Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 37 L. 689/1981 – (Omissione o falsità di registrazione o denuncia obbligatorie)

L. 24 novembre 1981, n. 689 – testo aggiornato

((

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il datore di lavoro che, al fine di non versare in tutto o in parte contributi e premi previsti dalle leggi sulla previdenza e assistenza obbligatorie, omette una o più registrazioni o denunce obbligatorie, ovvero esegue una o più denunce obbligatorie in tutto o, in, parte, non conformi al vero, è punito con la reclusione fino a due anni quando dal fatto deriva l'omesso versamento di contributi e premi previsti dalle leggi sulla previdenza e assistenza obbligatorie per un importo mensile non inferiore al maggiore importo fra cinque milioni mensili e il cinquanta per cento dei contributi complessivamente dovuti.

2. Fermo restando l'obbligo dell'organo di vigilanza di riferire al pubblico ministero la notizia di reato, qualora l'evasione accertata formi oggetto di ricorso amministrativo o giudiziario il procedimento penale è sospeso dal momento dell'iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all' articolo 335 del codice di procedura penale , fino al momento della decisione dell'organo amministrativo o giudiziario di primo grado.

3. La regolarizzazione dell'inadempienza accertata, anche attraverso dilazione, estingue il reato.

4. Entro novanta giorni l'ente impositore è tenuto a dare comunicazione all'autorità giudiziaria dell'avvenuta regolarizzazione o dell'esito del ricorso amministrativo o giudiziario))

In sintesi

  • E' reato la condotta del datore che omette registrazioni o denunce obbligatorie per non versare contributi, se l'evasione supera la soglia di legge.
  • Pena: reclusione fino a due anni se l'omesso versamento mensile supera 5 milioni di lire o il 50% dei contributi dovuti.
  • Il procedimento penale si sospende durante il ricorso amministrativo o giudiziario contro l'accertamento.
  • La regolarizzazione dell'inadempienza, anche con dilazione, estingue il reato.
  • L'ente impositore deve comunicare all'autorita giudiziaria l'esito del ricorso o la regolarizzazione entro 90 giorni.
Indice dei contenuti

L'art. 37 sanziona penalmente la condotta del datore di lavoro che, allo scopo di evadere la contribuzione previdenziale e assistenziale, omette o falsifica le registrazioni e denunce obbligatorie verso gli enti previdenziali. La norma esprime una scelta di tutela rinforzata del sistema di sicurezza sociale: dove l'inadempimento contributivo si accompagna a una condotta fraudolenta (occultamento del rapporto di lavoro o della retribuzione), il legislatore reagisce con lo strumento penale. Si tratta di una fattispecie complessa, articolata su una soglia di rilevanza quantitativa e su meccanismi di estinzione premiale che ne attenuano il rigore.

La condotta tipica: omissione e falsita

La fattispecie incrimina due condotte alternative: l'omissione di una o piu registrazioni o denunce obbligatorie e la trasmissione di denunce non conformi al vero. La condotta di omissione consiste tipicamente nel non assumere il lavoratore o nel non denunciarlo nelle registrazioni periodiche; la condotta di falsita consiste nel dichiarare meno ore lavorate, retribuzioni inferiori o qualifiche non corrispondenti. Le due condotte hanno in comune la finalita di abbattere il monte contributivo dovuto.

Il dolo specifico: finalita di evasione

L'elemento soggettivo richiesto e il dolo specifico: la condotta deve essere posta in essere al fine di non versare contributi e premi. Non e sufficiente l'omissione colposa o l'errore tecnico nella compilazione; serve la volonta consapevole di sottrarsi all'obbligo contributivo. Il giudice valuta il dolo attraverso indici di gravita (sistematicita, importi, numero di lavoratori coinvolti, contestualita con altre irregolarita). La giurisprudenza richiede una prova rigorosa del dolo per evitare derive verso forme di responsabilita oggettiva.

La soglia di rilevanza e la pena

La fattispecie e punita se dall'omissione deriva un evasione contributiva mensile non inferiore al maggiore importo fra cinque milioni di lire mensili e il cinquanta per cento dei contributi complessivamente dovuti. La soglia, espressa nelle vecchie lire, e stata oggetto di rivalutazione interpretativa e di adeguamenti normativi successivi (il riferimento attuale per i reati di omesso versamento di ritenute previdenziali e nel D.L. 463/1983, art. 2, oggi rimodulato dal D.Lgs. 8/2016 con soglia di 10.000 euro annui). La pena edittale e la reclusione fino a due anni: si tratta di un delitto contro l'economia pubblica e la previdenza sociale.

La sospensione del procedimento penale

Il secondo comma prevede un'innovativa sospensione: se l'evasione accertata e impugnata in sede amministrativa o giudiziaria, il procedimento penale si sospende dal momento dell'iscrizione della notizia di reato ex art. 335 c.p.p. fino alla decisione di primo grado dell'organo che esamina l'opposizione. La ratio e di evitare il rischio di giudicati contraddittori: prima si accerta in via definitiva (almeno di primo grado) l'esistenza dell'evasione contributiva, poi si procede penalmente. Resta ferma l'iscrizione della notitia criminis, che ha effetti di interruzione della prescrizione.

La regolarizzazione come causa estintiva

Il terzo comma introduce una causa estintiva di particolare rilievo pratico: la regolarizzazione dell'inadempienza accertata, anche attraverso dilazione, estingue il reato. Il legislatore privilegia il recupero del gettito contributivo rispetto alla risposta sanzionatoria: chi paga (anche a rate) il dovuto non viene piu punito penalmente. La regolarizzazione deve essere integrale e tempestiva (di regola entro i termini fissati dall'ente o concordati nel piano di rateazione). Il pagamento parziale non estingue il reato.

Comunicazioni e coordinamento interistituzionale

Il quarto comma impone all'ente impositore di comunicare all'autorita giudiziaria, entro novanta giorni, l'avvenuta regolarizzazione o l'esito del ricorso amministrativo o giudiziario. Si tratta di un obbligo di coordinamento che consente al pubblico ministero e al giudice di adottare i provvedimenti conseguenti: archiviazione per intervenuta causa estintiva, ripresa del procedimento sospeso, declaratoria di non doversi procedere. La tempestivita della comunicazione e essenziale per evitare ingorghi processuali e duplicazioni di attivita.

Casi pratici

Caso 1: regolarizzazione estintiva

Tizio, accusato di aver omesso registrazioni INPS per 80.000 euro mensili di contributi evasi, contesta in sede amministrativa l'accertamento ispettivo. Il procedimento penale si sospende. Soccombente in primo grado nel ricorso amministrativo, Tizio accetta un piano di rateazione e regolarizza integralmente in 24 mesi. L'INPS comunica al pubblico ministero la regolarizzazione: il reato si estingue.

Caso 2: omissione fraudolenta non sanata

Caio, datore di lavoro, occulta cinque lavoratori per ridurre i contributi. L'evasione accertata e di 30.000 euro mensili per oltre un anno. Non impugna l'accertamento e non regolarizza. Il procedimento penale prosegue: la fattispecie di omissione e falsita di denunce e configurata, il dolo specifico desumibile dalla sistematicita e dalla portata. Il giudice infligge una pena detentiva commisurata alla gravita.

Domande frequenti

Quando l'omessa registrazione contributiva diventa reato?

Quando e dolosamente finalizzata a non versare contributi e l'evasione supera la soglia di legge (originariamente 5 milioni di lire mensili o il 50% del dovuto; oggi le soglie sono state aggiornate dalle normative speciali). La pena edittale e la reclusione fino a due anni.

Posso evitare la pena pagando dopo l'accertamento?

Si. La regolarizzazione dell'inadempienza, anche tramite dilazione concordata con l'ente previdenziale, estingue il reato. La regolarizzazione deve essere integrale; il pagamento parziale non e sufficiente.

Cosa succede al procedimento penale se contesto l'accertamento contributivo?

Il procedimento penale si sospende dall'iscrizione della notizia di reato fino alla decisione di primo grado dell'organo amministrativo o giudiziario che esamina la tua opposizione. La sospensione evita giudicati contraddittori.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-23
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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