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Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • La riabilitazione estingue gli effetti delle misure di prevenzione dopo almeno tre anni dalla cessazione.
  • L'istanza è proposta alla corte d'appello competente dal soggetto interessato.
  • Sono richiesti buona condotta e assenza di nuovi indizi di pericolosità.
  • La corte decide con decreto motivato, dopo aver sentito il pubblico ministero e l'interessato.
  • L'accoglimento comporta cancellazione delle iscrizioni e ripristino della capacità giuridica piena.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 70 D.Lgs. 159/2011 — Riabilitazione

D.Lgs. 6 settembre 2011, n. 159 — Codice antimafia

1. Dopo tre anni dalla cessazione della misura di prevenzione personale, l'interessato può chiedere la riabilitazione. La riabilitazione è concessa, se il soggetto ha dato prova costante ed effettiva di buona condotta, dalla corte di appello nel cui distretto ha sede l'autorità giudiziaria che dispone l'applicazione della misura di prevenzione o dell'ultima misura di prevenzione.

2. La riabilitazione comporta la cessazione di tutti gli effetti pregiudizievoli riconnessi allo stato di persona sottoposta a misure di prevenzione nonché la cessazione dei divieti previsti dall'articolo 67.

3. Si osservano, in quanto compatibili, le disposizioni del codice di procedura penale riguardanti la riabilitazione.

4. Quando è stata applicata una misura di prevenzione personale nei confronti dei soggetti di cui all'articolo 4, comma 1, lettera a) e b), la riabilitazione può essere richiesta dopo cinque anni dalla cessazione della misura di prevenzione personale.

In sintesi

  • La riabilitazione estingue gli effetti delle misure di prevenzione dopo almeno tre anni dalla cessazione.
  • L'istanza è proposta alla corte d'appello competente dal soggetto interessato.
  • Sono richiesti buona condotta e assenza di nuovi indizi di pericolosità.
  • La corte decide con decreto motivato, dopo aver sentito il pubblico ministero e l'interessato.
  • L'accoglimento comporta cancellazione delle iscrizioni e ripristino della capacità giuridica piena.

La riabilitazione è strumento di reinserimento sociale che restituisce al soggetto la piena capacità giuridica dopo un periodo di buona condotta successivo alla misura di prevenzione. È fondamentale nel sistema antimafia perché evita che gli effetti delle misure si perpetuino indefinitamente, compromettendo la possibilità di riemersione lecita del destinatario.

Presupposti temporali

L'istanza può essere proposta dopo almeno tre anni dalla cessazione della misura di prevenzione personale. Il termine decorre dall'esecutività del provvedimento di cessazione e non è suscettibile di sospensione, salvo casi eccezionali. La triennalità mira a verificare la stabilità della condotta lecita del soggetto nel lungo periodo.

Presupposti sostanziali

Occorre prova di buona condotta nel triennio successivo alla cessazione e assenza di nuovi indizi di pericolosità. La buona condotta si valuta non solo in termini di assenza di reati, ma anche di adempimenti civili, fiscali, di mantenimento dell'impiego o di reinserimento sociale documentato. La giurisprudenza richiede una verifica complessiva del comportamento.

Competenza e procedura

La competenza è della corte d'appello del distretto in cui ha sede il tribunale che ha applicato la misura. L'istanza è proposta personalmente dall'interessato o tramite difensore. Il procedimento si svolge nelle forme camerali, con audizione del pubblico ministero e dell'interessato. La corte può disporre accertamenti integrativi attraverso le forze dell'ordine.

Decisione e ricorso

La corte decide con decreto motivato. L'accoglimento estingue gli effetti delle misure: cancellazione dalle iscrizioni nei registri, possibilità di accedere nuovamente a licenze, contratti pubblici, finanziamenti, cariche elettive. Il rigetto può essere ricorso per cassazione per violazione di legge. Il nuovo procedimento richiede un ulteriore triennio dall'esito negativo.

Effetti pratici

L'effetto principale è la restituzione della capacità giuridica piena. Il riabilitato può richiedere licenze (con valutazione discrezionale della autorità rilasciante), partecipare a gare pubbliche e ricoprire cariche. Le iscrizioni nel casellario relative alle misure sono cancellate. Restano efficaci eventuali sentenze penali di condanna autonome, soggette alla riabilitazione penale ex art. 178 c.p.

Casi pratici

Caso 1: Riabilitazione concessa dopo tre anni

Caso 2: Rigetto per indizi residui

Domande frequenti

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-23
A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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