Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 255 c.p.p. – Sequestro presso banche

Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Sequestro presso banche

1. L’autorità giudiziaria può procedere al sequestro presso banche di documenti, titoli, valori, somme depositate in conto corrente e di ogni altra cosa, anche se contenuti in cassette di sicurezza, quando abbia fondato motivo di ritenere che siano pertinenti al reato, quantunque non appartengano all’imputato o non siano iscritti al suo nome.

In sintesi

  • L'autorità giudiziaria può sequestrare presso banche e presso cassette di sicurezza qualsiasi cosa pertinente al reato
  • Non è necessario che le cose appartengano all'imputato o siano iscritte al suo nome
  • Sono sequestrabili documenti, titoli, valori e somme in conto corrente
  • Il fondato motivo di pertinenza al reato è il presupposto del sequestro
Indice dei contenuti

L'autorità giudiziaria può sequestrare presso banche documenti, titoli e somme depositate in conto corrente, anche se contenuti in cassette di sicurezza, purché pertinenti al reato.

Ratio

L'articolo 255 disciplina il sequestro presso banche per riconoscere all'autorità giudiziaria il potere di accedere alle cassette di sicurezza e ai conti correnti, dove spesso si celano elementi di prova cruciali per l'accertamento dei reati. La norma riflette il principio che la prova non deve rimanere inaccessibile per ragioni di luogo di custodia.

Analisi

Il sequestro presso banche è ammissibile a condizione che sussista un fondato motivo di ritenere la pertinenza delle cose al reato. La pertinenza non richiede la proprietà dell'imputato: il sequestro può colpire beni di terzi o intestati a società diverse. La formula ampia (titoli, valori, somme, documenti, ogni altra cosa) consente di adattarsi alle diverse fattispecie criminose.

Quando si applica

Ricorre quando investigazioni preliminari indicano che presso istituti bancari sono custoditi elementi probativi: conti correnti sospetti, cassette di sicurezza contenenti documentazione di frodi, titoli, contante. È frequente in indagini su corruzione, riciclaggio, evasione fiscale, reati fallimentari.

Connessioni

Rimanda agli artt. 60-61 (capacità processuale), 2482 (sequestro in generale), 200-201 (obblighi di esibizione della banca). Si coordina con artt. 254 (sequestro presso terzi), 256 (doveri di esibizione), 259-260 (custodia e sigilli).

Casi pratici

Caso 1: Tizio è indagato per truffa aggravata ai danni di una società

Le indagini rivelano che presso la Banca Nazionale detiene una cassetta di sicurezza intestata a una società esterovestita. Il PM richiede il sequestro della cassetta per acquisire documenti di fatturazione fittizia e contratti simulati. L'autorità giudiziaria ordina il sequestro. Durante le operazioni, scopre tracce documentali che provano il riciclaggio parallelo di fondi della truffa su conti esteri.

Caso 2: Sempronio, avvocato civilista, è indagato per corruzione

Indagini bancarie mostrano depositi anomali su un conto intestato al figlio presso la Banca del Credito. Pur non essendo intestatario, Sempronio ne controlla i flussi. Il GIP autorizza il sequestro del conto per acquisire l'evidenza dei versamenti e tracciare il collegamento con la PA corrotta.

Domande frequenti

Il sequestro presso banche richiede che il denaro o i documenti appartengano all'imputato?

No. L'articolo consente il sequestro anche se le cose sono intestate a terzi o a società diverse, purché vi sia fondato motivo di ritenerle pertinenti al reato.

Che cos'è il fondato motivo di pertinenza?

È la ragionevole convinzione, sulla base di elementi investigativi, che le cose custodite presso la banca siano connesse al reato. Non è necessaria la certezza, ma una seria indicazione di collegamento.

Si possono sequestrare documenti in cassette di sicurezza?

Sì. L'articolo estende il sequestro anche agli originali contenuti in cassette di sicurezza, superando l'obiezione che la cassetta è privata e protetta.

La banca può opporsi al sequestro?

La banca non è titolare di diritti sulla cassetta o sul conto e non può opporsi direttamente. Può segnalare impedimenti di natura tecnica, ma deve eseguire il decreto del giudice.

Quali reati richiedono frequentemente il sequestro bancario?

Frodi, riciclaggio, corruzione, evasione fiscale, reati fallimentari, associazioni mafiose. In pratica, qualsiasi reato dove le tracce patrimoniali sono decisive.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
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A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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