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Art. 255 c.p.p. – Sequestro presso banche
In vigore dal 24 ottobre 1989 (D.P.R. 447/1988)
1. L’autorità giudiziaria può procedere al sequestro presso banche (2482) di documenti, titoli, valori, somme depositate in conto corrente e di ogni altra cosa, anche se contenuti in cassette di sicurezza, quando abbia fondato motivo di ritenere che siano pertinenti al reato, quantunque non appartengano all’imputato (60, 61) o non siano iscritti al suo nome.
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In sintesi
L'autorità giudiziaria può sequestrare presso banche documenti, titoli e somme depositate in conto corrente, anche se contenuti in cassette di sicurezza, purché pertinenti al reato.
Ratio
L'articolo 255 disciplina il sequestro presso banche per riconoscere all'autorità giudiziaria il potere di accedere alle cassette di sicurezza e ai conti correnti, dove spesso si celano elementi di prova cruciali per l'accertamento dei reati. La norma riflette il principio che la prova non deve rimanere inaccessibile per ragioni di luogo di custodia.
Analisi
Il sequestro presso banche è ammissibile a condizione che sussista un fondato motivo di ritenere la pertinenza delle cose al reato. La pertinenza non richiede la proprietà dell'imputato: il sequestro può colpire beni di terzi o intestati a società diverse. La formula ampia (titoli, valori, somme, documenti, ogni altra cosa) consente di adattarsi alle diverse fattispecie criminose.
Quando si applica
Ricorre quando investigazioni preliminari indicano che presso istituti bancari sono custoditi elementi probativi: conti correnti sospetti, cassette di sicurezza contenenti documentazione di frodi, titoli, contante. È frequente in indagini su corruzione, riciclaggio, evasione fiscale, reati fallimentari.
Connessioni
Rimanda agli artt. 60-61 (capacità processuale), 2482 (sequestro in generale), 200-201 (obblighi di esibizione della banca). Si coordina con artt. 254 (sequestro presso terzi), 256 (doveri di esibizione), 259-260 (custodia e sigilli).
Domande frequenti
Il sequestro presso banche richiede che il denaro o i documenti appartengano all'imputato?
No. L'articolo consente il sequestro anche se le cose sono intestate a terzi o a società diverse, purché vi sia fondato motivo di ritenerle pertinenti al reato.
Che cos'è il fondato motivo di pertinenza?
È la ragionevole convinzione, sulla base di elementi investigativi, che le cose custodite presso la banca siano connesse al reato. Non è necessaria la certezza, ma una seria indicazione di collegamento.
Si possono sequestrare documenti in cassette di sicurezza?
Sì. L'articolo estende il sequestro anche agli originali contenuti in cassette di sicurezza, superando l'obiezione che la cassetta è privata e protetta.
La banca può opporsi al sequestro?
La banca non è titolare di diritti sulla cassetta o sul conto e non può opporsi direttamente. Può segnalare impedimenti di natura tecnica, ma deve eseguire il decreto del giudice.
Quali reati richiedono frequentemente il sequestro bancario?
Frodi, riciclaggio, corruzione, evasione fiscale, reati fallimentari, associazioni mafiose. In pratica, qualsiasi reato dove le tracce patrimoniali sono decisive.
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