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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Il Prefetto può annullare d'ufficio i provvedimenti del podestà (Sindaco) in materia di impianti di materie insalubri o pericolose, anche senza che sia stato proposto ricorso da parte di terzi.
  • L'annullamento richiede il preventivo parere del Consiglio provinciale sanitario o dell'ufficio del Genio Civile, a seconda che il profilo prevalente sia sanitario o strutturale-ingegneristico.
  • Il presupposto è che il provvedimento comunale risulti contrario alla sanità o alla sicurezza pubblica: il Prefetto esercita un controllo di merito e di legittimità, non solo di legittimità formale.
  • La norma attribuisce al Prefetto un potere di sorveglianza attiva sul territorio, consentendo interventi anche in assenza di istanze di parte, in una logica puramente preventiva.
  • Il provvedimento di annullamento è definitivo ai sensi dell'art. 67 TULPS, chiudendo il sistema dei rimedi amministrativi di primo grado nelle materie del TULPS.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 65 TULPS

R.D. 18 giugno 1931, n. 773 — Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza

Il prefetto, sentito il parere del consiglio provinciale sanitario o dell'ufficio del genio civile, può, anche in mancanza di ricorso, annullare il provvedimento del podestà che ritenga contrario alla sanità o alla sicurezza pubblica.

In sintesi

  • Il Prefetto può annullare d'ufficio i provvedimenti del podestà (Sindaco) in materia di impianti di materie insalubri o pericolose, anche senza che sia stato proposto ricorso da parte di terzi.
  • L'annullamento richiede il preventivo parere del Consiglio provinciale sanitario o dell'ufficio del Genio Civile, a seconda che il profilo prevalente sia sanitario o strutturale-ingegneristico.
  • Il presupposto è che il provvedimento comunale risulti contrario alla sanità o alla sicurezza pubblica: il Prefetto esercita un controllo di merito e di legittimità, non solo di legittimità formale.
  • La norma attribuisce al Prefetto un potere di sorveglianza attiva sul territorio, consentendo interventi anche in assenza di istanze di parte, in una logica puramente preventiva.
  • Il provvedimento di annullamento è definitivo ai sensi dell'art. 67 TULPS, chiudendo il sistema dei rimedi amministrativi di primo grado nelle materie del TULPS.
Ratio e funzione sistematica

L'articolo 65 TULPS si inserisce nel sistema di vigilanza prefettizia sugli atti delle autorità comunali in materia di pubblica sicurezza e salute pubblica, che percorre l'intero impianto del Testo Unico del 1931. La disposizione attribuisce al Prefetto un potere di annullamento d'ufficio — vale a dire, esercitabile anche senza istanza di parte — dei provvedimenti del podestà (oggi Sindaco nella veste di ufficiale di governo) relativi all'insediamento di attività insalubri o pericolose disciplinate dagli articoli precedenti del TULPS.

La ratio della norma è chiaramente preventiva: consentire all'autorità statale periferica per eccellenza — il Prefetto, rappresentante del Governo nel territorio provinciale — di correggere autonomamente gli errori o le omissioni dell'autorità locale, ogniqualvolta vi sia un pericolo per la sanità o la sicurezza pubblica. Il sistema riflette la struttura gerarchico-accentrata tipica dell'ordinamento pubblico italiano del periodo fascista, ma ha conservato una rilevanza pratica anche nell'ordinamento repubblicano, atteso che il Prefetto mantiene la sua funzione di coordinamento delle politiche di ordine pubblico e sicurezza sul territorio.

Il presupposto dell'annullamento: contrarietà alla sanità o alla sicurezza pubblica

Il Prefetto può intervenire quando ritenga il provvedimento comunale contrario alla sanità o alla sicurezza pubblica. Questa formulazione consente un controllo che va oltre la mera legittimità formale: il Prefetto può sindacare le scelte discrezionali del Sindaco sotto il profilo della tutela sostanziale dei valori primari della salute e della sicurezza collettiva. Si tratta dunque di un controllo di merito, esercitabile anche quando il provvedimento comunale sia formalmente regolare, ma produca effetti pregiudizievoli per la collettività.

Questa caratteristica distingue il potere ex art. 65 dall'ordinario controllo di legittimità sugli atti amministrativi. Il Prefetto non annulla perché il Comune ha violato una norma procedurale, ma perché il contenuto del provvedimento — ad esempio l'autorizzazione all'insediamento di un'industria in una zona sanitariamente sensibile — compromette la salute o la sicurezza pubblica.

Il procedimento: pareri obbligatori

Prima di procedere all'annullamento, il Prefetto è obbligato ad acquisire il parere del Consiglio provinciale sanitario o dell'ufficio del Genio Civile. La norma usa la congiunzione disgiuntiva «o», ma nella prassi l'istruttoria può coinvolgere entrambi gli organi tecnici quando il provvedimento presenti profili sia sanitari sia strutturali.

Il Consiglio provinciale sanitario — organo consultivo tecnico-scientifico in materia igienico-sanitaria, poi sostituito nelle sue funzioni dalle ASL e dall'Istituto Superiore di Sanità — esprime la valutazione sugli effetti per la salute. Il Genio Civile — ufficio tecnico del Ministero dei Lavori Pubblici (poi Infrastrutture e Trasporti) — valuta la sicurezza strutturale e ingegneristica degli impianti.

L'acquisizione dei pareri è obbligatoria ma, come di consueto nel diritto amministrativo italiano, non vincolante: il Prefetto può discostarsi dai pareri con adeguata motivazione.

Il carattere d'ufficio: intervento senza ricorso

L'elemento più caratteristico della disposizione è il potere di intervento anche in mancanza di ricorso. Nell'ordinamento del TULPS, il sistema principale di controllo sui provvedimenti locali è il ricorso gerarchico dell'interessato (art. 64, ultimo comma). L'art. 65 introduce un meccanismo parallelo e autonomo: il Prefetto non attende che un privato leso impugni il provvedimento, ma può attivarsi di propria iniziativa ogniqualvolta abbia notizia — per qualsiasi canale informativo — di un atto comunale che compromette la sanità o la sicurezza pubblica.

Questo potere riflette la posizione istituzionale del Prefetto come garante dell'interesse pubblico generale nel territorio provinciale, superiore all'interesse dei singoli ricorrenti. L'intervento d'ufficio è dunque espressione di una funzione di tutela collettiva, non di risoluzione di controversie individuali.

Profili attuali e coordinamento normativo

Nell'ordinamento vigente, il ruolo del Prefetto nella materia delle attività insalubri e pericolose è stato in parte assorbito dalle procedure di autorizzazione ambientale (VIA, AIA, D.Lgs. 152/2006) e dalle competenze delle Regioni e delle ASL in materia sanitaria. Tuttavia, il potere di annullamento d'ufficio ex art. 65 TULPS sopravvive come strumento di intervento d'urgenza, attivabile quando i meccanismi ordinari non garantiscano una risposta tempestiva a situazioni di pericolo immediato per la collettività.

I provvedimenti prefettizi in questa materia sono definitivi ai sensi dell'art. 67 TULPS, ma restano ovviamente soggetti al controllo giurisdizionale del TAR per vizi di legittimità.

Casi pratici

Caso 1: Annullamento d'ufficio di un'autorizzazione comunale a un allevamento intensivo

Il Comune in cui risiede Tizio rilascia un'autorizzazione a Sempronio per l'ampliamento di un allevamento intensivo suinicolo nei pressi di un acquedotto locale. Nessun privato impugna il provvedimento. L'ASL provinciale segnala tuttavia al Prefetto che l'ampliamento comporta rischi di percolamento di liquami nelle falde idriche utilizzate dall'acquedotto, con potenziale grave rischio sanitario per la popolazione. Il Prefetto avvia d'ufficio il procedimento ex art. 65 TULPS, acquisisce il parere del Consiglio provinciale sanitario — che conferma il rischio — e dispone l'annullamento dell'autorizzazione comunale. Sempronio è tenuto a rinunciare all'ampliamento o a presentare un nuovo progetto con sistemi di impermeabilizzazione adeguati.

Caso 2: Revoca prefettizia di un'autorizzazione a un deposito di materiali tossici

Il Sindaco di un piccolo Comune autorizza Caia ad avviare un deposito temporaneo di materiali da demolizione contenenti amianto in una zona artigianale. A seguito di un'ispezione di routine, il locale ufficio del Genio Civile segnala al Prefetto che il capannone individuato non soddisfa i requisiti tecnici minimi per lo stoccaggio di materiali pericolosi (assenza di impermeabilizzazione del pavimento, ventilazione inadeguata). Il Prefetto, acquisito il parere del Genio Civile, annulla d'ufficio l'autorizzazione comunale ritenendola contraria alla sicurezza pubblica. Caia è tenuta a sgomberare il deposito entro il termine fissato dal provvedimento prefettizio e a individuare un sito idoneo conforme alle prescrizioni tecniche vigenti.

Caso 3: Intervento prefettizio in assenza di regolamento locale

Sempronio è titolare di una piccola fonderia artigianale. In un Comune privo di regolamento locale in materia, il Sindaco-ufficiale di governo autorizza l'ampliamento dell'impianto in prossimità di una scuola elementare, sulla base di una valutazione sommaria. Tizio, insegnante nella scuola confinante, segnala la situazione alla Prefettura allegando documentazione sulle emissioni di polveri metalliche rilevate. Il Prefetto, senza attendere un formale ricorso, apre il procedimento di ufficio ex art. 65. Il Consiglio provinciale sanitario, sentito dal Prefetto, conferma che le emissioni prevedibili superano i valori limite per aree sensibili come le scuole. Il Prefetto annulla il provvedimento di ampliamento e prescrive a Sempronio di presentare un piano di delocalizzazione dell'impianto.

Domande frequenti

Il Prefetto può annullare un'autorizzazione comunale anche se nessun privato ha fatto ricorso?

Sì, è proprio questa la caratteristica principale dell'art. 65 TULPS: il Prefetto può intervenire d'ufficio, anche in assenza di ricorso, ogniqualvolta ritenga il provvedimento comunale contrario alla sanità o alla sicurezza pubblica.

Il parere del Consiglio provinciale sanitario è sufficiente o occorre anche il Genio Civile?

La norma prevede in alternativa il parere del Consiglio provinciale sanitario 'o' del Genio Civile, a seconda della natura prevalente della questione. Nella prassi, per problemi che presentano entrambi i profili, il Prefetto acquisisce entrambi i pareri.

Il provvedimento di annullamento prefettizio è definitivo?

Sì, ai sensi dell'art. 67 TULPS, che estende la definitività a tutti i provvedimenti prefettizi nelle materie dei precedenti articoli del Titolo II, incluso l'art. 65. Resta ferma la possibilità di ricorrere al TAR per vizi di legittimità.

Il Prefetto può solo annullare o può anche modificare il provvedimento comunale?

La norma prevede il solo potere di annullamento, non di modifica o sostituzione del provvedimento. Una volta annullata l'autorizzazione, il soggetto interessato deve presentare una nuova domanda, eventualmente con le modifiche richieste dall'autorità.

Come viene a conoscenza il Prefetto di un provvedimento comunale da annullare?

Il Prefetto può ricevere segnalazioni da organi tecnici (ASL, Genio Civile, Vigili del Fuoco), da cittadini, da altri enti pubblici, oppure nell'ambito di ispezioni ordinarie. Non è richiesta una formale denuncia o un ricorso: qualsiasi canale informativo è idoneo a far scattare il potere d'ufficio.

Qual è la differenza tra il ricorso al Prefetto ex art. 64 e il potere d'ufficio ex art. 65?

L'art. 64 regola il ricorso dell'interessato (privato leso dal provvedimento) che chiede al Prefetto di rivedere la decisione comunale. L'art. 65 è un potere autonomo del Prefetto, esercitabile a prescindere da qualsiasi ricorso, in funzione di tutela della collettività anziché del singolo.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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