← Torna a Codice della Navigazione (R.D. 327/1942)
Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • L'amministrazione può dichiarare la decadenza del concessionario al verificarsi di specifiche cause tassativamente elencate dalla norma.
  • Le cause di decadenza includono: mancata esecuzione delle opere, non uso o cattivo uso, mutamento non autorizzato dello scopo, omesso pagamento del canone, abusiva sostituzione di altri, inadempienza degli obblighi.
  • Nei casi di mancata esecuzione o non uso, l'amministrazione può concedere una proroga prima di dichiarare la decadenza.
  • Prima di ogni dichiarazione di decadenza, l'interessato ha diritto di presentare le proprie deduzioni entro un termine assegnato.
  • Al concessionario decaduto non spetta alcun rimborso per opere eseguite né per spese sostenute.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 47 Codice della Navigazione — Decadenza dalla concessione

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

L'amministrazione può dichiarare la decadenza del concessionario:

a) per mancata esecuzione delle opere prescritte nell'atto di concessione, o per mancato inizio della gestione, nei termini assegnati;

b) per non uso continuato durante il periodo fissato a questo effetto nell'atto di concessione, o per cattivo uso;

c) per mutamento sostanziale non autorizzato dello scopo per il quale è stata fatta la concessione;

d) per omesso pagamento del canone per il numero di rate fissato a questo effetto dall'atto di concessione;

e) per abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione;

f) per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione, o imposti da norme di leggi o di regolamenti. Nel caso di cui alle lettere a) e b) l'amministrazione può accordare una proroga al concessionario. Prima di dichiarare la decadenza, l'amministrazione fissa un termine entro il quale l'interessato può presentare le sue deduzioni. Al concessionario decaduto non spetta alcun rimborso per opere eseguite né per spese sostenute.

Commento

Ratio e natura della decadenza

L'articolo 47 del Codice della navigazione disciplina la decadenza del concessionario di beni demaniali marittimi, ossia la sanzione che l'amministrazione può irrogare quando il concessionario non rispetta gli obblighi derivanti dal titolo concessorio o abusa del bene pubblico concessogli. La decadenza è una misura sanzionatoria e insieme cautelare: sanziona il comportamento inadempiente del concessionario e, al contempo, libera il bene demaniale per consentirne una gestione più appropriata. A differenza della revoca (art. 42), che opera per ragioni di interesse pubblico indipendenti dal comportamento del concessionario, la decadenza presuppone sempre un inadempimento o un abuso imputabile al concessionario medesimo. Questa differenza è rilevante non solo sul piano concettuale, ma anche su quello degli effetti patrimoniali: mentre la revoca può comportare un indennizzo, la decadenza — come espressamente sancito dall'ultimo comma dell'art. 47 — non dà diritto ad alcun rimborso per opere o spese.

Le cause di decadenza

La norma elenca sei cause di decadenza, che configurano un sistema tendenzialmente tassativo. La prima (lett. a) riguarda la mancata esecuzione delle opere prescritte nell'atto di concessione o il mancato inizio della gestione nei termini assegnati: la concessione ha spesso come presupposto l'obbligo di realizzare determinate opere e di avviare la gestione entro scadenze fissate, e il mancato rispetto di tali obblighi giustifica la decadenza. La seconda (lett. b) concerne il non uso continuato durante il periodo fissato nell'atto concessorio o il cattivo uso: il bene demaniale concesso deve essere utilizzato secondo la destinazione prevista, e sia l'abbandono prolungato sia l'uso improprio integrano cause di decadenza. La terza (lett. c) colpisce il mutamento sostanziale non autorizzato dello scopo della concessione: il concessionario che utilizza il bene per finalità diverse da quelle per cui la concessione è stata rilasciata, senza avere ottenuto la necessaria modifica del titolo, commette una violazione grave che può comportare la decadenza. La quarta (lett. d) riguarda l'omesso pagamento del canone per il numero di rate fissato nell'atto di concessione: la morosità nel pagamento del corrispettivo pubblico è una causa classica di decadenza, che l'atto concessorio precisa nella soglia rilevante. La quinta (lett. e) colpisce l'abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione, ossia il trasferimento del godimento a terzi senza la prescritta autorizzazione dell'autorità concedente (in deroga all'art. 46). La sesta (lett. f), di carattere residuale, sanziona l'inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione o imposti da norme di legge o regolamento.

La proroga e il contraddittorio preventivo

L'articolo 47 non attribuisce all'amministrazione un potere automatico di dichiarare la decadenza al solo verificarsi delle cause previste: prima di procedere, devono essere rispettate due garanzie procedimentali. Per le cause di cui alle lettere a) e b) — mancata esecuzione delle opere o non uso — l'amministrazione può (e non deve necessariamente) accordare una proroga al concessionario, consentendogli di adempiere entro un termine aggiuntivo. Si tratta di una facoltà discrezionale dell'amministrazione, che valuterà se la proroga sia compatibile con l'interesse pubblico. Più in generale, e per tutte le cause di decadenza, prima di dichiarare la decadenza l'amministrazione deve fissare un termine entro il quale l'interessato può presentare le sue deduzioni: si tratta del contraddittorio procedimentale, coerente con i principi generali del procedimento amministrativo (oggi codificati nella legge n. 241/1990), che consente al concessionario di difendersi, di illustrare le proprie ragioni e di eventualmente rimediare all'inadempimento.

L'assenza di rimborso per il decaduto

L'ultimo periodo dell'articolo 47 stabilisce che al concessionario decaduto non spetta alcun rimborso per le opere eseguite né per le spese sostenute. Questa previsione è coerente con la natura sanzionatoria della decadenza: chi è decaduto per propri inadempimenti non può pretendere dall'amministrazione un indennizzo per gli investimenti effettuati, che restano acquisiti allo Stato secondo la disciplina dell'articolo 49. L'assenza di rimborso è un deterrente significativo rispetto al mancato rispetto degli obblighi concessori e rende la decadenza uno strumento particolarmente incisivo. La norma si distingue nettamente dalla revoca per interesse pubblico (art. 42), che può invece generare un diritto all'indennizzo in capo al concessionario.

Profili pratici e coordinamento

L'articolo 47 va coordinato con l'articolo 48, che individua l'autorità competente a dichiarare la revoca e la decadenza, e con l'articolo 49, che disciplina la sorte delle opere costruite alla cessazione della concessione. Nella prassi, i procedimenti di decadenza sono spesso preceduti da ispezioni e verifiche da parte dell'autorità marittima, che accertano le violazioni. Le cause di decadenza più ricorrenti nella pratica delle concessioni demaniali balneari sono il mancato pagamento del canone (lett. d) e l'abusiva sostituzione di altri nel godimento (lett. e). Il procedimento di decadenza è di competenza del giudice amministrativo, che può sindacare la legittimità della dichiarazione sia sotto il profilo della sussistenza delle cause, sia sotto quello del rispetto delle garanzie procedimentali.

Casi pratici

Caso 1: Omesso pagamento del canone e decadenza

Tizio, concessionario di un lido balneare, non paga il canone demaniale per tre annualità consecutive, superando il limite fissato nell'atto di concessione. L'autorità marittima gli notifica l'avvio del procedimento di decadenza, fissando un termine per le deduzioni. Tizio non paga e non presenta deduzioni utili. L'amministrazione dichiara la decadenza e Tizio perde la concessione senza diritto ad alcun rimborso per le strutture realizzate.

Caso 2: Abusiva cessione del godimento a terzi

Caio, titolare di una concessione demaniale per rimessaggio di imbarcazioni, cede di fatto la gestione dell'intera area a Sempronio, con cui stringe un accordo privato non comunicato all'autorità concedente. Durante un'ispezione, la capitaneria di porto accerta che la gestione è in capo a Sempronio. Caio riceve la contestazione di abusiva sostituzione e, non riuscendo a giustificarsi, viene dichiarato decaduto dalla concessione.

Caso 3: Mancata esecuzione delle opere con proroga

Sempronio ottiene una concessione demaniale con l'obbligo di costruire un pontile entro due anni. Trascorso il termine senza che le opere siano iniziate, l'amministrazione, valutata la buona fede di Sempronio e le sue difficoltà finanziarie, gli accorda una proroga di un anno. Sempronio avvia i lavori entro la proroga, evitando la decadenza e mantenendo la concessione.

Domande frequenti

La decadenza dalla concessione demaniale comporta un indennizzo per il concessionario?

No. L'art. 47 stabilisce espressamente che al concessionario decaduto non spetta alcun rimborso per le opere eseguite né per le spese sostenute. Le strutture costruite sul demanio restano acquisite allo Stato senza compenso, secondo la disciplina dell'art. 49 del Codice della navigazione.

Prima della decadenza l'amministrazione deve sentire il concessionario?

Sì. La norma prevede che prima di dichiarare la decadenza l'amministrazione fissi un termine entro cui l'interessato può presentare le sue deduzioni. Si tratta di una garanzia procedimentale ineludibile: la decadenza dichiarata senza contraddittorio è illegittima e impugnabile dinanzi al giudice amministrativo.

L'amministrazione può concedere una proroga prima della decadenza per mancata esecuzione delle opere?

Sì, ma solo per le cause di cui alle lettere a) e b): mancata esecuzione delle opere prescritte e non uso della concessione. La proroga è una facoltà discrezionale dell'amministrazione, non un diritto del concessionario. Per le altre cause di decadenza la proroga non è prevista.

Qual è la differenza tra decadenza e revoca della concessione demaniale?

La decadenza (art. 47) è una sanzione che presuppone un inadempimento o un abuso del concessionario e non dà diritto ad alcun rimborso. La revoca (art. 42) opera invece per ragioni di interesse pubblico indipendenti dal comportamento del concessionario e può generare un diritto all'indennizzo per il pregiudizio economico subito.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all'Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.