In sintesi
- L'ENAC individua gli aeroporti per i quali è necessaria la valutazione dell'impatto di rischio derivante dalle attività aeronautiche sulle comunità limitrofe.
- La finalità della norma è ridurre il rischio per la popolazione residente nei territori adiacenti agli aeroporti in caso di incidente o inconveniente grave.
- I comuni interessati sono tenuti a tener conto delle valutazioni di rischio nelle proprie funzioni di pianificazione e gestione del territorio.
- La valutazione di rischio si raccorda con l'adozione dei piani di rischio previsti dall'art. 707, quinto comma, nelle direzioni di decollo e atterraggio.
Testo dell'articoloVigente
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 715 Codice della Navigazione — Valutazione di rischio delle attività aeronautiche
R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione
Al fine di ridurre il rischio derivante dalle attività aeronautiche alle comunità presenti sul territorio limitrofo agli aeroporti, l'ENAC individua gli aeroporti per i quali effettuare la valutazione dell'impatto di rischio. Nell'esercizio delle proprie funzioni di pianificazione e gestione del territorio, i comuni interessati tengono conto della valutazione di cui al primo comma.
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
In sintesi
Ratio e contesto internazionale
L'articolo 715 del Codice della navigazione introduce uno strumento di valutazione preventiva del rischio aeronautico sull'ambiente urbano circostante gli aeroporti. La norma si inserisce in un trend regolatorio internazionale sviluppatosi negli anni Novanta del Novecento, sull'onda di alcuni gravi incidenti aeronautici che avevano dimostrato come le conseguenze di un impatto tra un aeromobile e aree abitate possano essere catastrofiche — basti pensare al disastro di Amsterdam Bijlmermeer (1992), che spinse diversi paesi europei a rivedere le proprie politiche di land use planning nelle vicinanze degli aeroporti. L'ICAO, nei suoi documenti di orientamento (Doc 9137, Aeroporto, parte 9), ha sviluppato strumenti metodologici per la valutazione del rischio individuale e collettivo legato alle operazioni aeroportuali, che l'art. 715 recepisce nel contesto ordinamentale italiano attribuendo all'ENAC il compito di selezionare gli aeroporti per cui effettuare tale valutazione e di raccordarla con la pianificazione territoriale comunale.
La valutazione dell'impatto di rischio: presupposti e contenuto
La norma non impone all'ENAC di effettuare la valutazione del rischio per tutti gli aeroporti, ma le attribuisce il compito di individuare quelli per cui la valutazione è necessaria. I criteri di selezione non sono esplicitati dalla norma primaria — la quale rinvia implicitamente ai criteri tecnici elaborati dall'ENAC con proprie linee guida — ma è ragionevole ritenere che tra gli elementi rilevanti rientrino l'intensità del traffico aereo, la tipologia di operazioni (voli a corto-medio raggio vs. lungo raggio, aviazione commerciale vs. generale, voli notturni), la densità abitativa delle zone di avvicinamento e partenza, e la presenza di attività particolarmente sensibili (ospedali, scuole, insediamenti industriali pericolosi) nelle vicinanze della pista. La valutazione dell'impatto di rischio è un'analisi probabilistica che stima il rischio individuale (probabilità che un singolo individuo sia vittima di un incidente aeronautico in un dato anno) e il rischio sociale (probabilità di incidenti con un determinato numero di vittime), rappresentandone i risultati su mappe di rischio che identificano zone a rischio crescente in funzione della distanza dalla pista.
Il raccordo con la pianificazione urbanistica comunale
I comuni interessati sono obbligati a tener conto delle valutazioni di rischio nelle proprie funzioni di pianificazione e gestione del territorio. Questo obbligo di considerazione non equivale a un vincolo assoluto — il comune non è tenuto a vietare ogni insediamento nelle zone a rischio più elevato — ma impone un processo decisionale che incorpori le risultanze della valutazione ENAC. In concreto, i comuni dovranno evitare di destinare a usi particolarmente sensibili (residenze ad alta densità, strutture sanitarie, scuole) le aree più prossime alle piste e alle traiettorie di avvicinamento, e potranno prevedere zonizzazioni che riducano progressivamente l'intensità degli insediamenti nelle fasce di rischio più elevate. Il mancato rispetto di questo obbligo espone gli strumenti urbanistici al rischio di illegittimità per violazione della normativa aeronautica speciale.
Raccordo con i piani di rischio ex art. 707 e con la VAS
L'art. 715 si raccorda strettamente con il quinto comma dell'art. 707, che prevede l'adozione da parte dei comuni di «piani di rischio» nelle direzioni di atterraggio e decollo. I piani di rischio ex art. 707 sono strumenti urbanistici locali che traducono le valutazioni di rischio ENAC in prescrizioni operative vincolanti per i nuovi insediamenti. L'art. 715 fornisce la base conoscitiva — la valutazione dell'impatto di rischio — che alimenta la redazione dei piani di rischio locali. Il sistema è completato dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS, D.Lgs. 152/2006) degli strumenti urbanistici nelle aree aeroportuali, nell'ambito della quale la valutazione di rischio ex art. 715 costituisce uno degli elementi di analisi ambientale da esaminare.
Casi pratici
Caso 1: Piano regolatore comunale in zona di rischio aeroportuale
Il comune in cui è situato l'aeroporto dove lavora Tizio come pilota riceve dalla Regione un finanziamento per costruire un nuovo quartiere residenziale; la zona individuata si trova sotto la traiettoria di avvicinamento alla pista principale. Il comune, prima di approvare il piano attuativo, deve tener conto della valutazione di rischio ENAC che classifica l'area come zona ad alto rischio individuale: l'ente locale delibera di modificare la destinazione d'uso dell'area da residenziale a produttiva-artigianale, compatibile con i livelli di rischio aeronautico.
Caso 2: Ospedale proposto in prossimità di un aeroporto ad alto traffico
Il comune in cui è presente un grande aeroporto internazionale intende costruire un nuovo ospedale in un'area che, secondo la valutazione di rischio ENAC, ricade in una delle fasce di rischio più elevate. Caio, funzionario del settore urbanistico, riferisce all'amministrazione che la destinazione a struttura sanitaria è incompatibile con il livello di rischio stimato dall'ENAC per quell'area, e propone di spostare il nuovo ospedale in una zona a rischio più basso, fuori dalle fasce di rispetto più stringenti.
Caso 3: Aggiornamento del piano regolatore dopo la revisione della valutazione di rischio
L'ENAC aggiorna la valutazione di rischio per un aeroporto regionale a seguito di un significativo aumento del traffico aereo: le nuove mappe mostrano che alcune aree precedentemente classificate a rischio basso ora ricadono in fasce di rischio più elevate. Il comune, informato dall'ENAC, avvia la procedura di variante al piano regolatore per adeguarlo alla nuova valutazione, e Sempronio, proprietario di un terreno ora classificato in zona ad alto rischio, si oppone alla modifica della destinazione urbanistica avanzando le proprie osservazioni nel procedimento di adozione della variante.
Domande frequenti
A cosa serve la valutazione di rischio aeronautico prevista dall'art. 715?
Serve a stimare la probabilità e le conseguenze di incidenti aeronautici per le comunità residenti nelle aree limitrofe agli aeroporti. I risultati — tradotti in mappe di rischio — devono essere considerati dai comuni nella pianificazione territoriale per evitare insediamenti ad alta densità o strutture sensibili nelle zone a rischio più elevato.
L'ENAC deve effettuare la valutazione di rischio per tutti gli aeroporti italiani?
No. L'art. 715 prevede che l'ENAC individui gli aeroporti per i quali effettuare la valutazione, sulla base di criteri tecnici come l'intensità del traffico, la tipologia di operazioni e la densità abitativa delle zone circostanti. Non tutti gli aeroporti sono soggetti alla medesima procedura di valutazione.
I comuni sono obbligati a rispettare le valutazioni di rischio ENAC nella pianificazione urbanistica?
Sono obbligati a tenerle in conto, non a seguirle ciecamente. L'art. 715 impone un obbligo di considerazione: i comuni devono verificare la compatibilità delle scelte urbanistiche con le valutazioni di rischio, evitando in particolare di destinare le aree ad alto rischio a usi sensibili come residenze dense, scuole o ospedali.
Qual è il rapporto tra la valutazione di rischio ex art. 715 e i piani di rischio ex art. 707?
La valutazione ENAC ex art. 715 fornisce la base conoscitiva (analisi probabilistica del rischio aeronautico); i piani di rischio comunali ex art. 707 traducono questa base conoscitiva in prescrizioni urbanistiche operative per i nuovi insediamenti nelle direzioni di decollo e atterraggio.
Un privato può impugnare la valutazione di rischio dell'ENAC?
Il privato che subisce pregiudizi dalla valutazione di rischio (ad esempio perché la classificazione ad alto rischio svaluta il suo terreno o limita le possibilità edificatorie) può impugnarla davanti al TAR, contestando i criteri tecnici adottati o il procedimento seguito dall'ENAC nella sua adozione.