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Ultimo aggiornamento: 7 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
L'articolo 92 del Codice di giustizia contabile disciplina i casi e le modalità con cui l'udienza di discussione può essere rinviata. La regola è che l'udienza si svolga in un unico giorno, con eventuale aggiornamento immediato. Il rinvio a data diversa è possibile d'ufficio per impedimento organizzativo o su istanza motivata di parte, sentito il PM. Il rinvio è disposto con ordinanza a verbale o decreto; se avviene prima dell'udienza, le parti sono preventivamente avvisate. Il rinvio a verbale si considera conosciuto dalle parti presenti e da quelle tenute a comparire.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 92 D.Lgs. 174/2016 — Rinvii dell’udienza

Decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174 — Codice di giustizia contabile (Allegato 1)

1. L’udienza di discussione della causa ha luogo in un unico giorno e, se necessario, è aggiornata ad una udienza immediatamente successiva.

2. Il presidente, di ufficio in caso di impedimento organizzativo, ovvero su motivata istanza di parte e sentito il pubblico ministero, può rinviarla ad altra data.

3. Il rinvio è disposto con ordinanza a verbale o con decreto.

4. Se il rinvio è disposto d’ufficio prima della data di udienza, di esso è data comunque preventiva comunicazione al pubblico ministero e alle parti, a cura della segreteria della sezione.

5. Il rinvio deliberato a verbale è considerato noto alle parti presenti e a quelle che dovevano comparire.

Commento

La regola della concentrazione dell'udienza e il suo significato sistematico

L'articolo 92 del D.Lgs. 174/2016 esprime uno dei principi fondamentali del processo contabile: la concentrazione. Il comma 1 sancisce che l'udienza di discussione deve svolgersi in un unico giorno; solo se necessario essa può essere aggiornata a un'udienza immediatamente successiva, cioè al giorno lavorativo seguente o alla prima data utile nel brevissimo termine. Questa regola mira a evitare la frammentazione del giudizio in molteplici udienze distanziate nel tempo, preservando la continuità della discussione e l'immutabilità del collegio giudicante.

Il principio di concentrazione si ricollega all'articolo 3 del codice, che valorizza l'effettività della tutela giurisdizionale attraverso la concentrazione delle attività processuali, e all'articolo 4, che richiama la ragionevole durata del processo. La celebrazione della discussione in unica soluzione garantisce che i giudici del collegio abbiano fresco in mente il contenuto dell'intera trattazione al momento di assumere la decisione, migliorando la qualità deliberativa.

Il rinvio d'ufficio per impedimento organizzativo

Il comma 2 prevede due ipotesi di rinvio. La prima è il rinvio d'ufficio, disposto dal presidente quando ricorre un impedimento organizzativo, cioè una causa non dipendente dalle parti che rende impossibile o gravemente difficoltosa la celebrazione dell'udienza: mancanza di giudici per malattia o impedimento legittimo, indisponibilità della cancelleria, cause di forza maggiore. In questi casi il presidente agisce autonomamente senza necessità di sentire le parti, proprio perché l'impedimento è oggettivo e non riconducibile a iniziativa di parte.

Il rinvio d'ufficio può avvenire anche prima della data d'udienza, mediante decreto comunicato preventivamente a PM e parti dalla segreteria della sezione, come stabilisce il comma 4. Questa comunicazione preventiva è essenziale per evitare che le parti si rechino inutilmente in cancelleria o in udienza, con i conseguenti costi e disagi.

Il rinvio su istanza di parte: motivazione e contraddittorio con il PM

La seconda ipotesi del comma 2 è il rinvio su istanza di parte. In questo caso il rinvio è subordinato a due condizioni: l'istanza deve essere motivata e il presidente deve sentire il pubblico ministero prima di provvedere. La motivazione dell'istanza serve a evitare che il rinvio diventi uno strumento dilatorio: la parte deve indicare le ragioni concrete che le impediscono di partecipare all'udienza o che rendono opportuno il differimento. L'audizione del PM prima del rinvio garantisce che anche la parte pubblica possa esprimere il proprio parere sulla fondatezza della richiesta.

Questa disciplina differisce da quella del c.p.c., dove il rinvio è sovente accordato con maggiore liberalità. Nel processo contabile, il legislatore ha imposto requisiti più stringenti per tutelare il principio di ragionevole durata del processo, particolarmente importante quando il giudizio verte su risorse pubbliche la cui mancata restituzione incide sui conti dello Stato.

Le forme del provvedimento di rinvio: ordinanza e decreto

Il comma 3 stabilisce che il rinvio è disposto con ordinanza a verbale — durante l'udienza — oppure con decreto, se il rinvio avviene prima dell'udienza stessa. La distinzione tra le due forme ha effetti sulla comunicazione alle parti: l'ordinanza a verbale è immediatamente conoscibile dai presenti, mentre il decreto emesso prima dell'udienza deve essere comunicato dalla segreteria ai sensi del comma 4.

L'ordinanza a verbale, in quanto atto pronunciato in udienza, è formalizzata nel verbale redatto dal segretario ai sensi dell'articolo 91, comma 8, e ne costituisce parte integrante. Il decreto è invece un provvedimento monocratico del presidente, adottato al di fuori dell'udienza e comunicato per iscritto. Entrambe le forme sono munite della stessa efficacia vincolante e determinano il differimento della trattazione alla nuova data.

La conoscibilità del rinvio: presunzione di conoscenza e comunicazione preventiva

I commi 4 e 5 regolano la conoscenza del rinvio da parte dei soggetti processuali. Se il rinvio è disposto d'ufficio prima dell'udienza, la segreteria deve darne comunicazione preventiva al PM e alle parti: si tratta di un obbligo, non di una facoltà. Il comma 5 introduce invece una presunzione legale: il rinvio deliberato a verbale in udienza si considera noto alle parti presenti e a quelle che avrebbero dovuto comparire, anche se non vi erano. Questa presunzione è coerente con i principi generali del processo: la parte che non compare in un'udienza da essa stessa sollecitata o alla quale avrebbe dovuto partecipare subisce le conseguenze della propria assenza.

La presunzione di conoscenza del rinvio a verbale è analoga a quanto previsto dall'articolo 176 c.p.c. per il processo civile ordinario, dove le ordinanze pronunciate in udienza si considerano conosciute dalle parti presenti. La ratio è evidente: richiedere un'ulteriore notificazione per ogni rinvio disposto a verbale appesantirebbe enormemente la macchina processuale senza alcun reale beneficio per le garanzie di difesa.

Effetti del rinvio sull'attività processuale e sulla prescrizione

Il rinvio dell'udienza non produce di per sé effetti sulla prescrizione dell'azione contabile, la cui interruzione è collegata alla notificazione dell'atto di citazione ai sensi delle norme generali. Tuttavia, il prolungamento del giudizio derivante da ripetuti rinvii incide sul complessivo rispetto del canone della ragionevole durata del processo ex articolo 111, comma 2, della Costituzione. Il legislatore del codice di giustizia contabile ha inteso contenere questa problematica imponendo criteri stringenti per il rinvio, in particolare la motivazione dell'istanza di parte e l'audizione del PM prima di provvedere.

Sul piano pratico, le parti e i difensori devono tenere conto che il rinvio disposto a verbale si considera noto anche ai contumaci tenuti a comparire. Ciò significa che, nel calcolo dei termini processuali che decorrono dall'udienza — per esempio i termini per il deposito di memorie o documenti disposti in udienza — il dies a quo coincide con l'udienza rinviata e non con quella successiva, salvo diversa previsione del provvedimento di rinvio.

Casi pratici

Caso 1:

Caso 2:

Caso 3:

Domande frequenti

L'udienza contabile può essere spalmata su più giorni distanti nel tempo?

No, la regola è che si svolga in un unico giorno; l'aggiornamento è ammesso solo a un'udienza immediatamente successiva. Il rinvio a data lontana è eccezionale e subordinato a impedimento organizzativo o istanza motivata di parte.

Il presidente può rinviare l'udienza senza sentire le parti?

Solo in caso di impedimento organizzativo d'ufficio. Se il rinvio è su istanza di parte, deve sentire il pubblico ministero prima di provvedere.

In che forma viene disposto il rinvio dell'udienza?

Con ordinanza a verbale se il rinvio avviene durante l'udienza, oppure con decreto se viene disposto prima della data fissata.

La parte assente all'udienza è avvisata del rinvio?

Se il rinvio è disposto a verbale, si presume noto alle parti presenti e a quelle tenute a comparire, anche se assenti. Se il rinvio è disposto prima dell'udienza, la segreteria deve inviare comunicazione preventiva.

Quanto tempo ha la segreteria per comunicare il rinvio disposto prima dell'udienza?

La norma non fissa un termine specifico, ma impone una comunicazione «comunque preventiva», cioè in tempo utile rispetto alla data d'udienza originariamente fissata.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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