Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Massime giurisprudenziali
  4. Pronunce Corte Costituzionale
  5. Prassi e linee guida
  6. Casi pratici
  7. Domande frequenti
  8. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 715 c.p. [Abrogato]

Articolo abrogato.

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
Per il testo normativo integrale e aggiornato consulta Normattiva.it.

In sintesi

  • L'articolo 715 c.p. è formalmente abrogato e completamente inerte giuridicamente
  • Parte del complesso di contravvenzioni di polizia morale eliminate dalla riforma del sistema penale
  • Non applicabile a nessun fatto, passato o presente
  • Nessuna norma vigente lo sostituisce direttamente; consultare leggi specifiche per tematiche analoghe
Indice dei contenuti

Articolo 715 del Codice Penale è stato abrogato e non possiede alcun valore normativo nel contesto giuridico italiano contemporaneo.

Ratio

L'articolo 715, coerentemente con altre norme dello stesso capo (articoli 707-717), è stato abrogato come parte della progressiva scansione del Codice Penale fascista del 1931 verso standard moderni di diritto costituzionale. La ratio della riforma è stata l'eliminazione delle figure di reato 'di pericolo astratto' o di 'sospetto', che non fossero ancorate a un fatto concreto e specifico. L'articolo 715 incarnava una di queste fattispecie obsolete.

L'abrogazione rappresenta il trionfo del principio di tassatività della legge penale (articolo 25 della Costituzione) su un approccio pre-costituzionale di controllo diffuso della popolazione mediante fattispecie vaghe e soggettive. La norma non ha sviluppato un corpus significativo di giurisprudenza moderna, perché è stata rimossa dal sistema prima che si potesse cristallizzare in precedenti robusti.

Analisi

Formalmente, l'articolo 715 è un 'articolo fantasma': presente nel testo storico del Codice Penale, marchiato come '[Abrogato]', completamente privo di commi, pene, o contenuto applicabile. Dal punto di vista tecnico-giuridico, è una nullità, una non-entità nel sistema legale vivo. Non esiste ambiguità interpretativa, discussione dottrinale moderna, o sentenza della Cassazione che affronti l'articolo 715, perché la norma è sottratta al campo di applicazione della giustizia penale contemporanea.

Nella storia della dottrina penalistica italiana, l'articolo 715 potrebbe apparire in manuali specializzati sulla genesi del Codice Penale del 1931 o sulle riforme successive, ma non in trattati di diritto penale applicativo moderno, se non a titolo di curiosità o di resoconto storico.

Quando si applica

Non si applica. Non è possibile alcuno scenario in cui un giudice contemporaneo fondi una sentenza sull'articolo 715, un pubblico ministero lo contesti, un avvocato lo invochi in difesa. Anche per fatti storici commessi decenni prima dell'abrogazione della norma, la combinazione di prescrizione e abrogazione ex tunc rende la disposizione assolutamente inoperante. Se una sentenza storica aveva citato l'articolo 715, quella condanna oggi sarebbe ineseguibile e suscettibile di revisione.

In nessun contesto contemporaneo (civile, amministrativo, penale) l'articolo 715 è rilevante. È una norma 'morta'.

Connessioni

L'articolo 715 appartiene alla stessa costellazione di norme abrogate che caratterizza il Capo XX del Codice Penale. Non ha connessioni funzionali con alcun articolo vigente, né rimandi significativi nella legislazione moderna. Se il fatto che avrebbe originariamente rientrasse in 715 costituisce reato sotto una norma moderna (ricettazione, riciclaggio, ecc.), allora quella norma moderna è applicabile; altrimenti il fatto è semplicemente decriminato.

Riferimenti generali: articoli 645-648-ter c.p. (ricettazione e riciclaggio moderni), articolo 25 della Costituzione (tassatività della legge penale), Disposizioni sulla legge in generale (abrogazione e retroattività).

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi dell'Agenzia delle Entrate

Casi pratici

Caso 1: Caso 1

Un giudice di tribunale, durante la revisione di una cartella processuale del 1980 relativa a un imputato (Sempronio) che era stato condannato per violazione dell'articolo 715 in concorso con ricettazione, nota che la sentenza menzionava esplicitamente questa norma. Il giudice contemporaneo deve concludere che la parte di condanna relativa all'articolo 715 è ora invalida, perché la norma è stata abrogata. Se Sempronio chiede revisione della sentenza, ha diritto all'annullamento della condanna per 715, sebbene potrebbe mantenersi in piedi quella per ricettazione (che è ancora vigente).

Caso 2: Caso 2

Un cittadino (Mevio) scopre tra i documenti del padre defunto una sentenza di condanna del 1975 che lo riguardava, basata tra l'altro sull'articolo 715. Mevio chiede al suo avvocato se la condanna è ancora valida. L'avvocato risponde che la norma è stata abrogata, quindi quella parte della condanna non ha alcun valore legale. Mevio potrebbe richiedere una revisione della sentenza con il motivo dell'abrogazione della norma, anche se il padre è deceduto e non usufruirà personalmente del risultato (potrebbe però interessare la reputazione postuma o questioni di eredità).

Domande frequenti

Quando è stato abrogato l'articolo 715?

La data precisa non è specificata nel contesto disponibile, ma l'abrogazione è risalente, parte della riforma progressiva del Codice Penale verso principi costituzionali.

L'articolo 715 aveva pene detentive o solo ammende?

Non è nota la composizione precisa della norma abrogata. Come altre contravvenzioni di polizia morale, probabilmente prevedeva pene leggere (pochi mesi di reclusione, ammende modeste).

Se una sentenza cita l'art. 715 come 'circostanza aggravante', è ancora valida?

No. Anche l'uso della norma come 'circostanza' è illegittimo, dato che la norma non esiste più. La sentenza dovrebbe essere riformulata senza tale riferimento.

Posso essere processato oggi per un fatto che rientrasse nell'art. 715?

Solo se il fatto rientra in una fattispecie penale vigente. Altrimenti no. L'abrogazione implica decriminazione (il fatto non è più reato).

Qual è la differenza tra 'abrogazione' e 'incostituzionalità' di una norma?

Abrogazione: la norma è stata eliminata dal legislatore ordinario. Incostituzionalità: la Corte Costituzionale l'ha dichiarata contraria alla Costituzione. Effetti pratici simili: la norma non è più applicabile.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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