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Ultimo aggiornamento: 23 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Obbligo decennale di comunicare variazioni patrimoniali per chi è stato definitivamente sottoposto a misura.
  • Termine: 30 giorni dal fatto per comunicazioni puntuali; 31 gennaio per riepilogo annuale.
  • Soglia di rilevanza: 10.329,14 euro per singolo elemento o aggregato.
  • Esclusi i beni destinati ai bisogni quotidiani.
  • Decorrenza dal decreto definitivo o dalla sentenza definitiva di condanna.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 80 D.Lgs. 159/2011 — Obbligo di comunicazione

D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 — Codice antimafia

1. Salvo quanto previsto dall' articolo 30 della legge 13 settembre 1982, n. 646 , le persone già sottoposte, con provvedimento definitivo, ad una misura di prevenzione, sono tenute a comunicare per dieci anni, ed entro trenta giorni dal fatto, al nucleo di polizia tributaria del luogo di dimora abituale, tutte le variazioni nell'entità e nella composizione del patrimonio concernenti elementi di valore non inferiore ad euro 10.329,14. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, i soggetti di cui al periodo precedente sono altresì tenuti a comunicare le variazioni intervenute nell'anno precedente, quando concernono complessivamente elementi di valore non inferiore ad euro 10.329,14. Sono esclusi i beni destinati al soddisfacimento dei bisogni quotidiani.

2. Il termine di dieci anni decorre dalla data del decreto ovvero dalla data della sentenza definitiva di condanna.

3. Gli obblighi previsti nel comma 1 cessano quando la misura di prevenzione è a qualunque titolo revocata.

Commento

Ratio: monitoraggio post-misura

L'articolo 80 risponde a una preoccupazione concreta del legislatore. Una volta che la misura di prevenzione si è esaurita, il soggetto potrebbe rientrare nel circuito delle relazioni economiche illecite arricchendosi nuovamente. Per intercettare questa eventualità il Codice impone una sorveglianza patrimoniale decennale, fondata sull'autodichiarazione del destinatario stesso e sul controllo della Guardia di Finanza.

Decorrenza e durata del decennio

L'obbligo decorre dalla data del decreto applicativo definitivo o dalla sentenza definitiva di condanna che ha applicato la misura. Dieci anni sono un orizzonte lungo, scelto in coerenza con i tempi di consolidamento di una nuova attività imprenditoriale o di un patrimonio. La revoca della misura, come precisa il comma 3, fa cessare ogni obbligo.

Modalità di comunicazione: doppio binario

La norma distingue due adempimenti distinti ma coordinati. Da un lato la comunicazione puntuale entro 30 giorni dal singolo fatto, quando emerge una variazione superiore a 10.329,14 euro. Dall'altro la comunicazione annuale entro il 31 gennaio dell'anno successivo, che riassume le variazioni aggregate che da sole non avrebbero superato la soglia ma che cumulate la oltrepassano. Il duplice canale evita zone grigie e responsabilizza il destinatario.

Cosa va comunicato

Devono essere segnalate tutte le variazioni nell'entità e nella composizione del patrimonio. Sono interessate operazioni di acquisto, vendita, donazione, conferimento societario, costituzione di trust o di vincoli di destinazione. Sono esclusi i beni destinati al soddisfacimento dei bisogni quotidiani: una spesa per arredamento di casa, l'acquisto di abbigliamento, le piccole utenze. La linea di confine richiede prudenza interpretativa.

Sanzioni e profili penali

Il rinvio dell'incipit all'articolo 30 della L. 646/1982 mantiene in vigore la sanzione penale per omessa o falsa comunicazione, che configura reato. La giurisprudenza ha precisato che l'obbligo è personale e non delegabile, anche se l'assistenza di un consulente può supportare la corretta compilazione. La mancata comunicazione, oltre alla sanzione, fa scattare nuove verifiche dell'articolo 79.

Coordinamento con l'art. 79

I due articoli operano in sequenza temporale. L'articolo 79 disciplina le verifiche durante la misura, l'articolo 80 le comunicazioni dopo la sua definitività. Quando il soggetto rispetta diligentemente l'obbligo decennale, riduce il rischio di nuove iniziative ablative. Quando lo viola, fornisce alla magistratura un indice di pericolosità persistente.

Casi pratici

Caso 1: Acquisto immobile sopra soglia

Caso 2: Cumulo annuale di acquisti minori

Domande frequenti

Da quando decorrono i dieci anni di obbligo?

Dalla data del decreto definitivo che applica la misura di prevenzione o dalla sentenza definitiva di condanna.

Devo comunicare ogni piccolo acquisto?

No. La soglia di rilevanza è 10.329,14 euro per singolo elemento, oppure variazioni che cumulate superino tale soglia nell'arco dell'anno solare.

Cosa accade se non comunico una variazione?

Si configura il reato previsto dall'articolo 30 della L. 646/1982 e si attivano nuove verifiche della Guardia di Finanza ai sensi dell'articolo 79.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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