Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Pronunce Corte Costituzionale
  4. Prassi e linee guida
  5. Casi pratici
  6. Domande frequenti
  7. Vedi anche

Testo dell'articoloAbrogato

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 398 c.p. Circostanze aggravanti. Casi di non punibilità

Articolo abrogato dalla l. 25 giugno 1999, n. 205

[Abrogato]

Scheda in aggiornamento. Il commento professionale, i casi pratici e le FAQ per questo articolo sono in corso di redazione.
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In sintesi

  • Raddoppiamento della pena se il colpevole è stato causa determinante del duello
  • Non sono punibili i portatori della sfida, padrini e secondi che impediscono l'uso delle armi prima di lesioni
  • Scriminanti per chi concilia le parti o riduce la gravità del combattimento
  • Immunità per il medico che assiste i duellanti
Indice dei contenuti

Art. 398 c.p. raddoppia la pena per chi ha provocato il duello e prevede casi di non punibilità per padrini, sanitari e chi impedisce le armi.

Ratio

L'articolo 398 c.p. rappresenta una struttura complessa di aggravamento e scriminanti nel diritto penale dei duelli. La norma riflette l'intento del legislatore del 1931 di punire più severamente chi provoca consapevolmente il duello, mentre contemporaneamente riconosce ruoli di pacificazione e di necessità medica. La dualità aggravamento-scriminanti risponde al principio di responsabilità proporzionata: chi provoca consapevolmente merita pena doppia; chi invece interviene per cessare il conflitto o assistere medicamente non è punibile.

Analisi

Il comma 1 stabilisce il raddoppiamento della pena per il colpevole che sia stato causa ingiusta e determinante del fatto (riferimento agli artt. 394 e 396 c.p.). Il secondo comma articola tre ipotesi di non punibilità: innanzitutto, portatori della sfida, padrini e coloro che agevolano il duello sono esclusi dalla pena se impediscono l'uso delle armi oppure procurano la cessazione prima di lesioni derivate (n. 1); secondamente, padrini o secondi che si adoperino per conciliazione o che riducano la gravità dell'esito sono scriminati (n. 2); infine, il sanitario che assista è sempre escluso dalla punibilità (n. 3). La struttura segue una logica di favor atti di contenimento.

Quando si applica

La norma si applica nei procedimenti per duello quando emerge che l'imputato ha provocato consapevolmente il fatto e sussistono gli estremi dell'aggravante. La scriminante del primo numero opera tipicamente quando uno dei padrini interviene in extremis per impedire che le spade si incrocino o blocca il combattimento nei primissimi secondi. La scriminante del secondo numero riguarda il patrocinato che, ancor prima dell'incontro, tenta negoziati o riduce simbolicamente il rischio. L'immunità del medico è assoluta e incondizionata, applicabile indipendentemente dall'esito.

Connessioni

L'articolo 398 rimanda necessariamente agli articoli 394, 395, 396 c.p. (duello, provocazione, armi) e agli articoli 397-399 (circostanze e duellante estraneo). Il complesso normativo del duello (artt. 394-407 c.p.) costituisce una sezione oggi in gran parte obsoleta ma formalmente vigente. Si collega anche all'articolo 324 c.p. (pubblico ufficiale che non interviene) e alle norme sulla difesa legittima (art. 52 c.p.) per contrapposizione logica.

Pronunce della Corte Costituzionale

Prassi e linee guida

Ministero della Giustizia

Codici giuridici

Il Ministero della Giustizia pubblica i codici giuridici aggiornati e consolidati, fonte ufficiale per la consultazione delle norme penali vigenti.

Casi pratici

Caso 1: Tizio e Caio hanno una lite in una birreria

Tizio sfida esplicitamente Caio a duello all'arma bianca per disonore; Caio accetta. Il padrone del locale, Sempronio, vedendo i due che si preparano nel retro, afferra le due spade e le getta in strada, impedendo l'inizio del combattimento. Secondo l'art. 398, n. 1, Sempronio non è punibile perché ha impedito l'uso delle armi prima di lesioni; Tizio subisce pena doppia rispetto al base dell'art. 394 per aver provato la provocazione consapevole.

Caso 2: Mevio ha una vertenza di onore con Filano

Mevio incarica il suo padrone d'armi, Tizia, di negoziare con il padrone d'armi di Filano per una riconciliazione. Tizia ottiene che le parti scrivano una lettera di scuse reciproche, evitando l'incontro. Se il duello non avviene grazie all'opera di Tizia, quest'ultima (padrina-secondante) è scriminata dal n. 2 dell'art. 398; nessuna pena nemmeno per Mevio e Filano, perché il duello non è mai avvenuto.

Domande frequenti

Se sono il padrone dell'arma di un mio amico e gli consiglio di non accettare la sfida, posso essere punibile?

No. L'art. 398 scrimina chi agisce per impedire il duello o ridurne la gravità. Il semplice consiglio non costituisce agevolamento punibile del duello; anzi, è protetto. Rischieresti punibilità solo se agevoli attivamente il combattimento.

Un medico che cura il ferito dopo il duello commette reato?

No. L'art. 398, n. 3 immunizza il sanitario che presta assistenza ai duellanti. La norma riconosce il primato dell'obbligo medico di soccorso sulla punibilità connessa al duello, coerente con i principi di deontologia medica.

Se impedisco il duello separando i due contendenti con la forza, sono punibile?

No, se agisci prima che derivi alcuna lesione. L'art. 398, n. 1 ti scrimina espressamente. L'intervento fisico è coperto se eseguito tempestivamente e con effetto di cessazione del combattimento.

Qual è la differenza tra il raddoppiamento dell'art. 398 e la pena base del duello?

L'art. 398 comma 1 raddoppia la pena di chi è causa ingiusta e determinante del duello (chi ha provocato consapevolmente). Chi semplicemente accetta la sfida riceve la pena dell'art. 394 c.p. senza raddoppiamento, salvo altre aggravanti.

Se concilio le parti e le convinto a riconciliarsi, ma il duello avviene comunque dopo giorni, sono scriminato?

Sì, perché la scriminante dell'art. 398, n. 2 richiede che tu abbia fatto quanto dipendeva da te per la conciliazione. L'evento duello successivo non annulla il tuo precedente tentativo legittimo di pacificazione.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Fonti consultate: 2 fontei verificate
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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