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Ultimo aggiornamento: 31 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Pronunce Corte Costituzionale
  4. Casi pratici
  5. Domande frequenti
  6. Vedi anche
In sintesi
  • L'art. 43 disciplinava l'acquisizione del bene utilizzato senza titolo per scopi di interesse pubblico.
  • È stato dichiarato costituzionalmente illegittimo per eccesso di delega.
  • La materia è oggi regolata dall'art. 42-bis (acquisizione sanante).
  • La vicenda si lega al superamento delle figure pretorie di occupazione acquisitiva e usurpativa.
  • Norma di rilievo storico, utile per comprendere l'attuale assetto.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 43 T.U. Espropriazione — Utilizzazione senza titolo di un bene per scopi di interesse pubblico

D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327 — Testo unico in materia di espropriazione per pubblica utilità

Articolo dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte costituzionale con sentenza 4-8 ottobre 2010, n. 293. Disciplinava l’acquisizione coattiva (c.d. acquisizione sanante) dei beni immobili utilizzati senza titolo per scopi di interesse pubblico; la materia è oggi regolata dall’art. 42-bis del presente testo unico.

Commento

Una norma non più vigente

L'art. 43 del testo unico introduceva l'istituto dell'acquisizione coattiva del bene immobile utilizzato dall'amministrazione, in assenza di un valido titolo, per scopi di interesse pubblico. La disposizione è stata dichiarata costituzionalmente illegittima e non è più in vigore: la materia è oggi disciplinata dall'art. 42-bis. Comprenderne la vicenda è però utile per inquadrare l'attuale assetto.

Il problema delle occupazioni illegittime

Prima del testo unico, la giurisprudenza aveva elaborato figure pretorie, come l'occupazione cosiddetta acquisitiva o appropriativa, in base alle quali la realizzazione dell'opera pubblica su un fondo occupato senza valido titolo poteva determinare l'acquisto della proprietà in capo all'amministrazione, con diritto del privato al risarcimento. Tali costruzioni erano fortemente criticate per il contrasto con il principio di legalità e con la tutela della proprietà.

La funzione dell'art. 43

L'art. 43 intendeva offrire una base normativa a queste situazioni, consentendo all'amministrazione di acquisire formalmente il bene con un provvedimento, in alternativa alla restituzione, dietro risarcimento. Si trattava di un tentativo di ricondurre a legalità l'utilizzazione senza titolo.

La declaratoria di illegittimità costituzionale

L'istituto è stato però censurato per eccesso di delega: la legge di delegazione non autorizzava il Governo a introdurre una figura di questa portata. La conseguente caducazione ha lasciato un vuoto, presto colmato dal legislatore con un nuovo istituto, l'art. 42-bis.

Il passaggio all'art. 42-bis

L'art. 42-bis ha ridisciplinato la materia con un istituto ritenuto compatibile con la Costituzione e con la Convenzione europea: l'acquisizione sanante, caratterizzata dalla non retroattività dell'acquisto, da una rinnovata e specifica valutazione comparativa degli interessi e da un indennizzo comprensivo del valore venale e del pregiudizio non patrimoniale.

Profili pratici e tutela

Oggi, di fronte a un bene utilizzato senza titolo, l'amministrazione non può applicare l'art. 43, ma deve eventualmente ricorrere all'art. 42-bis oppure restituire il bene. Le relative controversie appartengono alla giurisdizione amministrativa. Per il privato è importante sapere che l'occupazione illegittima non comporta più, di per sé, la perdita automatica della proprietà.

Perché la vicenda resta attuale

Ricostruire la parabola dell'art. 43 aiuta a comprendere l'attuale prudenza del legislatore e della giurisprudenza verso le acquisizioni di beni occupati senza titolo: l'acquisto della proprietà da parte dell'amministrazione non può discendere dal mero fatto compiuto, ma richiede un provvedimento espresso, motivato e rispettoso delle garanzie costituzionali e convenzionali, oggi incarnato dall'art. 42-bis.

Pronunce della Corte Costituzionale

Sentenza n. 293/2010

La Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 43 t.u. per eccesso di delega (art. 76 Cost.): la legge di delegazione non consentiva di introdurre l'istituto dell'acquisizione coattiva sanante del bene utilizzato senza titolo. La materia è stata successivamente ridisciplinata dal legislatore con l'art. 42-bis.

Casi pratici

Caso 1: Riferimento storico

Un atto di acquisizione adottato in passato sulla base dell'art. 43 non può fondarsi oggi su quella norma, non più vigente: l'amministrazione deve semmai ricorrere all'art. 42-bis.

Caso 2: Bene occupato senza titolo

Il Comune ha realizzato un'opera sul fondo di Tizio senza valido esproprio: non potendo applicare l'art. 43, valuta l'acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis o la restituzione.

Caso 3: Tutela del proprietario

Caio, il cui terreno è stato occupato illegittimamente, può rivolgersi al giudice amministrativo: la sola realizzazione dell'opera non gli fa perdere automaticamente la proprietà.

Domande frequenti

L'art. 43 è ancora in vigore?

No: è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo per eccesso di delega e non è più applicabile.

Quale norma si applica oggi?

La materia dell'utilizzazione senza titolo è disciplinata dall'art. 42-bis, che prevede l'acquisizione sanante con indennizzo.

Perché l'art. 43 è stato dichiarato illegittimo?

Perché la legge di delegazione non consentiva al Governo di introdurre l'istituto dell'acquisizione coattiva sanante.

L'occupazione illegittima fa perdere la proprietà?

No: non comporta più, di per sé, la perdita automatica della proprietà; serve un provvedimento ex art. 42-bis o la restituzione.

Vedi anche

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di La Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 54 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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