Indice
  1. Testo dell'articolo
  2. Commento
  3. Casi pratici
  4. Domande frequenti
  5. Vedi anche

Testo dell'articoloVigente

Informazione giuridica di carattere generale. Il presente contenuto costituisce informazione giuridica di carattere generale e non sostituisce in alcun modo il parere di un avvocato iscritto all’Albo. La norma riportata è tratta da fonti ufficiali (Normattiva, Gazzetta Ufficiale) e il commento ha finalità divulgativa. Per la valutazione del caso specifico è necessario consultare un professionista abilitato.

Art. 235 CPI – Decadenza per non uso

D.Lgs. 10 febbraio 2005, n. 30 – testo aggiornato

1. Le norme del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , che disciplinano la decadenza per non uso si applicano ai marchi già concessi alla data di entrata in vigore dello stesso decreto legislativo, purché non ancora decaduti a tale data. Nota all’art. 235: – Per il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480 , si veda la nota all’art. 231.

In sintesi

  • Disciplina nel regime transitorio la decadenza del marchio per non uso, applicata ai marchi registrati prima del CPI.
  • Coordina i termini di non uso previsti dalla nuova disciplina con quelli previgenti.
  • Tutela l'affidamento del titolare sui termini originariamente applicabili.
  • Definisce regole di calcolo del periodo di non uso a cavallo tra vecchio e nuovo regime.
Indice dei contenuti

L'articolo 235 affronta una questione di estrema rilevanza pratica: la decadenza per non uso del marchio è infatti tra le cause più frequenti di estinzione del diritto e ha conosciuto modifiche significative nei termini e nelle modalità di calcolo. La norma transitoria evita applicazioni retroattive penalizzanti.

Disciplina della decadenza nel CPI

L'art. 24 CPI prevede la decadenza del marchio per non uso effettivo e continuato per cinque anni, in linea con la disciplina UE. L'uso deve essere effettivo (non meramente simbolico) e relativo ai prodotti o servizi per cui il marchio è registrato. La decadenza è dichiarata dal giudice e produce effetti dalla domanda introduttiva dell'azione.

Disciplina previgente

Il R.D. 929/1942 prevedeva originariamente un termine di tre anni di non uso, poi modificato in successivi interventi. La norma transitoria armonizza il regime, garantendo che il termine di cinque anni non sia applicato retroattivamente per esposizioni iniziate sotto un termine più breve.

Calcolo dei termini transitori

Per i marchi registrati prima del CPI, il calcolo del termine di non uso può seguire regole specifiche: tipicamente, il periodo di non uso anteriore all'entrata in vigore del CPI è valutato secondo le regole previgenti, e il periodo successivo secondo le nuove. La continuità del non uso si valuta complessivamente, applicando la disciplina più favorevole al titolare.

Onere della prova

L'onere di provare l'uso del marchio grava sul titolare (art. 178 CPI). In sede di contestazione, il titolare deve fornire prove dell'uso effettivo: fatture, materiali pubblicitari, scontrini, etichettatura. La valutazione è caso per caso, anche con riguardo all'ampiezza territoriale e quantitativa dell'uso.

Decadenza parziale

La decadenza può essere parziale, limitata ai soli prodotti o servizi per i quali non è dimostrato l'uso. Tale regime, introdotto in fasi successive, può applicarsi anche ai marchi anteriori al CPI per il periodo successivo all'entrata in vigore della relativa disciplina. La decadenza parziale è strumento importante di pulizia dei registri.

Casi pratici

Caso 1: Marchio non usato dal 2000

Tizio non utilizza il proprio marchio (registrato nel 1990) dal 2000. In linea generale, alla data dell'entrata in vigore del CPI (2005) il termine di cinque anni era già superato secondo la nuova disciplina; la valutazione tiene conto del coordinamento transitorio.

Caso 2: Uso parziale

Caio utilizza il marchio (registrato nel 2003) solo per alcuni dei prodotti per cui è registrato. Tipicamente, può essere dichiarata decadenza parziale per i prodotti non utilizzati, applicando la disciplina vigente alla domanda di decadenza.

Domande frequenti

Quanti anni di non uso comportano decadenza?

Tipicamente cinque anni di non uso effettivo e continuato secondo la disciplina vigente, con coordinamento transitorio per i marchi anteriori.

Chi prova l'uso?

Il titolare del marchio, in sede di contestazione, mediante documentazione (fatture, pubblicità, etichettatura) attestante uso effettivo e adeguato.

La decadenza è sempre totale?

No, può essere parziale, limitata ai soli prodotti o servizi per i quali non è dimostrato l'uso effettivo.

Ultimo aggiornamento redazionale: 2026-05-21
Vedi anche
A cura di
Andrea Marton — Dottore in Economia e Finanza, praticante commercialista
Fondatore e responsabile editoriale di Legge in Chiaro, portale di divulgazione giuridica e fiscale gratuita su 101 testi e codici italiani. I contenuti sono curati e rivisti da un team di laureati in economia; hanno scopo informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza professionale. Profilo completo →
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