa.
Indice dei contenuti

Il ruolo degli orientamenti nell'ecosistema normativo dell'AI Act

Il Regolamento (UE) 2024/1689 è un testo normativo di straordinaria complessità tecnica: disciplina una tecnologia in rapida evoluzione, con requisiti che spaziano dalla gestione del rischio alla robustezza algoritmica, dalla governance dei dati alla trasparenza verso gli utenti. Per quanto curato nella redazione, il regolamento non può coprire ogni caso pratico con precisione chirurgica. Gli orientamenti della Commissione previsti dall'articolo 96 svolgono la funzione essenziale di tradurre le norme astratte in indicazioni operative concrete, riducendo l'incertezza applicativa per le imprese e le autorità.

Gli orientamenti non sono atti giuridicamente vincolanti: non creano obblighi nuovi, non modificano il testo del regolamento e non sostituiscono la valutazione delle autorità nazionali competenti. Tuttavia, nella pratica regolamentare europea, gli orientamenti della Commissione hanno un peso applicativo rilevante: le autorità di vigilanza tendono a conformarsi agli orientamenti nella propria prassi, e le imprese che si adeguano agli orientamenti hanno buone probabilità di essere considerate conformi. Per le PMI e le start-up, che spesso non dispongono delle risorse per un'analisi giuridica approfondita del regolamento, gli orientamenti rappresentano spesso lo strumento più accessibile per orientare le scelte di compliance.

Le materie coperte dagli orientamenti

Il par. 1 elenca sei aree tematiche per le quali la Commissione elabora orientamenti.

Requisiti e obblighi degli artt. 8-15 e 25: si tratta dei requisiti tecnici e procedurali per i sistemi di IA ad alto rischio — sistema di gestione del rischio (art. 9), governance dei dati (art. 10), documentazione tecnica (art. 11), logging (art. 12), trasparenza verso i deployer (art. 13), sorveglianza umana (art. 14), accuratezza e robustezza (art. 15) — e degli obblighi dei distributori (art. 25). Questi requisiti sono formulati in modo funzionale e tecnologicamente neutro, il che li rende applicabili a sistemi molto diversi ma lascia ampi margini di incertezza su cosa significhi, in concreto, «adeguata accuratezza» o «robustezza sufficiente» per un sistema di IA che valuta le domande di credito o esamina le candidature di lavoro. Gli orientamenti riempiranno questo spazio interpretativo.

Pratiche vietate dell'art. 5: i divieti assoluti si applicano dal 2 febbraio 2025, ma la loro interpretazione non è sempre univoca. Il confine tra manipolazione «subliminale o al di là della coscienza» (vietata) e persuasione commerciale lecita, o tra sistemi di social scoring vietati e sistemi di analisi della reputazione aziendale leciti, richiede orientamenti pratici che la Commissione dovrà fornire con urgenza, data l'entrata in vigore già avvenuta dei divieti.

Modifica sostanziale: l'art. 6, par. 1 qualifica come nuova immissione sul mercato le modifiche «sostanziali» di un sistema di IA ad alto rischio. Cosa costituisca una modifica sostanziale — che impone al fornitore di ripercorrere l'intero processo di valutazione di conformità — è una questione pratica di enorme rilevanza per i fornitori. Gli orientamenti dovranno fornire criteri chiari per distinguere le modifiche ordinarie (aggiornamenti software, correzioni di bug) dalle modifiche che alterano le prestazioni, la funzione o il profilo di rischio del sistema.

Obblighi di trasparenza dell'art. 50: l'art. 50 impone agli operatori di sistemi di IA a interazione con persone fisiche di informare gli utenti che stanno interagendo con un'IA, a meno che non risulti evidente dal contesto. Per i sistemi di deep fake, si applicano obblighi di marcatura specifici. Gli orientamenti chiarirà quando il contesto rende «evidente» l'interazione con un'IA e quali standard tecnici soddisfino gli obblighi di marcatura.

Coordinamento con la normativa di armonizzazione: il raccordo tra l'AI Act e le normative settoriali dell'allegato I (dispositivi medici, macchine, veicoli, ecc.) è uno dei nodi più delicati per le imprese che operano in settori già regolamentati. Gli orientamenti chiarirà come integrare le valutazioni di conformità previste dal regolamento AI con quelle già richieste dalle normative di settore, evitando duplicazioni o contraddizioni.

Definizione di sistema di IA: l'art. 3, punto 1 definisce il sistema di IA come «un sistema basato su una macchina progettato per operare con livelli variabili di autonomia e che può, per obiettivi espliciti o impliciti, produrre risultati quali previsioni, raccomandazioni, decisioni o contenuti che influenzano gli ambienti reali o virtuali». La definizione è volutamente ampia, ma il suo perimetro rispetto a software tradizionali non basati su IA genera incertezza. Gli orientamenti forniranno esempi pratici di ciò che rientra e ciò che resta fuori dalla definizione.

L'attenzione specifica alle PMI e alle start-up

Il secondo periodo del par. 1 contiene un obbligo qualificato: quando pubblica gli orientamenti, la Commissione «presta particolare attenzione alle esigenze delle PMI, comprese le start-up, delle autorità pubbliche locali e dei settori maggiormente interessati dal regolamento». Questa prescrizione riconosce una realtà concreta: l'AI Act impone oneri di compliance significativi, che un grande gruppo con un ufficio legale interno può affrontare diversamente da una start-up di tre persone che sviluppa un sistema di IA con risorse limitate. Gli orientamenti destinati alle PMI dovranno essere chiari, pratici e accompagnati da strumenti di autovalutazione accessibili — check-list, modelli di documentazione tecnica semplificata, alberi decisionali per la classificazione del rischio.

La dinamica evolutiva degli orientamenti

Il par. 2 prevede che la Commissione possa aggiornare gli orientamenti quando lo ritiene necessario, su richiesta degli Stati membri, dell'Ufficio per l'IA o di propria iniziativa. Questa clausola rispecchia la natura dinamica della materia: il mercato dell'IA evolve rapidamente, emergono nuovi casi d'uso, nuove tecnologie e nuove forme di rischio. Gli orientamenti adottati nel 2025 potrebbero risultare inadeguati già nel 2027. La Commissione dovrà bilanciare la stabilità degli orientamenti — che crea certezza giuridica per le imprese — con la loro necessaria evoluzione per rimanere aggiornati allo stato dell'arte.

Implicazioni operative: come usare gli orientamenti nella pratica aziendale

Per le imprese, la strategia raccomandata è la seguente: (1) monitorare sistematicamente la pubblicazione degli orientamenti della Commissione sul portale dedicato all'AI Act; (2) integrare gli orientamenti nel proprio programma di compliance come riferimento interpretativo privilegiato; (3) in sede di valutazione di conformità o di procedimento davanti alle autorità nazionali, richiamare espressamente gli orientamenti seguiti; (4) partecipare alle consultazioni pubbliche che la Commissione apre prima della pubblicazione degli orientamenti, contribuendo a orientarne il contenuto in senso favorevole alle esigenze delle imprese. I professionisti della compliance che si adeguano agli orientamenti si trovano in una posizione difensiva più solida di fronte alle autorità di vigilanza.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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