- L'art. 39 prevede un'indennità per l'incidenza di determinate previsioni urbanistiche.
- Riguarda in particolare la reiterazione dei vincoli preordinati all'esproprio.
- La compressione prolungata della proprietà va compensata.
- Si collega alla disciplina della decadenza dei vincoli (art. 9).
- Tutela il proprietario da vincoli ripetuti senza esproprio.
Testo dell'articoloVigente
Art. 39 T.U. Espropriazione — Indennità dovuta in caso di incidenza di previsioni urbanistiche su particolari aree comprese in zone edificabili.
D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità
1. In attesa di una organica risistemazione della materia, nel caso di reiterazione di un vincolo preordinato all’esproprio o di un vincolo sostanzialmente espropriativo è dovuta al proprietario una indennità, commisurata all’entità del danno effettivamente prodotto.
2. Qualora non sia prevista la corresponsione dell’indennità negli atti che determinano gli effetti di cui al comma 1, l’autorità che ha disposto la reiterazione del vincolo è tenuta a liquidare l’indennità, entro il termine di due mesi dalla data in cui abbia ricevuto la documentata domanda di pagamento ed a corrisponderla entro i successivi trenta giorni, decorsi i quali sono dovuti anche gli interessi legali.
3. Con atto di citazione innanzi alla corte d’appello nel cui distretto si trova l’area, il proprietario può impugnare la stima effettuata dall’autorità. L’opposizione va proposta, a pena di decadenza, entro il termine di trenta giorni, decorrente dalla notifica dell’atto di stima.
4. Decorso il termine di due mesi, previsto dal comma 2, il proprietario può chiedere alla corte d’appello di determinare l’indennità.
5. Dell’indennità liquidata al sensi dei commi precedenti non si tiene conto se l’area è successivamente espropriata.
Stesso numero, altri codici
- Art. 39 D.Lgs. 504/1995 — Oggetto dell'imposizione e modalità di accertamento
- Articolo 39 L. 184/1983: articolo abrogato
- Art. 39 Reg. (UE) 2024/1689 — Organismi di valutazione della conformità di paesi terzi
- Art. 39 Cod. Amb. — [Abrogato]
- Art. 39 D.Lgs. 148/2015 — Disposizioni generali
- Art. 39 D.Lgs. 159/2011 — Assistenza legale alla procedura
In sintesi
Oggetto e ratio
L'art. 39 riconosce un'indennità per l'incidenza di previsioni urbanistiche che comprimono in modo significativo la proprietà, con particolare riguardo alla reiterazione dei vincoli preordinati all'esproprio. La norma dà attuazione al principio per cui una limitazione prolungata e ripetuta del diritto di proprietà, che eccede la normale conformazione, non può gravare sul privato senza compenso.
Il problema dei vincoli reiterati
I vincoli preordinati all'esproprio hanno durata quinquennale e decadono se non interviene la dichiarazione di pubblica utilità (art. 9). L'amministrazione può reiterarli, ma la reiterazione protrae nel tempo la compressione del bene, impedendone l'utilizzazione. È questa situazione che l'art. 39 prende in considerazione ai fini indennitari.
L'indennizzabilità della reiterazione
La reiterazione di vincoli che superano la normale tollerabilità, incidendo a lungo sul godimento del bene, fonda il diritto del proprietario a un'indennità. Il ristoro compensa il sacrificio derivante dal mantenimento del vincolo oltre la sua durata fisiologica, in mancanza della concreta attuazione dell'esproprio.
La distinzione dai vincoli conformativi
Vanno distinti i vincoli conformativi, che riguardano in via generale intere categorie di beni e definiscono il regime ordinario della proprietà, non indennizzabili, dai vincoli preordinati all'esproprio o sostanzialmente espropriativi, che incidono su beni determinati e, se reiterati, possono dar luogo a indennizzo.
Il presupposto della motivazione
La reiterazione del vincolo, oltre a poter comportare l'indennità, richiede un'adeguata motivazione che dia conto dell'attualità dell'interesse pubblico. Un vincolo reiterato senza giustificazione o senza il riconoscimento dell'indennizzo dovuto è illegittimo e impugnabile.
Il rapporto con la stima dell'indennità di esproprio
L'indennità per l'incidenza delle previsioni urbanistiche è autonoma rispetto all'indennità di espropriazione: la prima compensa la compressione prolungata del bene, la seconda la sua definitiva acquisizione. Quando all'esproprio si giunga, i vincoli preordinati non rilevano in senso riduttivo nella stima del valore del bene.
Profili pratici e tutela
Per il proprietario è importante monitorare la durata e la reiterazione dei vincoli e far valere il diritto all'indennità in caso di compressione prolungata del bene. La reiterazione illegittima si contesta davanti al giudice amministrativo, mentre le questioni sull'ammontare dell'indennità seguono le regole proprie. La consapevolezza di questi diritti consente di reagire a vincoli ripetuti che bloccano l'utilizzazione del bene.
Casi pratici
Caso 1: Vincolo reiterato
Decaduto il vincolo, il Comune lo reitera sul terreno di Tizio: la prolungata compressione del bene fonda il diritto a un'indennità.
Caso 2: Reiterazione senza motivazione
Caio impugna davanti al TAR la reiterazione del vincolo, priva di adeguata motivazione sull'attualità dell'interesse pubblico.
Caso 3: Vincolo conformativo
Il fondo di Sempronio è soggetto a un vincolo conformativo di carattere generale: non dà diritto, di per sé, all'indennità prevista per i vincoli reiterati.
Domande frequenti
Quando spetta l'indennità dell'art. 39?
In caso di incidenza di previsioni urbanistiche che comprimono a lungo la proprietà, in particolare per la reiterazione dei vincoli preordinati all'esproprio.
Tutti i vincoli sono indennizzabili?
No: i vincoli conformativi di carattere generale non lo sono; lo sono i vincoli preordinati all'esproprio o sostanzialmente espropriativi, se reiterati.
La reiterazione richiede motivazione?
Sì: deve dar conto dell'attualità dell'interesse pubblico; in mancanza è illegittima e impugnabile.
Questa indennità è la stessa dell'esproprio?
No: è autonoma e compensa la compressione prolungata del bene, distinta dall'indennità per la definitiva acquisizione.