Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 253 c.p.p. – Oggetto e formalità del sequestro

Testo vigente – D.P.R. 447/1988 (aggiornato da Normattiva)

Oggetto e formalità del sequestro

1. L’autorità giudiziaria dispone con decreto motivato il sequestro del corpo del reato e delle cose pertinenti al reato necessarie per l’accertamento dei fatti.

2. Sono corpo del reato le cose sulle quali o mediante le quali il reato è stato commesso nonché le cose che ne costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo.

3. Al sequestro procede personalmente l’autorità giudiziaria ovvero un ufficiale di polizia giudiziaria delegato con lo stesso decreto.

4. Copia del decreto di sequestro è consegnata all’interessato, se presente.

In sintesi

  • Sequestro disposto con decreto motivato dal magistrato contenente ragioni della misura
  • Corpo del reato: cosa usata per commettere il reato o frutto della condotta illecita
  • Cose pertinenti: documenti, testimonianze materiali, elementi probanti utili all'investigazione
  • Esecuzione da autorità giudiziaria oppure da ufficiale di polizia con delega nominativa
Indice dei contenuti

Sequestro: decreto motivato, corpo e cose pertinenti al reato, esecuzione da autorità giudiziaria o polizia delegata, consegna copia all'interessato.

Ratio

L'articolo 253 rappresenta il fulcro della disciplina del sequestro nel codice di procedura penale. Il sequestro è misura probatoria cautelare, volta a asportare dalla disponibilità del privato cose rilevanti per il reato, onde garantire la loro conservazione e disponibilità al momento della decisione finale. La norma richiede motivazione del decreto quale garanzia di ragionevolezza e proporzionalità: il magistrato non può sequestro arbitrariamente, ma deve indicare il nesso tra il bene e il reato. La distinzione tra corpo del reato e cose pertinenti è tecnica ma cruciale per delimitare l'oggetto della misura.

Analisi

Il comma 1 impone decreto motivato quale presupposto essenziale del sequestro. La motivazione deve indicare: (a) quale è il reato; (b) perché il magistrato ritiene che il bene sia corpo del reato o cosa pertinente; (c) perché la cosa è necessaria per l'accertamento. La generica affermazione (sequestro di ogni cosa) è nulla. Il comma 2 definisce il corpo del reato: cose sulle quali il reato è stato commesso (il coltello nell'omicidio), mediante le quali il reato è stato commesso (l'auto in una rapina), oppure il prodotto (il danaro ricavato), il profitto (l'immobile acquistato con soldi riciclati), il prezzo (il compenso per un'estorsione). Il comma 3 prevede esecuzione diretta dal magistrato (raro, in reati gravi) o delegazione ad ufficiali di polizia giudiziaria, che ricevono lo stesso decreto con specifiche di esecuzione. Il comma 4 obbliga la consegna della copia all'interessato, se presente, informandolo della misura.

Quando si applica

Sequestri ricorrono in qualunque reato dove sia necessario conservare prove materiali: omicidio (arma del delitto), rapina (bottino), droga (sostanza stupefacente), truffe (documenti falsificati), corruzione (tangenti), ricettazione (merce rubata). Applicazioni specifiche: sequestri di disponibilità finanziarie (conti correnti, contanti) in reati di riciclaggio; sequestri di beni immobili in criminalità organizzata; sequestri di corrrispondenza in reati di associazione criminale. Frequente anche il sequestro preventivo di beni in attesa di confisca (art. 321 c.p.p.).

Connessioni

L'articolo 253 è hub normativo: rimanda all'art. 247 c.p.p. (perquisizioni), art. 248 c.p.p. (richiesta consegna), art. 252 c.p.p. (sequestro conseguente), art. 254 c.p.p. (sequestro corrispondenza), art. 255 c.p.p. (segreto bancario), artt. 259-260 c.p.p. (formalità e limiti). Costituzionalmente: art. 13 Cost. (libertà), art. 14 Cost. (domicilio), art. 3 Cost. (uguaglianza). In ambito probatorio: art. 191 c.p.p. (acquisizione prova), art. 234 c.p.c. (documentazione civile). Penalisticamente: art. 240 c.p. (confisca obbligatoria), art. 321 c.p.p. (sequestro preventivo).

Casi pratici

Caso 1: Tizio è accusato di omicidio aggravato

Nella perquisizione della sua abitazione, viene rinvenuta una pistola di calibro 9mm compatibile con il proiettile estratto dal corpo della vittima. Il magistrato dispone decreto motivato di sequestro, indicando: il corpo del reato (arma mediante cui il reato è stato commesso), la necessità di conservazione, il nesso con l'accertamento dei fatti. La pistola è consegnata al laboratorio balistico per verifica. Il sequestro è valido e la pistola è utilizzata come prova chiave in processo.

Caso 2: Caio è indagato per ricettazione

Presso il suo magazzino sono rinvenuti 20 televisori risultati rubati da un furto qualificato. Il magistrato dispone decreto motivato di sequestro per cose pertinenti al reato (non corpo del reato, perché i tv non sono stati usati per commettere il furto, ma ne sono il prodotto/risultato). Caio è presente: riceve copia del decreto. I televisori sono trasferiti a custodia giudiziaria. Nel processo, la prova è ammissibile e cruciale per provare la ricettazione.

Domande frequenti

Cosa significa corpo del reato?

La cosa con cui il reato è stato commesso (arma in un omicidio) oppure la cosa che ne è il prodotto/profitto (denaro da ricchezza illegale). Il corpo del reato è sempre sequestrable.

Cosa sono cose pertinenti al reato?

Documenti, oggetti, elementi che non sono il corpo del reato ma sono utili all'accertamento dei fatti (testimonianze materiali, tracce, prove indirette).

Serve il decreto motivato per ogni sequestro?

Sì, sempre. Il decreto deve motivare perché il bene è corpo del reato o cosa pertinente, e perché è necessario per l'accertamento.

Chi esegue il sequestro, il magistrato o la polizia?

Può farlo il magistrato direttamente (raro) o delegare gli ufficiali di polizia giudiziaria. La delega deve essere nominativa e contenuta nel decreto.

Se il sequestro è illegittimo, posso chiedere il rilascio?

Sì, puoi contestare la motivazione del decreto e chiedere al giudice il dissequestro. Se il motivo del sequestro cade (es. cosa non pertinente), il bene deve essere restituito.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-09
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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