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Ultimo aggiornamento: 30 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • Accertamento del danno: il capo del compartimento marittimo fa accertare l'entità del danno alle opere portuali tramite l'ufficio del genio civile, garantendo una valutazione tecnica imparziale.
  • Ordine di riparazione: il responsabile del danno viene intimato a eseguire le riparazioni necessarie entro un termine determinato, a proprie spese.
  • Esecuzione d'ufficio: in caso di urgenza o di inadempimento, l'autorità marittima provvede direttamente alle riparazioni addebitando le spese al responsabile.
  • Cauzione preventiva: quando i danni sono causati da una nave, il comandante del porto può richiedere il versamento di una cauzione a garanzia del pagamento delle spese di riparazione.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 75 Codice della Navigazione — Danni alle opere e agli impianti portuali

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

In caso di danni cagionati a opere portuali o a impianti attinenti ai servizi della navigazione, il capo del compartimento provvede che ne sia accertata l'entità a mezzo dell'ufficio del genio civile ed intima al responsabile di eseguire, entro un termine determinato, le riparazioni necessarie. In caso di urgenza o in caso di inesecuzione da parte del responsabile, l'autorità provvede d'ufficio alle riparazioni a spese del medesimo. Quando i danni predetti sono cagionati da una nave il comandante del porto può richiedere il versamento di una cauzione a garanzia del pagamento delle spese per le riparazioni.

Commento

Ratio e ambito di applicazione

L'articolo 75 del Codice della navigazione tutela l'integrità del demanio portuale — banchine, moli, frangiflutti, strutture di ormeggio, impianti di servizio — da danneggiamenti causati da navi o da altri soggetti che operano nell'area portuale. La norma si inserisce nel quadro della polizia portuale e risponde a una duplice esigenza: assicurare la rapida riparazione delle infrastrutture danneggiate (a tutela della sicurezza della navigazione e della funzionalità del porto) e garantire che le spese di ripristino gravino sul responsabile e non sulla collettività.

La procedura di accertamento

Il primo momento della fattispecie è l'accertamento tecnico del danno. Il capo del compartimento marittimo affida questa valutazione all'ufficio del genio civile, organo tecnico dell'amministrazione statale competente per le opere idrauliche e le infrastrutture costiere. La scelta di un organo tecnico terzo rispetto all'autorità marittima garantisce obiettività nella quantificazione del danno, con rilevanza sia per la successiva intimazione al responsabile sia per l'eventuale contenzioso. L'accertamento documenta tipologia, estensione e costo stimato delle riparazioni necessarie, costituendo la base per l'ordine che verrà emesso.

L'intimazione al responsabile e l'esecuzione d'ufficio

Accertato il danno, il capo del compartimento intima al responsabile — che può essere l'armatore della nave, il comandante, o qualunque soggetto la cui condotta abbia causato il danno — di eseguire le riparazioni entro un termine determinato. Il termine deve essere congruo rispetto alla natura dei lavori: riparazioni urgenti a banchine danneggiate richiedono tempi più stretti di interventi su strutture secondarie.

In due situazioni l'autorità può intervenire direttamente senza attendere l'esito dell'intimazione: (a) caso di urgenza, quando il danno compromette la sicurezza immediata delle operazioni portuali; (b) inadempimento del responsabile alla scadenza del termine. In entrambi i casi, i lavori eseguiti dall'autorità sono addebitati al responsabile, che rimane debitore dell'intera somma spesa.

La cauzione come strumento preventivo

La norma prevede uno strumento cautelare specifico per i casi in cui il danno sia stato causato da una nave: il comandante del porto — che ha la disponibilità operativa sull'imbarcazione presente in porto — può richiedere il versamento di una cauzione a garanzia del pagamento delle spese di riparazione. La cauzione è uno strumento preventivo che evita che la nave lasci il porto prima che il danno sia stato riparato o le spese garantite. In assenza di cauzione, la nave potrebbe salpare rendendo difficile o impossibile il recupero del credito dell'amministrazione, specialmente se batte bandiera di uno Stato con il quale non esistono efficaci meccanismi di cooperazione giudiziaria. Il fermo della nave a garanzia si coordina con le norme del Codice della navigazione in materia di sequestro conservativo (art. 645 e seguenti) e con la Convenzione internazionale sul sequestro conservativo di navi del 1999.

Coordinamento sistematico e responsabilità civile

La disciplina pubblicistica dell'art. 75 non esclude la responsabilità civile ordinaria del danneggiante verso l'amministrazione o verso terzi eventualmente lesi. L'azione dell'autorità si affianca e non sostituisce la tutela risarcitoria di diritto comune. In particolare, per i danni causati da urto tra navi rilevano anche gli artt. 482 e seguenti del Codice della navigazione sull'urto di navi, nonché, per i profili internazionali, la Convenzione internazionale di Bruxelles del 1910 sull'urto. Per i danni derivanti da inquinamento, la responsabilità del proprietario della nave è disciplinata dalla Convenzione CLC 1992 e dal Protocollo di Londra del 1996, che prevedono limiti di responsabilità e obblighi assicurativi specifici.

Casi pratici

Caso 1: Nave che danneggia una banchina durante l'ormeggio

Tizio, comandante di un cargo, esegue manovra di ormeggio in condizioni di vento forte e colpisce la banchina del porto di Genova, danneggiando una struttura di difesa e un tratto di parapetto. Il capo del compartimento dispone l'accertamento tramite il genio civile e intima all'armatore di procedere alle riparazioni entro sessanta giorni; il comandante del porto richiede nel frattempo il versamento di una cauzione pari al costo stimato dei lavori, per evitare che la nave parta prima della definizione della vicenda.

Caso 2: Riparazione d'urgenza di un impianto di ormeggio

Un mezzo d'opera di Caio urta e spezza un galleggiante di ormeggio all'imboccatura del porto di Ancona, rendendo pericolosa la manovra per le imbarcazioni in arrivo. Il capo del compartimento, accertata l'urgenza, dispone la riparazione immediata d'ufficio senza attendere la scadenza di alcun termine, addebitando a Caio le spese sostenute dall'amministrazione.

Caso 3: Inadempimento dell'armatore all'ordine di riparazione

Sempronio, armatore di un rimorchiatore, riceve l'intimazione di riparare danni a un impianto portuale entro trenta giorni, ma non esegue alcun lavoro alla scadenza: il capo del compartimento affida i lavori a un'impresa esterna e notifica successivamente a Sempronio il rendiconto delle spese sostenute, che Sempronio è obbligato a rimborsare integralmente.

Domande frequenti

Chi accerta l'entità dei danni alle opere portuali?

Il capo del compartimento marittimo si avvale dell'ufficio del genio civile per l'accertamento tecnico dei danni, che fornisce una valutazione imparziale della loro entità e del costo delle riparazioni.

Entro quanto tempo il responsabile deve riparare i danni?

Il capo del compartimento fissa un termine determinato, congruo rispetto alla natura dei lavori; alla scadenza, in caso di inadempimento, l'autorità provvede d'ufficio a spese del responsabile.

Cos'è la cauzione prevista dall'art. 75 e chi la può richiedere?

Quando una nave causa danni a opere portuali, il comandante del porto può richiedere il versamento di una cauzione a garanzia del pagamento delle spese di riparazione, impedendo alla nave di salpare prima della definizione della vicenda.

L'autorità marittima può intervenire prima della scadenza del termine?

Sì, in caso di urgenza l'autorità può provvedere d'ufficio alle riparazioni immediatamente, senza attendere la scadenza del termine assegnato al responsabile.

Il responsabile del danno può anche essere sanzionato penalmente?

Il Codice della navigazione prevede sanzioni amministrative per le violazioni di polizia portuale; i danni rilevanti possono integrare anche fattispecie penali (danneggiamento di beni pubblici) ai sensi del codice penale.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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