Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 2402 c.c. – Retribuzione

Testo vigente – R.D. 262/1942 (aggiornato da Normattiva)

La retribuzione annuale dei sindaci, se non è stabilita nello statuto, deve essere determinata dalla assemblea all’atto della nomina per l’intero periodo di durata del loro ufficio.

In sintesi

  • La retribuzione annuale dei sindaci, se non stabilita dallo statuto, e' determinata dall'assemblea all'atto della nomina.
  • Il compenso e' fissato per l'intero periodo di durata dell'ufficio.
  • La predeterminazione del compenso e' funzionale all'indipendenza dell'organo di controllo.
  • La competenza spetta in via prioritaria allo statuto e, in via suppletiva, all'assemblea.
  • La fissazione anticipata e stabile evita pressioni e condizionamenti sull'attività di vigilanza.
Indice dei contenuti

L'articolo 2402 del codice civile disciplina la retribuzione dei sindaci, cioe' dei componenti dell'organo di controllo della societa'. La norma stabilisce che la retribuzione annuale, se non e' fissata nello statuto, debba essere determinata dall'assemblea all'atto della nomina e per l'intero periodo di durata dell'ufficio. Pur nella sua brevita', la disposizione tocca un profilo cruciale del sistema dei controlli societari: l'indipendenza dei sindaci, che la predeterminazione e la stabilita' del compenso contribuiscono a garantire. Un organo di vigilanza il cui compenso fosse rimesso a decisioni discrezionali e variabili rischierebbe di essere esposto a condizionamenti incompatibili con la sua funzione. Il collegio sindacale, infatti, e' chiamato a vigilare sull'osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull'adeguatezza degli assetti organizzativi: si tratta di una funzione di garanzia che presuppone una posizione di terzieta' rispetto agli amministratori e agli stessi soci di controllo. Proprio perché i sindaci controllano chi, di fatto, potrebbe determinare il loro trattamento economico, il legislatore ha avvertito l'esigenza di sottrarre la fissazione del compenso a logiche discrezionali e variabili, ancorandola a una decisione anticipata e stabile. La norma, in questa prospettiva, non e' una mera previsione organizzativa, ma un presidio di sostanza dell'effettivita' del controllo.

La funzione di garanzia del compenso predeterminato

La ratio della norma e' assicurare l'indipendenza dell'organo di controllo. I sindaci vigilano sull'amministrazione e sul rispetto della legge e dello statuto; perché questa vigilanza sia effettiva, occorre che essi non siano esposti a pressioni economiche da parte di chi e' chiamato a controllare. Fissare il compenso in anticipo, per l'intera durata dell'ufficio, sottrae la retribuzione a determinazioni successive che potrebbero tradursi in strumenti di influenza. La predeterminazione e' dunque una garanzia strutturale dell'autonomia di giudizio dei sindaci.

La ripartizione di competenza tra statuto e assemblea

La norma articola un duplice criterio di competenza. In via prioritaria, la retribuzione può essere stabilita dallo statuto, fonte stabile e conoscibile fin dall'origine. In mancanza di previsione statutaria, subentra l'assemblea, che determina il compenso all'atto della nomina. Si delinea così un rapporto di sussidiarieta': lo statuto e' la sede naturale, l'assemblea quella suppletiva. In entrambi i casi, il momento della determinazione precede o coincide con l'assunzione dell'ufficio, in coerenza con l'esigenza di certezza e indipendenza.

La determinazione all'atto della nomina

Il riferimento all'atto della nomina e' significativo. La retribuzione va fissata nel momento in cui i sindaci sono nominati, non successivamente e non in modo frammentato. Questa scansione temporale impedisce che il compenso diventi oggetto di trattativa o di revisione in corso di mandato, momenti nei quali potrebbero insinuarsi logiche di condizionamento. Determinare il compenso all'inizio e per tutto il periodo conferisce stabilita' al rapporto e rende trasparente, sin dall'origine, l'onere economico del controllo. La trasparenza, del resto, giova anche ai soci e ai terzi, che conoscono fin dalla nomina l'entita' del costo della funzione di vigilanza, in coerenza con le esigenze di chiarezza che permeano la disciplina degli organi sociali.

La stabilita' per l'intero periodo dell'ufficio

La norma richiede che il compenso sia determinato per l'intero periodo di durata dell'ufficio. La stabilita' temporale e' un ulteriore presidio di indipendenza: il sindaco sa, sin dall'inizio, quale sara' la propria retribuzione per tutta la durata dell'incarico, senza che essa possa essere modificata in funzione dell'andamento dei rapporti con l'amministrazione o con i soci di maggioranza. Questa certezza rafforza la serenita' e l'imparzialita' dell'attività di vigilanza, sottraendola a ogni dinamica negoziale successiva.

Coerenza con il sistema dei controlli societari

L'articolo 2402 va letto nel quadro complessivo della disciplina del collegio sindacale e dei controlli interni. L'indipendenza dei sindaci e' presidiata da una pluralita' di regole: requisiti soggettivi, cause di ineleggibilita' e decadenza, modalita' di nomina e cessazione. La disciplina del compenso si inserisce in questo tessuto, completando il sistema di garanzie sul versante economico. Un organo di controllo indipendente e' tale anche perché la sua retribuzione e' sottratta alla discrezionalita' di chi e' controllato, secondo la logica che permea l'intera materia.

Natura del compenso e divieto di forme condizionanti

La struttura della norma, imperniata sulla predeterminazione e sulla stabilita', orienta anche verso la natura che il compenso dei sindaci deve assumere. La logica dell'indipendenza mal si concilia con forme di remunerazione variabili e ancorate ai risultati della societa' o all'andamento della gestione, che potrebbero allineare l'interesse del controllore a quello del controllato. Un compenso fisso, determinato in anticipo e per l'intera durata dell'ufficio, e' coerente con la funzione di vigilanza imparziale, perché rende il sindaco indifferente, sul piano economico, all'esito delle valutazioni che e' chiamato a compiere. La certezza del corrispettivo e' così parte integrante del presidio di terzieta' dell'organo di controllo.

Profili applicativi

Sul piano pratico, la disposizione impone alle societa' di prevedere il compenso nello statuto o di deliberarlo in assemblea contestualmente alla nomina, evitando vuoti o determinazioni tardive. Le questioni che possono porsi riguardano l'individuazione della fonte competente in caso di silenzio statutario e la corretta collocazione temporale della delibera. La norma, nella sua linearita', orienta verso soluzioni che salvaguardano la certezza e l'indipendenza, presidiando uno degli aspetti meno appariscenti ma più significativi dell'effettivita' del controllo societario, che proprio nell'autonomia economica dei suoi componenti trova una delle sue condizioni essenziali.

Domande frequenti

Chi determina la retribuzione dei sindaci?

In via prioritaria lo statuto. Se lo statuto non vi provvede, la retribuzione e' determinata dall'assemblea all'atto della nomina, per l'intero periodo di durata dell'ufficio.

Perche' il compenso va fissato all'atto della nomina?

Per garantire l'indipendenza dell'organo di controllo: predeterminare il compenso evita che diventi oggetto di trattative o revisioni in corso di mandato, che potrebbero condizionare l'attivita' di vigilanza.

Il compenso dei sindaci puo' essere modificato durante l'incarico?

La norma richiede che la retribuzione sia determinata per l'intero periodo di durata dell'ufficio. La stabilita' temporale e' un presidio di indipendenza, che sottrae il compenso a dinamiche negoziali successive.

Cosa accade se lo statuto non prevede il compenso?

Subentra l'assemblea, che lo determina all'atto della nomina. Si tratta di una competenza suppletiva rispetto a quella, prioritaria, dello statuto.

Perche' la disciplina del compenso tutela l'indipendenza?

Perche' i sindaci controllano l'amministrazione: se il loro compenso dipendesse da decisioni discrezionali e variabili di chi e' controllato, l'autonomia di giudizio sarebbe a rischio. La predeterminazione la salvaguarda.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-06-20
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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