In sintesi
- Il contratto di lavoro aeronautico a tempo indeterminato può essere risolto per volontà dell'esercente o del lavoratore.
- Per la legittimità della risoluzione è necessario il preavviso nei termini stabiliti dalla disciplina collettiva o dagli usi.
- La norma si applica sia al recesso dell'esercente (licenziamento) sia al recesso del lavoratore (dimissioni), con parità formale di trattamento.
- I termini di preavviso sono rimessi alle norme corporative (oggi: CCNL di settore) o, in subordine, agli usi.
- La risoluzione senza preavviso obbliga la parte inadempiente al pagamento dell'indennità sostitutiva del preavviso.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 913 Codice della Navigazione — Cessazione dal contratto a tempo indeterminato per volontà di una delle parti
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione
Il contratto di lavoro a tempo indeterminato cessa per volontà dell'esercente o del lavoratore, purché ne sia dato preavviso all'altro contraente nei termini stabiliti dalle norme corporative o in mancanza dagli usi.
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Commento
Ratio e struttura della norma
L'art. 913 del Codice della navigazione disciplina la cessazione del contratto di lavoro aeronautico a tempo indeterminato per volontà unilaterale di una delle parti. La disposizione si caratterizza per la sua essenzialità: stabilisce il principio del preavviso obbligatorio e rinvia per la determinazione dei termini alle norme corporative e, in subordine, agli usi. Il principio del preavviso è comune al diritto del lavoro in generale (cfr. art. 2118 c.c.) e risponde all'esigenza di tutelare entrambe le parti da una risoluzione improvvisa del rapporto: l'esercente ha bisogno di tempo per sostituire il lavoratore, il lavoratore ha bisogno di tempo per trovare un nuovo impiego.
Il preavviso: natura e funzione
Il preavviso è la comunicazione con cui la parte che intende recedere avvisa l'altra con un anticipo sufficiente. Durante il periodo di preavviso il contratto continua a produrre i propri effetti: il lavoratore è tenuto a prestare servizio, l'esercente a corrispondere la retribuzione. La mancanza del preavviso obbliga la parte inadempiente al pagamento dell'indennità sostitutiva, corrispondente alla retribuzione del periodo di preavviso non goduto. Nel settore aeronautico i contratti collettivi prevedono termini differenziati per qualifica e anzianità: i piloti comandanti sono soggetti a termini più lunghi rispetto al personale di cabina, in considerazione delle maggiori difficoltà di sostituzione. L'obbligo del preavviso si applica sia al licenziamento sia alle dimissioni, con la sola eccezione del recesso per giusta causa (art. 2119 c.c.).
Rapporto con la normativa lavoristica generale
L'art. 913 si applica come norma speciale del Codice della navigazione nei confronti dei lavoratori aeronautici. Laddove il Codice non disponga espressamente, si applicano le norme del diritto comune del lavoro in quanto compatibili. La tutela contro il licenziamento ingiustificato prevista dallo Statuto dei lavoratori (L. 300/1970) e dal D.Lgs. 23/2015 si applica anche al personale aeronautico: la necessità di giusta causa o giustificato motivo per il licenziamento, la forma scritta e le tutele reintegratorie o indennitarie in caso di licenziamento illegittimo seguono le regole generali dell'ordinamento lavoristico, cui il Codice della navigazione non deroga esplicitamente.
Determinazione dei termini di preavviso: gerarchia delle fonti
La norma segue la consueta gerarchia di fonti. In primo luogo i contratti collettivi di settore, che in genere prevedono termini più favorevoli al lavoratore rispetto al minimo legale. In assenza di disciplina collettiva — ipotesi residuale nel settore ampiamente coperto da contrattazione — si applicano gli usi della piazza o del settore. Il ricorso all'analogia con la disciplina del codice civile (art. 2118 c.c.) è ammissibile come strumento interpretativo integrativo, ma non come fonte primaria: la norma speciale prevale laddove vi sia una regolamentazione di settore.
Dimissioni del lavoratore: specificità del lavoro aeronautico
Un profilo peculiare riguarda le dimissioni durante le operazioni di volo. Il lavoratore aeronautico che si dimetta non può abbandonare il servizio in modo tale da mettere a rischio la sicurezza del volo: le dimissioni con effetto immediato non possono essere esercitate durante le operazioni attive. Le norme di sicurezza aeronautica (normativa ENAC, regolamenti EASA) prevalgono in ogni caso sulle facoltà contrattuali, limitando di fatto la possibilità di recesso immediato alle situazioni in cui il lavoratore sia a terra e non in servizio attivo. Anche in tali contesti, le dimissioni per giusta causa restano naturalmente ammissibili senza obbligo di preavviso.
Casi pratici
Caso 1: Esercente che licenzia senza preavviso
Tizio, pilota comandante con contratto a tempo indeterminato, viene licenziato dall'esercente senza il rispetto del termine di preavviso previsto dal CCNL applicabile (sei mesi per la sua qualifica e anzianità). L'esercente è tenuto a corrispondere l'indennità sostitutiva del preavviso, corrispondente alla retribuzione dei sei mesi che avrebbero dovuto essere lavorati.
Caso 2: Assistente di volo che si dimette senza rispettare il preavviso
Caio, assistente di volo, comunica le proprie dimissioni con effetto immediato per accettare un'offerta di una compagnia concorrente, senza rispettare il preavviso bimestrale previsto dal contratto collettivo. L'esercente ha diritto di trattenere dalla liquidazione finale l'importo corrispondente alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato.
Caso 3: Controversia sul termine di preavviso in assenza di CCNL
Sempronio, tecnico di bordo assunto da una compagnia non aderente ad alcuna associazione datoriale, contesta il termine di preavviso intimatogli come insufficiente. In assenza di disciplina collettiva, il giudice del lavoro dovrà fare riferimento agli usi del settore aeronautico nella piazza di riferimento per determinare il termine congruo applicabile alla fattispecie.
Domande frequenti
Qual è il termine di preavviso per il licenziamento di un pilota?
I termini sono stabiliti dal contratto collettivo applicabile (CCNL del personale navigante tecnico), differenziati per qualifica e anzianità. In assenza di disciplina collettiva, si fa riferimento agli usi del settore.
Cosa succede se l'esercente licenzia senza preavviso?
L'esercente è tenuto a corrispondere l'indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito durante il periodo non goduto.
Il lavoratore che si dimette deve rispettare il preavviso?
Sì, anche le dimissioni richiedono il preavviso nei termini previsti dalla disciplina collettiva. La mancanza del preavviso obbliga il lavoratore a corrispondere all'esercente la relativa indennità sostitutiva.
L'art. 913 si applica anche ai contratti a tempo determinato?
No, la norma riguarda espressamente i contratti a tempo indeterminato. I contratti a tempo determinato cessano di diritto alla scadenza del termine, con le specificità dell'art. 912 per la scadenza in corso di viaggio.
Le tutele contro il licenziamento ingiustificato si applicano al personale aeronautico?
Sì, la normativa lavoristica generale si applica anche al personale aeronautico in quanto compatibile con la disciplina speciale del Codice. Il licenziamento deve essere sorretto da giusta causa o giustificato motivo.
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