Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 706 c.p.p. – Ricorso per cassazione

Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Ricorso per cassazione

1. Contro la sentenza della corte di appello può essere proposto ricorso per cassazione, anche per il merito, dalla persona interessata, dal suo difensore, dal procuratore generale e dal rappresentante dello stato richiedente. La corte decide entro sei mesi dal ricevimento del ricorso.

2. Nel giudizio davanti alla corte di cassazione si applicano le disposizioni dell’articolo 704.

In sintesi

  • Il ricorso per cassazione è rimedio impugnatorio contro le sentenze della Corte di Appello, disponibile a chiunque abbia interesse.
  • Il ricorso può riguardare vizi di diritto e, eccezionalmente, anche questioni di merito secondo criteri ristretti.
  • I legittimati sono: l'imputato, il difensore, il procuratore generale, il rappresentante dello Stato richiedente (in estradizione).
  • Nel giudizio davanti alla Corte di Cassazione si applicano le disposizioni dell'art. 704 CPP, che regola modalità e termini di ricorso.
Indice dei contenuti

Contro la sentenza di Corte d'Appello è possibile ricorrere in cassazione anche per il merito, proposto da imputato, difensore o rappresentante Stato.

Ratio

L'articolo 706 regola l'accesso al giudizio di legittimità dinanzi alla Corte di Cassazione per le sentenze di appello. Garantisce il diritto di difesa e il controllo di legalità anche dopo il secondo grado, permettendo di sollevare questioni di principio e vizi procedurali. La «cassazione anche per il merito» è eccezione rispetto al ruolo tradizionale della Cassazione (controllo di diritto), introdotta per evitare ingiustizie sostanziali manifeste.

Analisi

Comma 1 stabilisce che i soggetti interessati possono ricorrere in cassazione contro la sentenza di Corte d'Appello. La formula «anche per il merito» allude ai casi in cui il ricorrente contesta non solo applicazione errata della legge, ma anche la valutazione probatoria o l'escussione di prove. Tuttavia, la Cassazione non rivaluta le prove come il giudice di merito: interviene solo se la valutazione è illogica, contraddittoria, manifestamente iniqua o dovuta a comprovata negligenza. Comma 2 rinvia alle disposizioni dell'art. 704, che contiene i requisiti, i termini, i modelli del ricorso e i criteri di ammissibilità.

Quando si applica

Ogni sentenza di Corte d'Appello (penale, civile nei procedimenti misti) è passibile di ricorso in cassazione se sussistono i presupposti: violazione di legge, vizi di procedura, irragionevolezza della sentenza. Il termine ordinario è 30 giorni dalla notificazione. In materia di estradizione, il rappresentante dello Stato richiedente può ricorrere per cassazione se la Corte d'Appello nega l'estradizione per motivi di diritto ritenuti erronei.

Connessioni

Collegate normative: art. 704 CPP (ricorso in cassazione, termini, forma); artt. 570-600 CPP (processo di appello); artt. 625-650 CPP (sentenza di appello); artt. 690-698 CPP (procedure estradizione); art. 111 Costituzione (diritto a ricorso); art. 6 CEDU (diritto a processo equo). La Cassazione è giudice di legittimità e ha sede a Roma presso il Palazzo di Giustizia.

Casi pratici

Caso 1: Sempronio è condannato in primo grado per truffa a 3 anni di reclusione

In appello, la sentenza lo assolve per insufficienza di prove, ma il PM ricorre in cassazione asserendo che la Corte d'Appello ha valutato irrazionalmente le testimonianze. La Cassazione esamina se la decisione di merito è contraddittoria o manifestamente ingiusta; se lo constata, annulla e rinvia per nuovo processo di appello.

Caso 2: Caso 2

Mevio è ricercato dal suo Paese per traffico di droga e l'Italia ha ricevuto richiesta di estradizione. La Corte d'Appello nega l'estradizione applicando l'art. 698 CPP (rischio persecuzione). Il Paese richiedente propone ricorso in cassazione sostenendo che il giudice ha travisato i fatti circa il rischio. La Cassazione riesamina la valutazione del pericolo concreto.

Domande frequenti

Quali sono i termini per proporre ricorso in cassazione?

Il termine ordinario è 30 giorni dalla notificazione della sentenza di Corte d'Appello. Nel procedimento di estradizione, il termine può variare in base agli accordi internazionali. Il ricorso deve essere sottoscritto dall'avvocato e contenere specifiche di diritto violato.

La Cassazione può riesaminare le prove come il giudice di merito?

No, la Cassazione non rivaluta le prove nel merito ordinario. Interviene solo se la valutazione probatoria è illogica, contraddittoria, manifestamente irragionevole o frutto di errore materiale palese. È il controllo di «ragionevolezza» della decisione.

Chi può proporre ricorso in cassazione?

L'imputato (personalmente o tramite difensore), il procuratore generale presso la Corte di Cassazione, il PM nelle cause in cui l'accusa non è pienamente soddisfatta, il rappresentante dello Stato richiedente in estradizione.

Qual è la differenza tra ricorso in cassazione e ricorso straordinario per cassazione?

Il ricorso ordinario (art. 706) è contro sentenze di Corte d'Appello entro 30 giorni. Il ricorso straordinario (art. 673 CPP) è contro sentenze definitive (cassate) e decorrenze di prescrizione, proposto entro 10 anni per vizi gravi (nuovo fatto, falsa testimonianza scoperta).

Se la Cassazione accoglie il ricorso, cosa succede?

La Cassazione annulla la sentenza di Corte d'Appello, interamente o in parte, e ordina un nuovo giudizio davanti a una diversa Corte d'Appello (rinvio), oppure decide nel merito se non è necessario nuovo giudizio (rare ipotesi).

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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