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Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2026
Fonte: Normattiva.it · Gazzetta Ufficiale
Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche
In sintesi
  • In caso di pericolo per la spedizione, il comandante deve agire per assicurarne la salvezza con tutti i mezzi a sua disposizione, incluso riparare in porto o richiedere assistenza.
  • Per procurarsi denaro necessario, il comandante deve procedere ai sensi dell'articolo 307 del Codice della navigazione.
  • Se è necessario sacrificare o danneggiare parti della nave o del carico, il comandante deve privilegiare le cose di minor valore e quelle il cui sacrificio sia più utile alla salvezza comune.
  • Il principio del sacrificio graduato governa i casi di avaria comune: i danni volontariamente inflitti per la salvezza della spedizione sono ripartiti tra tutti i partecipanti.

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale — Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.
Art. 302 Codice della Navigazione — Provvedimenti per la salvezza della spedizione

R.D. 30 marzo 1942, n. 327 — Codice della navigazione

Se nel corso del viaggio si verificano eventi che mettono in pericolo la spedizione, il comandante deve cercare di assicurarne la salvezza con tutti i mezzi che sono a sua immediata disposizione o che egli può procurarsi riparando in un porto ovvero richiedendo l'assistenza di altre navi. Se a tal fine è necessario procurarsi denaro, il comandante deve provvedere ai sensi dell'articolo 307. Se è necessario sacrificare o danneggiare parti della nave o del carico, egli deve, per quanto è possibile, procedere cominciando dalle cose di minor valore e da quelle per cui più utile si appalesa il sacrificio e meno indispensabile la conservazione.

In sintesi

  • In caso di pericolo per la spedizione, il comandante deve agire per assicurarne la salvezza con tutti i mezzi a sua disposizione, incluso riparare in porto o richiedere assistenza.
  • Per procurarsi denaro necessario, il comandante deve procedere ai sensi dell'articolo 307 del Codice della navigazione.
  • Se è necessario sacrificare o danneggiare parti della nave o del carico, il comandante deve privilegiare le cose di minor valore e quelle il cui sacrificio sia più utile alla salvezza comune.
  • Il principio del sacrificio graduato governa i casi di avaria comune: i danni volontariamente inflitti per la salvezza della spedizione sono ripartiti tra tutti i partecipanti.
La posizione di garanzia del comandante in situazioni di pericolo

L'articolo 302 del Codice della navigazione disciplina il potere-dovere più delicato e incisivo attribuito al comandante: quello di adottare misure straordinarie — anche lesive degli interessi di singoli partecipanti alla spedizione — per preservare la sicurezza dell'insieme. La norma presuppone che si sia verificato un 'evento' che mette in pericolo la spedizione: un'avaria grave, un incendio, una falla nello scafo, una tempesta di eccezionale violenza, una collisione. In questi frangenti il comandante assume la guida delle operazioni di emergenza con i più ampi poteri decisionali, bilanciando interessi potenzialmente confliggenti — salvare la nave, preservare il carico, tutelare le vite umane — in un contesto di urgenza che non consente consultazioni preventive con gli interessati.

Il dovere di salvezza: pluralità di strumenti

Il primo comma della norma individua due strumenti primari: il riparo in porto e la richiesta di assistenza ad altre navi. Il riparo in porto, anche deviando dalla rotta, è il rimedio meno traumatico: consente di riportare la nave in un ambiente sicuro dove le riparazioni necessarie possono essere effettuate e le persone a bordo sbarcate. La richiesta di assistenza ad altre navi attiva le norme sull'assistenza e sul salvataggio marittimo (artt. 490 e ss. del codice), che prevedono un'equa remunerazione per il soccorritore. Il comandante deve ricorrere a questi rimedi nella misura in cui essi siano 'a sua immediata disposizione o che egli può procurarsi': la valutazione è concreta e tiene conto delle condizioni reali della navigazione, delle risorse disponibili e della distanza dai porti o dalle altre navi.

Il reperimento di denaro: il rinvio all'articolo 307

La norma rinvia espressamente all'articolo 307 per il caso in cui il comandante abbia necessità di procurarsi denaro per fronteggiare l'emergenza. L'articolo 307 del Codice della navigazione disciplina i modi in cui il comandante può reperire fondi nell'interesse della spedizione: può contrarre prestiti sul corpo della nave (mutuo a cambio marittimo), alienare parte del carico deteriorato, ricevere anticipazioni da agenti locali. Si tratta di poteri straordinari di natura rappresentativa, che il comandante esercita in nome dell'armatore e degli altri interessati, e che comportano obbligazioni a carico del patrimonio della spedizione. Il rinvio evita la duplicazione normativa e assicura la coerenza sistematica tra le disposizioni sui poteri straordinari del comandante.

Il sacrificio graduato: ratio del principio di proporzionalità

Il terzo comma è il cuore giuridicamente più ricco della disposizione: quando sia necessario sacrificare o danneggiare parti della nave o del carico per salvare l'insieme, il comandante deve procedere 'cominciando dalle cose di minor valore e da quelle per cui più utile si appalesa il sacrificio e meno indispensabile la conservazione'. Questo principio di proporzionalità e gradualità governa l'istituto dell'avaria comune, codificato agli articoli 469 e seguenti del codice della navigazione e dalle Regole di York-Anversa a livello internazionale. L'avaria comune si verifica quando il comandante, per salvare la nave e il carico, compie deliberatamente un atto di sacrificio — gettare merci a mare, allagare una stiva per spegnere un incendio, deliberatamente incagliare la nave su un fondale sicuro — che causa un danno a uno o più partecipanti alla spedizione nell'interesse di tutti gli altri. Il danno così causato viene ripartito tra nave e carico in proporzione ai rispettivi valori al termine del viaggio.

Il principio della minor perdita e la gerarchia del sacrificio

La norma stabilisce una doppia gerarchia: si sacrificano prima le cose di minor valore, poi quelle per cui il sacrificio è più utile e la conservazione meno indispensabile. I due criteri possono in concreto divergere: una merce di scarso valore economico può essere indispensabile per la sicurezza della nave (come le riserve di carburante), mentre una merce di alto valore può essere sacrificabile senza conseguenze per la navigazione (come carichi di lusso non pericolosi). Il comandante deve ponderare entrambi i criteri, privilegiando la soluzione che minimizza il danno complessivo alla spedizione. In caso di emergenza, questa ponderazione avviene in tempo reale e in condizioni di stress: per questo il codice riconosce al comandante un'ampia discrezionalità tecnica, sindacabile a posteriori solo per manifesta irragionevolezza o per dolo.

Casi pratici

Caso 1: Getto di merci a mare per alleggerire la nave in tempesta

Durante una violenta tempesta nel Mediterraneo, il comandante Tizio ordina il getto a mare di container contenenti merce non pericolosa ma pesante, per ridurre il rischio di naufragio: il sacrificio delle merci di Caio, proprietario del carico, è qualificato come avaria comune e il danno viene ripartito tra nave e tutti i caricatori in proporzione al valore del rispettivo interesse al termine del viaggio.

Caso 2: Allagamento di una stiva per spegnere un incendio

Un incendio scoppia nella stiva di prua della nave di Sempronio, comandante: l'unico modo per spegnerlo è allagare la stiva, distruggendo le merci di Tizio in essa contenute ma salvando il resto del carico e la nave. Il comandante procede all'allagamento applicando il principio del minor danno necessario previsto dall'articolo 302, e il danno subito da Tizio viene ripartito in avaria comune.

Caso 3: Richiesta di assistenza con rinuncia parziale al carico

In acque tempestose, la nave di Caio subisce una falla nella sentina che la fa sbandare pericolosamente: il comandante Tizio richiede l'assistenza di un rimorchiatore, negoziando come corrispettivo la cessione di parte del carico meno pregiato. Il provvedimento rientra nei poteri attribuiti dall'articolo 302 in combinato con l'articolo 307, che disciplina il reperimento di risorse per la salvezza della spedizione.

Domande frequenti

Cosa si intende per avaria comune nel diritto marittimo?

E' il sacrificio volontario di beni della nave o del carico compiuto dal comandante per salvare la spedizione dal pericolo comune; il danno è ripartito tra tutti i partecipanti in proporzione ai rispettivi valori.

Il comandante deve chiedere il consenso dei proprietari del carico prima di sacrificarlo?

No: in situazioni di emergenza l'art. 302 attribuisce al comandante il potere di agire autonomamente; il consenso preventivo non è richiesto, essendo spesso impossibile ottenerlo in tempo utile.

Come si stabilisce l'ordine di sacrificio dei beni a bordo?

Il comandante deve iniziare dalle cose di minor valore e da quelle il cui sacrificio è più utile alla salvezza e la cui conservazione è meno indispensabile: un doppio criterio di proporzionalità.

Come fa il comandante a procurarsi denaro in emergenza?

Ricorrendo ai poteri previsti dall'art. 307 del codice: può contrarre prestiti sul corpo della nave, alienare merci deteriorate o ricevere anticipazioni da agenti locali in rappresentanza dell'armatore.

Le Regole di York-Anversa si applicano all'avaria comune nelle navi italiane?

Le Regole di York-Anversa sono il riferimento internazionale per il calcolo e la ripartizione dell'avaria comune: si applicano quando richiamate nel contratto di trasporto o nella polizza di carico, integrando le disposizioni del codice della navigazione.

A cura di
Andrea Marton — Autore e divulgatore giuridico
Autore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica gratuita su 100 testi e codici italiani. I contenuti hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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